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FUNIVIA DOGANACCIA-CORNO ALLE SCALE, LA PROVINCIA STOPPA IL PROGETTO: «INCOMPATIBILE CON LE NORME»

  • andreaballi
  • 2 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Dopo 654 giorni arriva la determinazione: troppi vincoli paesaggistici, ambientali e urbanistici. Il Comitato Un altro Appennino è possibile-Versante Toscano: «Impossibile realizzare il collegamento sciistico. Ora servono vere priorità per la Montagna Pistoiese»



PISTOIA. La Provincia di Pistoia ha pubblicato il 27 aprile 2026 la determinazione con cui decide di non procedere all’approvazione del progetto della Funivia Doganaccia–Corno alle Scale, già passato al vaglio della conferenza dei servizi. Una decisione che arriva dopo 654 giorni, a fronte dei 60 giorni più 10 di proroga previsti dalla legge nella convocazione del 12 luglio 2024: un ritardo definito da molti «senza precedenti».


Perché il progetto è stato fermato

Il percorso verso l’approvazione, dato inizialmente per scontato, si è interrotto a causa delle numerose incompatibilità normative evidenziate nella relazione tecnica di oltre 90 pagine commissionata dalla stessa Provincia ed esaminata nella conferenza dei servizi del 15 dicembre 2025.

Il progetto risulta in contrasto con:

  • Piano di Indirizzo Territoriale – Piano Paesaggistico Regionale (PIT–PPR)

  • Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “Monte Spigolino – Monte Gennaio”

  • Normativa nazionale sull’inedificabilità per 15 anni delle aree percorse da incendio

Vincoli tutt’altro che nuovi: il PIT–PPR è del 2015, la ZSC del 2016, mentre l’incendio del 10 dicembre 2016 rende l’area inedificabile fino al 2031. «Non servivano 780.000 euro di studi per scoprire ciò che la normativa già stabiliva», osservano i promotori delle osservazioni contrarie.


Un collegamento sciistico irrealizzabile

Anche ipotizzando un via libera, il collegamento sciistico tra Doganaccia e Corno alle Scale sarebbe comunque impossibile:

  • l’arrivo dell’impianto toscano dista 850 metri da quello emiliano

  • sul versante emiliano è stata smantellata la sciovia del Cupolino, l’unica che raggiungeva il crinale

  • l’attuale seggiovia non arriva più al crinale né al punto previsto per l’impianto toscano

Un quadro che, secondo i critici, dimostra come «le scelte fatte in Emilia non abbiano mai considerato un collegamento con la Toscana».


Le alternative proposte (e ignorate)

Da tempo erano state suggerite soluzioni ritenute più realistiche e utili al territorio:

  • rinnovo della Funivia Doganaccia–Croce Arcana

  • miglioramento degli impianti esistenti, sia a fune che di innevamento programmato

  • adattamento del comprensorio alla transizione climatica

Proposte rimaste senza risposta.


Le reazioni politiche

In queste ore non mancano dichiarazioni secondo cui «la funivia si deve fare». I promotori delle osservazioni replicano che, se la politica è «arte del possibile», qui si tenta «l’arte dell’impossibile». E annunciano che, qualora si insistesse su questa strada, agiranno «in tutte le sedi istituzionali, politiche ed eventualmente giudiziarie» per ribadire un principio: le regole vanno rispettate.


Le vere priorità della Montagna

Secondo i firmatari del documento, la Montagna Pistoiese ha bisogno di interventi ben più urgenti:

  • infrastrutture viarie e ferroviarie

  • sostegno alle imprese con fiscalità di vantaggio

  • servizi sanitari e scolastici adeguati

  • opere contro il dissesto idrogeologico

  • misure per contrastare il declino demografico

Da qui l’appello a un Patto per la Montagna, condiviso da tutte le realtà del territorio.


La chiosa ironica

Dopo tre anni di analisi e confronto, gli autori chiudono con una citazione che sintetizza la vicenda: «La legge è legge e per quanto può sembrare strano va rispettata» (Bud Spencer, Lo chiamavano Trinità).


Un altro Appennino è possibile – versante toscano

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