LA NIPOTE DI MATTEOTTI VISITA LE MONTAGNE DOVE I SUOI NONNI,GIACOMO E VELIA, SI INNAMORARONO
- andreaballi
- 16 apr
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Venerdì 17 aprile fra San Marcello e Abetone. Una storia che intreccia la forza della passione politica e la tenerezza dell’amore. Incontro pubblico, nel pomeriggio, nella sala .consiliare del Comune di San Marcello. Con lo storico Andrea Ottanelli
SAN MARCELLO PITEGLIO. “La vicenda di Giacomo Matteotti. Echi pistoiesi fra storia e arte”. Questo il titolo di un incontro per approfondire e fare memoria sulla figura del parlamentare socialista rapito e ucciso da una squadraccia fascista su input di Benito Mussolini nel giugno 1924.
In collaborazione con ANPI Montagna Pistoiese e Pro Loco San Marcello, è l’amministrazione comunale di San Marcello Piteglio ad aver organizzato l’incontro che sarà ospitato, questo venerdì 17 aprile (inizio ore 17:30) nella sala consiliare. Parteciperà Elena, nipote di Giacomo Matteotti (figlia di Matteo, primogenito figlio di Giacomo e Velia): insegnante di italiano per stranieri immigrati nel nostro Paese.
Dopo i saluti istituzionali e l’intervento di Elena è previsto un momento su una eco pistoiese (“davvero particolare” sottolinea il sindaco Luca Marmo) legato alla vicenda di Matteotti.
Va ricordato, come nota premessa, che il monumento in bronzo - collocato, a Roma, sul lungotevere nei pressi del luogo dove Matteotti venne sequestrato e poi ucciso - fu realizzato, mezzo secolo dopo, dall’artista pistoiese Jorio Vivarelli. Ma Pistoia conserva un’altra memoria legata al caso Matteotti: ha a che fare con Filippo Turati, uno dei fondatori e pensatori del socialismo europeo, morto esule a Parigi nel 1932. A parlarne, in dialogo con il giornalista Mauro Banchini, sarà lo storico e ricercatore Andrea Ottanelli.
Elena Matteotti, in questi giorni in Toscana chiamata da un’associazione culturale di Poggio a Caiano, ha molto insistito per poter visitare i luoghi della montagna pistoiese (in particolare Abetone e San Marcello) dove i suoi nonni - Giacomo e Velia - nell’estate 1912, entrambi giovani e in vacanza con le rispettive famiglie, si conobbero e fidanzarono.

E’ stato lo storico Stefano Caretti, curatore di due volumi con le oltre 600 lettere scambiate fra i due fino a pochi giorni prima dell’assassinio, a evidenziare l’origine di questo amore: fra Boscolungo (così allora si chiamava Abetone) e San Marcello.
“Vorrei essere ancora sulla stradina dove ci fermammo il giorno di San Marcello per stringere ancora una volta il suo capo nelle mie mani”, scriveva il 9 settembre 1912 Velia Titta, poetessa cattolica pisana, al suo innamorato diventato pochi anni dopo suo sposo. Rispondeva, Velia, a una prima lettera che Giacomo, dalla sua Fratta Polesine, le aveva scritto a fine agosto 1912 dopo i giorni passati sulle montagne pistoiesi (“La mia vita è lotta, speranza. E’ ardente e vorrei fosse molteplice. Vorrei che una fosse tutta per lei, vicino a lei”).
“Siamo davvero lieti di questo incontro - commenta il sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo che con il collega di Abetone Cutigliano ha organizzato i dettagli di una giornata così particolare accompagnando Elena Matteotti sulle prima tracce montane di quel lontano amore - che unisce le forti ragioni della storia, della politica e della Resistenza contro il fascismo a momenti così teneri, personali e commoventi come quelli legati alla memoria di un amore, così potente, sbocciato sui nostri monti”.
“Una storia bella - aggiunge il sindaco di Abetone Cutigliano Gabriele Bacci - che intreccia la forza della passione politica e la tenerezza dell’amore. Merita farla conoscere, in particolare alle generazioni giovani”.



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