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lavoro. VERTENZA L'ALBA, SVOLTA DECISIVA

  • andreaballi
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Si chiude positivamente il tavolo istituzionale promosso dalla Provincia di Prato


PRATO. Si è svolta oggi a Palazzo Banci Buonamici l’undicesima e conclusiva seduta del Tavolo istituzionale di confronto dedicato alla vertenza L’Alba di Via delle Lame, che ha visto coinvolti 18 lavoratori rimasti senza occupazione e retribuzione dall’agosto 2025.

Il Tavolo, aperto dalla Provincia all’indomani della crisi aziendale e delle gravi tensioni sociali emerse nel settembre scorso, ha rappresentato in questi mesi un luogo stabile di confronto tra istituzioni, organizzazioni sindacali, aziende committenti e operatori del distretto, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per il ricollocamento dei lavoratori e per la costruzione di filiere produttive più eque e sostenibili.

Nel corso degli incontri, avviati il 26 settembre scorso, è stato sviluppato un percorso articolato che ha tenuto insieme, da un lato, la tutela occupazionale e contrattuale delle maestranze e, dall’altro, le esigenze produttive delle imprese del territorio, alle prese con criticità strutturali legate alla disponibilità di spazi e all’organizzazione delle lavorazioni di logistica e ricondizionamento.

Un passaggio decisivo si è registrato nelle ultime settimane grazie al coinvolgimento di una società operativa territorio pratese, che ha manifestato la propria disponibilità a farsi parte attiva nella soluzione della vertenza.

Tale disponibilità si è concretizzata nell’accordo sindacale sottoscritto il 13 marzo 2026 con Sudd Cobas, che prevede l’assunzione di una prima tranche di lavoratori a condizioni contrattuali migliorative e pienamente coerenti con il CCNL Tessile Abbigliamento Industria.

 L’intesa stabilisce, in particolare, l’assunzione a tempo indeterminato di 9 lavoratori entro il 31 maggio 2026 – senza periodo di prova e con garanzie retributive equiparate al full-time – oltre alla definizione di un bacino con diritto di precedenza per le successive assunzioni.

Due lavoratori, nel frattempo, hanno già trovato una nuova occupazione in autonomia.

In questi ultimi giorni, sono stati sottoscritti gli accordi commerciali tra le aziende committenti – Lanificio Nello Gori, Lanificio Roma, Artcrafts, Tessilform Patrizia Pepe, Dixie, Artic Fashion, Giupel - e la società individuata, ponendo così una base solida e condivisa per la piena sostenibilità del progetto e per favorire il progressivo riassorbimento di tutti i lavoratori coinvolti.

Pur in presenza di alcune necessità, è stata confermata una convergenza sostanziale sugli obiettivi e sugli strumenti da adottare, anche attraverso soluzioni flessibili e adattabili alle specificità delle singole imprese.


Il Tavolo si chiude così con un esito positivo, segnando un risultato concreto sia sul piano occupazionale sia su quello del metodo.

 “Quello di oggi rappresenta un risultato esemplare per l’intero distretto manifatturiero pratese – ha dichiarato con soddisfazione il presidente della Provincia Simone Calamai – perché dimostra la forza e il valore di un sistema che non si fonda soltanto sulla legalità, ma anche sulla capacità di fare squadra.

Attorno a questo tavolo, infatti, si è espressa con chiarezza la volontà condivisa di sindacati, lavoratori e imprese di raggiungere un obiettivo comune. Per la prima volta si è riusciti a dare una risposta concreta a una crisi aziendale di questa natura, attraverso un modello innovativo che può diventare un punto di riferimento.

Desidero ringraziare tutte le parti coinvolte: ciascuna ha contribuito in modo determinante a questo percorso, aggiungendo un tassello fondamentale”.

“Questo tavolo ha aperto la strada a un modello innovativo di collaborazione che ha saputo mettere in rete istituzioni, sindacati e sistema produttivo per affrontare una crisi complessa – prosegue Calamai -

Auspichiamo che questa esperienza possa rappresentare una buona pratica ed un punto di partenza per la gestione di analoghe situazioni di crisi nel distretto, in quanto ha dimostrato che un nuovo modello di lavoro, che sappia coniugare la dignità delle persone, i diritti e la qualità delle lavorazioni, è possibile solo se portato avanti attraverso l’impegno congiunto di tutte le parti coinvolte.

La positiva conclusione di questo percorso conferma che nell'efficienza produttiva e nell’impegno etico risiede la vera forza di un territorio che guarda al futuro con coraggio e responsabilità” - ha concluso il presidente.

 “Gli accordi raggiunti oggi al tavolo rappresentano un precedente storico per le filiere della moda – ha dichiarato Francesca Ciuffi del sindacato Sudd Cobas - Da qui può partire una vera rivoluzione per il sistema moda, e noi crediamo che questa rivoluzione possa davvero prendere forma.

È la prima volta che accade qualcosa di simile, ma siamo certi che non sarà l’ultima. Il modello del tavolo di filiera potrà essere replicato in molte altre situazioni, aprendo la strada a un cambiamento concreto.

Per la prima volta, casi di sfruttamento e caporalato vengono risolti grazie all’intervento diretto dei brand committenti e questo dimostra che la sinergia tra lotte sindacali e istituzioni è possibile, quando la politica sa da che parte stare: dalla parte dei lavoratori che per 193 giorni hanno scioperato davanti all’azienda e che oggi finalmente rientrano al lavoro con i loro diritti riconosciuti, con un futuro diverso e una prospettiva di speranza – ha concluso Ciuffi - Per noi, quella di oggi è davvero una speranza concreta per milioni di lavoratori e lavoratrici nelle filiere della moda di questo Paese”.

 “Il lanificio Nello Gori è stata la prima azienda che ha aderito all'iniziativa organizzata dal presidente della Provincia Calamai e devo dire che all'epoca non era facile immaginare che questa avrebbe prodotto un risultato di così importante rilievo – ha spiegato l’Avvocato Alessandro Gattai del Lanificio Nello Gori -

I committenti hanno colto subito l'occasione per poter contribuire non solo a risolvere un problema occupazionale degli ex dipendenti dell'Alba, ma anche l'opportunità di costituire insieme ad altri una filiera sana, nella quale si rispetti la legge e le norme, i contratti collettivi e che consenta di lavorare in un clima di serenità dove non vi sia un conflitto sociale che all'impresa che deve produrre non giova mai – ha concluso-


[provincia di prato]


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