IL DIARIO RITROVATO DIVENTA UN PROGETTO MULTIMEDIALE: LA 3 G DELLA "DANTE ALIGHIERI" PORTA MARIA CATELLI A "SI GENIALE"
- andreaballi
- 6 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Dalle pagine ingiallite degli anni Quaranta a un ecosistema digitale: gli studenti di Quarrata trasformano un manoscritto dimenticato in un viaggio creativo tra memoria, musica, danza e ricerca storica

QUARRATA. [a-b.] Correva la metà degli anni Quaranta quando una ragazza toscana, Maria Catelli, affidò a un diario le gioie, le inquietudini e le scoperte della sua adolescenza borghese. Poi, come spesso accade, la scrittura si interruppe: forse per impegni più grandi, forse perché non sentiva più il bisogno di confidarsi con quelle pagine. Il diario finì in un cassetto, dove rimase per decenni.
Il manoscritto ricomparve molti anni dopo, ritrovato in modo fortuito da una docente nella sua casa di campagna. Un oggetto fragile, ma ancora capace di parlare. E infatti ha parlato: quando è arrivato tra le mani della classe 3ª G della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” di Quarrata, gli studenti ne sono rimasti colpiti. La modernità dei pensieri di Maria, la sua libertà interiore, la sua capacità di osservare il mondo con uno sguardo sorprendentemente attuale hanno acceso la loro curiosità.
Da quell’incontro è nato il progetto “Il diario ritrovato – Ieri è oggi”, coordinato dagli insegnanti Elena Caramelli, Daniela Del Monaco, Pietro Gargini, Andrea Lottini e Benedetta Niccolai, e presentato al concorso “Sì Geniale”. Un percorso che ha trasformato un diario degli anni Quaranta in un’esperienza immersiva capace di parlare la lingua della Gen Z.
Gli studenti sono partiti dalla trascrizione “junk” del manoscritto, per poi costruire un vero e proprio ecosistema digitale:
un diario digitale che rilegge e interpreta le pagine originali;
una serie di reels in cui i ragazzi, vestiti alla moda dell’epoca, mettono in scena gli episodi più significativi;
un brano trap inedito ispirato alla personalità di Maria, al suo carattere forte e anticonvenzionale;
una componente di danza, che traduce in movimento le emozioni del diario;
un lavoro di indagine storica tra archivi e musei per ricostruire il contesto e dare voce agli aspetti più nascosti del manoscritto.
Il progetto dimostra come la memoria possa diventare viva quando incontra la creatività delle nuove generazioni: un ponte tra epoche diverse, dove la carta ingiallita si trasforma in tecnologia e la storia diventa un’esperienza attuale e coinvolgente.
Chi vuole scoprire il lavoro della 3G può visitare lo stand n. 89 alla “Cattedrale” di Pistoia, accanto alla Biblioteca San Giorgio. E se poi arriva anche un voto al progetto… gli studenti ne saranno più che felici.



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