“DI FRONTE ALL’ EVIDENZA CROLLANO TUTTI I MURI”
- andreaballi
- 7 mag
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A Firenze la Giornata Mondiale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro: la Toscana rilancia la sfida contro tumori professionali, rischi psicosociali e silenzi istituzionali
FIRENZE – PISTOIA. Una Toscana che non si gira dall’altra parte, che sceglie di guardare in faccia la realtà e di affrontare senza paura il tema delle malattie professionali, dei tumori legati al lavoro e dei rischi psicosociali. È questo il messaggio emerso con forza il 29 aprile scorso nella Sala delle Esposizioni di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana, in occasione dell’incontro promosso dalla Commissione Tumori e Malattie Professionali ANMIL Toscana per la Giornata Mondiale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro.
Una giornata intensa, partecipata, dove tecnici, istituzioni, volontari, giovani, amministratori e cittadini hanno condiviso dati, testimonianze e proposte concrete su salute, ambiente e lavoro, considerati non più temi separati ma parte della stessa battaglia civile.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e con il sistema regionale della prevenzione, ha messo al centro un tema spesso invisibile: i tumori professionali e le esposizioni a sostanze cancerogene che continuano a colpire migliaia di lavoratori.
Ad aprire i lavori è stato il quarratino Daniele Manetti, responsabile della Commissione Tumori e Malattie Professionali ANMIL Toscana, che ha ribadito il metodo operativo dell’associazione: “non una realtà da salotto”, ma una presenza concreta nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei territori segnati dall’inquinamento e dalle bonifiche incompiute.
“Di fronte all’evidenza crollano tutti i muri – ha dichiarato Manetti – perché quando le istituzioni vengono accompagnate sul territorio, davanti ai capannoni pieni d’amianto, ai fiumi contaminati o ai lavoratori che raccontano la propria storia, la realtà parla da sola”.
Nel suo intervento, Manetti ha richiamato anche il valore simbolico della Davidia, l’“albero dei fazzoletti” piantato a Quarrata in memoria delle vittime dell’amianto e delle sostanze cancerogene: radici invisibili come invisibili sono spesso le malattie professionali che si sviluppano dopo decenni di esposizione.
Il convegno ha affrontato anche il tema dei rischi psicosociali, indicato quest’anno dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro come priorità globale. Marco Aresu, vicepresidente ANMIL Pistoia e responsabile organizzativo, ha parlato dell’aumento dei casi di burnout, delle aggressioni nei luoghi di lavoro e dello stress generato dal lavoro su piattaforma e dagli algoritmi.
Aresu ha denunciato il fenomeno del lavoro irregolare e ricordato dati allarmanti sulle morti femminili nel tragitto casa-lavoro, ponendo inoltre interrogativi ancora aperti sul legame tra esposizioni professionali e patologie oncologiche, citando il caso di una squadra di lavoratori ferroviari colpiti da mesotelioma e tumori alla prostata.
Sul piano istituzionale, Giovanna Bianco, responsabile regionale del settore prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, ha illustrato il modello toscano di vigilanza integrata tra Regione, ASL, INAIL, Ispettorato del Lavoro, Vigili del Fuoco, Prefetture e scuole.
La Toscana, è stato ricordato, supera stabilmente gli obiettivi nazionali nei controlli aziendali e ha attivato un piano straordinario di ispezioni nei cantieri. Ma soprattutto è la prima regione italiana ad aver reso gratuite le visite di medicina del lavoro per sospetta malattia professionale, finanziandole attraverso i fondi derivanti dalle sanzioni.
“Esiste una rete di ambulatori dedicati pronta a prendere in carico gratuitamente i lavoratori con sospette patologie professionali – ha spiegato Bianco – ed è fondamentale far conoscere questa opportunità”.

Particolarmente significativo l’intervento della dottoressa Donatella Talini, direttrice del CeRIMP, che ha presentato dati aggiornati su infortuni e malattie professionali. Nel 2024 in Toscana si sono registrati circa 39mila infortuni sul lavoro e un costante aumento delle denunce di malattia professionale, con un tasso di riconoscimento del 52%, superiore alla media nazionale del 39%.
Talini ha evidenziato come i tumori professionali restino ampiamente sottostimati: secondo le stime epidemiologiche, nel 2022 in Italia erano attesi oltre 17mila nuovi casi di tumore professionale e circa 8mila decessi attribuibili a esposizioni lavorative. Numeri molto superiori rispetto ai casi effettivamente denunciati e riconosciuti.
Da qui la richiesta di rafforzare il coordinamento tra CeRIMP, INAIL, ASL, ARPAT e medici competenti, investendo nella formazione e nella capacità di riconoscere precocemente le patologie correlate al lavoro.
Spazio anche alle nuove generazioni con l’intervento di Duccio Marcello Colzi, giovane laureato in Scienze Politiche e volontario della Commissione, che ha sottolineato il crescente disagio psicologico tra studenti e giovani lavoratori, richiamando la necessità di portare la cultura della prevenzione nelle scuole e nelle università.
Importante anche il contributo tecnico-scientifico dell’ingegnere chimico Bruno Pio Buracchi, che ha illustrato uno studio basato sui dati INAIL e ARPAT relativi alle esposizioni a sostanze cancerogene come amianto, benzene, formaldeide, IPA, solventi e metalli pesanti.
Secondo Buracchi, la Toscana può diventare una regione pilota nel lavoro di emersione del sommerso legato ai tumori professionali, grazie a un approccio fondato su dati verificabili, sopralluoghi tecnici e collaborazione con gli enti pubblici.
Durante l’incontro sono intervenuti anche rappresentanti politici e amministratori locali, che hanno richiamato la necessità di rafforzare i controlli, contrastare le criticità dei subappalti e costruire una nuova cultura della sicurezza e del benessere psicosociale.
La consigliera comunale di Firenze Caterina Arciprete ha ribadito la disponibilità del Comune a collaborare con ANMIL Toscana e con la Commissione per future iniziative pubbliche e attività di sensibilizzazione.
Di particolare rilievo anche il chiarimento scientifico del dottor Mauro Luigi, direttore della struttura PISLL dell’Azienda USL Toscana Centro, che ha spiegato come allo stato attuale non esistano evidenze scientifiche sufficienti per correlare amianto e tumore alla prostata, pur riconoscendo che molti tumori professionali restano sottostimati e difficili da ricostruire sul piano delle esposizioni.
Dal confronto è emersa con forza una proposta politica precisa: integrare strutturalmente salute e ambiente nelle strategie regionali di prevenzione, facendo della Toscana un laboratorio nazionale capace di unire dati epidemiologici, bonifiche ambientali, vigilanza sanitaria e tutela dei lavoratori.
Le conclusioni affidate a Daniele Manetti e a Giovanna Bianco hanno rilanciato la prevenzione come “progetto di civiltà”, fondato su responsabilità condivisa, trasparenza e partecipazione.
“I tumori professionali – ha ricordato Manetti – uccidono più degli infortuni sul lavoro, ma non ricevono la stessa attenzione mediatica e istituzionale”.
Una frase che sintetizza il senso dell’intera giornata: rendere visibile ciò che troppo spesso resta nascosto.
L’obiettivo indicato dalla Commissione ANMIL Toscana è chiaro: costruire una nuova cultura della prevenzione, rafforzare la capacità di riconoscere le malattie professionali, migliorare la mappatura delle esposizioni cancerogene e promuovere una comunicazione chiara e continua verso cittadini, lavoratori e scuole.
Perché, come è stato ribadito a Firenze, “la cultura che salva non è solo quella che commuove, ma quella che cambia le cose”.



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