top of page

montemurlo. ANNIVERSARIO SEQUESTRO MORO, IL SINDACO CALAMAI E L' ASSESSORE VIGNOLI RENDONO OMAGGIO AL MONUMENTO ALLE VITTIME IN VIA FANI A ROMA

  • andreaballi
  • 16 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Il sindaco Calamai ricorda Moro come uomo di pace, di dialogo e inclusione. «Doveroso rendere omaggio a chi perse la vita per difendere i valori della nostra Costituzione. Figura di alto valore istituzionale e di lungimiranza di cui sentiamo, oggi più che mai, una grande bisogno. Il governo assuma»


MONTEMURLO. Sono passati 48 anni dal sequestro di Aldo Moro. Il 16 marzo 1978, l'automobile su cui viaggiava il presidente della Democrazia Cristiana fu fermata in via Fani, a Roma, da un nucleo armato delle Brigate Rosse che uccise i cinque uomini della scorta e rapì il politico. 

Nei giorni scorsi il sindaco Simone Calamai, anche nel suo ruolo di presidente della Provincia di Prato, insieme al vice sindaco del Comune di Montemurlo, Alberto Vignoli, nel corso di una missione istituzionale a Roma, ha voluto rendere omaggio al monumento in ricordo delle vittime della strage di via Fani. 

«Quei 55 giorni dall’uccisione degli uomini della scorta, al rapimento Moro, fino al ritrovamento del cadavere dello statista in via Caetani, cambiarono per sempre l’Italia. - sottolinea Simone Calamai –

È doveroso rendere omaggio a chi perse la vita per onorare i valori repubblicani e democratici della nostra Costituzione durante gli anni di piombo. Vittima di un ideologismo degradato, mente eccelsa e grande giurista, in questo momento di grave instabilità internazionale, Aldo Moro resta il simbolo di una politica di pace e dialogante, capace di integrare le diverse anime del paese.


Una figura di alto valore istituzionale e di lungimiranza di cui sentiamo, oggi più che mai, una grande bisogno. Invece, rimane l’amarezza di osservare come il nostro governo, a differenza di altri grandi Paesi come la Spagna, non sia capace di assumere una posizione chiara e netta contro la guerra».

Quello stesso giorno di 48 anni fa, Giulio Andreotti avrebbe dovuto ottenere la fiducia per un nuovo governo in cui, per la prima volta, sarebbero stati presenti anche i deputati del Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer.

In quell’agguato persero la vita gli agenti di scorta Giulio Rivera e Raffaele Iozzino. Il vicebrigadiere Francesco Zizzi perse la vita poco dopo, all'ospedale Gemelli. Morirono anche l'appuntato Domenico Ricci e il maresciallo Oreste Leonardi che erano nell'auto di Moro. Il presidente della Dc venne invece catturato dai brigatisti.


[masi - comune di montemurlo]

Commenti


bottom of page