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dissesto idrogeologico. CAPECCHI (FDI): "LA REGIONE QUANDO INTERVERRA' PER METTERE IN SICUREZZA LA FRANA CHE, DAL 2024, MINACCIA LE ABITAZIONI ALL'INIZIO DI SAN MARCELLO?"

  • andreaballi
  • 13 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Interrogazione del consigliere regionale: “La frana potrebbe interessare anche la soprastante strada SS 66 Modenese”

 


FIRENZE-SAN MARCELLO. "I residenti di San Marcello chiedono risposte e tempi certi: la Regione quando interverrà per mettere in sicurezza la frana nell’area del Fosso delle Pietre, che dal 2024 minaccia l’abitato in via Pietro Leopoldo? Alcune famiglie sono state costrette a sostenere, di tasca propria, opere urgenti e costose per cercare di contenere la frana.”

 A chiederlo, con una interrogazione, è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi.

 “Per 16 mesi è stato negato il carattere naturale e calamitoso del dissesto, ma dopo il riconoscimento da parte degli enti pubblici della necessità di interventi di messa in sicurezza, la Regione deve attivarsi in modo tempestivo –dichiara Capecchi-. La frana è tuttora in evoluzione e, oltre alle abitazioni, alcune delle quali risultano già interdette per pubblica incolumità, potrebbe interessare anche la soprastante strada SS 66 Modenese, gestita da Anas. Un’arteria che costituisce l’asse portante dell’intera montagna pistoiese, del principale comparto sciistico della Toscana, oltre che la strada di accesso all’ospedale.”

 “Nonostante il sopralluogo da parte della geologa regionale nel maggio 2025, non risulta ancora avviato un intervento di stabilizzazione del versante superiore, considerato invece essenziale per la sicurezza dell’area. Il Comune pare aver optato solo per un intervento a ridosso del fosso –dichiara Capecchi-, ma dal sopralluogo della geologa sono emersi evidenti rischi per la pubblica incolumità.


E’ stato raccomandato un monitoraggio della frana, limitazioni alla viabilità e interventi strutturali di stabilizzazione del versante: quali una scogliera sul corso d’acqua, una riprofilatura del pendio ed una palificata a monte.”

 

“Il 27 febbraio 2024 la frana si presentava con una frattura nella sede stradale, il cedimento progressivo della via, che ha reso impossibile l’accesso ad alcune abitazioni. Ma nel tempo si sono registrati sprofondamenti progressivi della strada, fino a 4,5 metri -ricorda il consigliere regionale di Fratelli d’Italia-. A fronte delle misure limitate adottate dalle autorità pubbliche, vigili del fuoco, Comune e Genio civile, i residenti hanno dovuto farsi carico, pagandole di tasca propria, di indagini geologiche e geotecniche, verifiche di stabilità del versante, opere provvisorie per il ripristino dell’accesso alle abitazioni, come una palificata che, stante l’ampiezza della frana, sta cedendo. Nel corso del 2025 il movimento franoso ha proseguito la sua corsa: la corona di frana ha toccato i 90 metri, nuove fratture sono merse nella viabilità e nei terreni limitrofi con il rischio di coinvolgimento delle abitazioni e delle tubazioni del gas. Soltanto il 30 aprile 2025, il Comune ha inserito il dissesto nel Censimento regionale degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, proponendo opere di difesa del fosso. Ma è evidente che data la dimensione della frana, e la sua evoluzione, va coinvolta subito Anas prima che la strada SS 66, soprastante pochi metri, venga interessata.”


[massimiliano mantiloni]

 

 

 

 

 

 


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