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don biancalani. “VESSATO PER L'ACCOGLIENZA AI MIGRANTI" DOPO LA RIMOZIONE DA VICOFARO E RAMINI

  • andreaballi
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Nell’intervista all’Adnkronos il sacerdote denuncia pressioni politiche e solitudine nella Chiesa: “Abbiamo applicato il Vangelo, ora la Chiesa ci protegga”.


PISTOIA. Rimosso dal servizio pastorale nelle parrocchie di Vicofaro e Ramini, don Massimo Biancalani affida all’Adnkronos una lunga e amara riflessione sul provvedimento che segna una svolta nella sua esperienza di accoglienza ai migranti, diventata negli anni un simbolo nazionale e, al tempo stesso, un terreno di scontro politico e interno alla Chiesa.


La “doppia bocciatura” e la sorpresa per Ramini

Nell’intervista, il sacerdote spiega di non essersi stupito della decisione su Vicofaro, nonostante i ricorsi presentati. Diverso il caso di Ramini, dove era convinto che l’attività potesse proseguire: «Non mi aspettavo questa doppia bocciatura… per Ramini eravamo sicuri che si potesse continuare», afferma.

Oggi nella struttura restano circa cinquanta migranti, una presenza che rende incerta la gestione futura. Il nuovo vescovo, mons. Augusto Mascagna, gli ha chiesto di proseguire “ancora per un po’”, ma ha anche espresso il desiderio di avere “una chiesa normale”, frase che per Biancalani preannuncia la fine dell’esperienza delle “porte aperte”.


“Sono stato vessato. Chi si espone sui migranti paga un prezzo”

Il sacerdote racconta all’Adnkronos di sentirsi finito dentro una discussione che ha superato i confini ecclesiali: «Sono finito sotto la lente della politica e, come tutti quelli che si sono esposti sul tema migratorio, da Mimmo Lucano ad altri, sono stato vessato».

Secondo Biancalani, l’accoglienza non piace alle amministrazioni locali, indipendentemente dal colore politico: «La sostanza non cambia molto».



La solitudine dentro la Chiesa

Nell’intervista emerge anche una critica alla mancanza di sostegno interno: «Al di là degli appelli del Papa, nei territori non puoi tenere una linea molto di accoglienza. Pochissimi preti hanno davvero aperto le porte, e noi ci siamo congestionati».

Richiama le parole di Papa Francesco e di Papa Leone sulla Chiesa aperta, ma sottolinea la contraddizione tra teoria e pratica: «Se apri le porte le persone arrivano, si mettono a dormire sulle scale… non possiamo ignorarli e poi batterci il petto a messa».


Il messaggio al Papa: “Abbiamo applicato il Vangelo, la Chiesa ci protegga”

A conclusione dell’intervista, don Biancalani rivolge un pensiero diretto al Pontefice: «A Papa Leone direi che facendo fatica abbiamo applicato il Vangelo. Abbiamo bisogno che la Chiesa ci protegga».


Il futuro immediato

Il sacerdote annuncia che chiederà al vescovo una deroga scritta per la fase di transizione. Non ha ancora informato i migranti ospitati: «Sono così fragili».

 

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