top of page

lutto. ADDIO A WALTER SAVELLI, IL PIANISTA CHE AVEVA SCELTO CARMIGNANO COME CASA E PRATO COME COMUNITA' DEL CUORE

  • andreaballi
  • 27 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Il maestro viveva da trent’anni a Colle Basso, al confine con Quarrata. Forte il legame con l’ospedale Santo Stefano, dove a dicembre aveva regalato la sua ultima esibizione pubblica.



Walter Savelli
Walter Savelli

CARMIGNANO – QUARRATA — Da oltre trent’anni Walter Savelli, pianista e compositore fiorentino tra i più apprezzati della scena musicale italiana, aveva scelto di vivere con la sua famiglia a Colle Basso di Carmignano, a pochi passi dal confine con il comune di Quarrata. Un luogo che era diventato rifugio, ispirazione e radice affettiva.

Stamani la famiglia ha annunciato con una nota ufficiale su Facebook la sua scomparsa, avvenuta “a causa delle complicazioni sopraggiunte dopo l’intervento”. Il Maestro era stato sottoposto il 6 marzo a un delicato intervento per la rimozione del tumore con cui combatteva da un anno.

“Lascia però – scrivono Camilla, Linda, Simon e Patrizia – una grande eredità: la sua musica, dove è racchiusa la sua essenza. Ogni volta che ascolterete i suoi brani, leggerete un suo libro o guarderete una sua esibizione, lo ritroverete lì, con il suo entusiasmo e il suo enorme talento”.

La famiglia, in queste ore di dolore, ha chiesto riservatezza e ringraziato tutti per la vicinanza.


L’ultimo saluto al territorio che lo aveva accolto


Una delle sue ultime apparizioni pubbliche risale allo scorso dicembre, al piano terra dell’ospedale Santo Stefano di Prato, durante un evento promosso dalla Fondazione Sandro Pitigliani per la lotta contro i tumori e dalla SOC di Oncologia Medica.


L'ultima esibizione pubblica risale a dicembre scorso: siamo nell'atrio dell'Ospedale Santo Stefano di Prato
L'ultima esibizione pubblica risale a dicembre scorso: siamo nell'atrio dell'Ospedale Santo Stefano di Prato

Come sempre, Savelli trasformò la performance in un dialogo intimo con il pubblico: musica, racconti, aneddoti, incontri che avevano segnato la sua carriera — da Paul McCartney, conosciuto per caso e poi diventato amico, alla lunga collaborazione con Claudio Baglioni.

Ma il cuore dell’esibizione fu il suo legame con l’ospedale pratese, dove aveva affrontato parte del percorso di cura.

“Per me è stata una nuova emozionante esperienza — disse — perché mi sono tornati alla mente tutti i giorni passati in terapia proprio in questo ospedale, appena qualche mese fa. Mi sono venute in mente tutte quelle splendide persone, medici, infermiere e infermieri, che mi hanno seguito, aiutato e salvato sia fisicamente che mentalmente”.

Parole che avevano commosso la platea e che oggi risuonano come un testamento di gratitudine verso una comunità che lo aveva accompagnato negli ultimi anni.


Una vita nella musica


Walter Savelli (Firenze, 14 novembre 1948 – Firenze, 27 marzo 2026) era cresciuto in una famiglia di musicisti e aveva iniziato a suonare il pianoforte da bambino. Dopo gli studi al Conservatorio Cherubini, negli anni Sessanta si era avvicinato al beat, entrando nei Telstars e poi nei Guerrieri.

Negli anni Settanta aveva fatto parte degli Antenati e degli Extra, gruppo che lo portò all’incontro decisivo con Claudio Baglioni, di cui divenne pianista e collaboratore stabile dal 1981 al 2000, e poi ancora nei primi anni Duemila.

Parallelamente aveva sviluppato un importante percorso didattico, pubblicando metodi e testi che hanno formato generazioni di pianisti moderni.


Il ricordo di un territorio che lo ha amato


Carmignano, Quarrata e Prato perdono oggi non solo un grande musicista, ma un vicino di casa, un amico, un uomo che aveva scelto queste colline e questa comunità come parte integrante della sua vita.

La sua musica — come ha scritto la famiglia — resta l’eredità più luminosa. E continuerà a risuonare anche qui, dove per trent’anni aveva trovato casa.

Commenti


bottom of page