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MARIA E FERRUCCIO, UNA VITA INSIEME FINO ALL'ULTIMO SALUTO

andreaballi
26 set
Tempo di lettura: 2 min

Il commosso ricordo del sindaco di Vaiano, Francesca Vivarelli: una storia d’amore vissuta lontano dalle convenzioni e conclusasi a pochi giorni di distanza con la scomparsa di entrambi.


la RSA Lice Mengoni di Vaiano
la RSA Lice Mengoni di Vaiano

VAIANO. Una vita trascorsa fianco a fianco, senza seguire modelli prestabiliti e senza sentirsi obbligati a rientrare nei canoni della cosiddetta normalità. È la storia di Maria Scialacomo e Ferruccio Collina, ricordata con parole cariche di affetto e riflessione dal sindaco di Vaiano, Francesca Vivarelli, dopo la scomparsa dei due compagni di vita avvenuta a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra.

Una storia fatta di presenza reciproca, di gesti quotidiani e di una vicinanza che ha resistito anche alle difficoltà degli ultimi anni. Quando le condizioni della vita non hanno più consentito a Maria e Ferruccio di condividere la stessa casa, il loro legame non si è interrotto. Ogni giorno, infatti, Maria raggiungeva a piedi da Popigliano la RSA Lice Mengoni di Vaiano per stare accanto al suo Ferruccio, ricoverato nella struttura.

Un’abitudine diventata testimonianza concreta di un sentimento profondo, costruito nel tempo e alimentato da una dedizione che non aveva bisogno di ostentazioni. «Per anni Maria e Ferruccio sono rimasti uno accanto all’altra senza bisogno di assomigliare a nessuno», scrive il sindaco, sottolineando come la loro sia stata una relazione autentica, libera dalle aspettative sociali e dalle definizioni convenzionali.


La morte, arrivata a pochi giorni di distanza, aggiunge un ulteriore elemento di commozione alla loro vicenda. Un fatto che induce a riflettere sul significato dei legami più profondi. «Non so se esista un modo giusto per leggere una coincidenza simile. Non so se l’amore abbia davvero la forza misteriosa che a volte gli attribuiamo. Forse no. Forse è soltanto il caso», osserva Vivarelli. Ma proprio quella straordinaria vicinanza temporale tra le due scomparse sembra raccontare qualcosa di più di una semplice coincidenza.

Nel ricordo del primo cittadino emerge una considerazione che va oltre la vicenda personale. L’amore, infatti, non sempre si manifesta nelle forme che la società è abituata a riconoscere. Non ha necessariamente bisogno di definizioni, formalità o schemi prestabiliti. Può vivere nella capacità di cercarsi ogni giorno, nel rispetto delle reciproche differenze, nella condivisione silenziosa di un percorso comune.

«La normalità è spesso soltanto un nome che diamo alle vite che siamo abituati a vedere», scrive ancora il sindaco. E forse proprio nella loro diversità, nella libertà con cui hanno costruito il loro rapporto e nella fedeltà dimostrata fino all’ultimo, Maria e Ferruccio hanno lasciato una lezione semplice e universale.

Una lezione che oggi la comunità di Vaiano accoglie con commozione, salutando due persone che hanno condiviso un’intera esistenza e che, quasi simbolicamente, hanno affrontato insieme anche l’ultimo tratto del cammino. Come se l’ultimo gesto d’amore possibile fosse proprio quello di non allontanarsi troppo l’uno dall’altra.


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