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montemurlo. NASCE IL "CAFFE' ALZHEIMER": UNO SPAZIO DI CONDIVISIONE E SUPPORTO PER LE FAMIGLIE E LE PERSONE CON DEMENZA

  • andreaballi
  • 15 mar
  • Tempo di lettura: 4 min

Il primo incontro è in programma per il prossimo 19 marzo. Fino a dicembre 2026 gli incontri avranno cadenza mensile. Psicologi, specialisti, medici e volontari insieme per sostenere i malati e le loro famiglie, rompere l’isolamento sociale e condividere problemi e paure



Nella foto il sindaco Calamai, l'assessore Fanti e gli altri soggetti coinvolti nel progetto Caffè Alzheimer
Nella foto il sindaco Calamai, l'assessore Fanti e gli altri soggetti coinvolti nel progetto Caffè Alzheimer

MONTEMURLO. L’isolamento sociale dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie è uno dei problemi più gravi e pesanti da affrontare. La famiglia dell’anziano con demenza- in particolare il coniuge- deve affrontare un duro e complicato processo di adattamento continuo alle perdite e ai cambiamenti. 

Per dare un’informazione accurata e puntuale ed offrire uno spazio di incontro e confronto, a Montemurlo ritornano i Caffè Alzheimer ed assumono una cadenza mensile (da marzo a dicembre 2026) per offrire un servizio strutturato e duraturo sul territorio. Una bussola e “un’ancora di salvezza” per chi è alle prese con le prime fasi della malattia e si trova solo e disorientato.

«Siamo davvero comunità quando riusciamo a stare insieme e dare un sostegno a chi soffre- sottolinea il sindaco Simone Calamai - Con piacere abbiamo messo a disposizione i nostri spazi per offrire un’occasione preziosa di sfogo e confronto a chi sta affrontando la malattia». Un progetto, nato durante la pandemia con due sperimentazioni sul territorio, che ora:« mettiamo a sistema con una progettualità importante ed incontri a cadenza mensile per dare un riferimento costante ai malati e ai loro familiari», aggiunge l’assessore alle politiche sociali, Alberto Fanti.

Il progetto è promosso dal Comune di Montemurlo con l'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (AIMA) ed è realizzato con il Consorzio Astir (capofila) con il Consorzio Il Borro, che già vanta un’esperienza consolidata nei progetti di supporto psicologico e di educazione formativa all’assistenza dei malati di Alzheimer. Barbara Becherucci, presidente di Aima: «Il caffè Alzheimer non è un’attività sanitaria ma si configura come uno spazio di confronto e socializzazione per i malati e i loro caregiver. In mancanza di una cura efficace, l’Alzheimer diventa una prigione per i malati e le famiglie. Il Caffè vuole quindi dare un supporto di tipo sociale e relazionale a chi affronta la malattia».

Il Caffè Alzheimer è un luogo di incontro informale ma strutturato per spezzare l’isolamento sociale e favorire il benessere e nasce come una risposta "umanizzante" al bisogno complesso espresso dalle persone malate di demenza e dai loro familiari, che spesso si trovano esclusi dalla "normalità" quotidiana e isolati nel loro percorso di cura. L'obiettivo è creare un luogo sicuro, al di fuori di logiche assistenziali, dove sia possibile ricevere informazioni, condividere emozioni e valorizzare le risorse residue della persona.

«La malattia dell’Alzheimer innesca dinamiche laceranti nelle coppie e nelle famiglie- racconta Daniele Scorza della Cooperativa Il Borro- Le famiglie vivono con la paura delle reazioni del malato nei contesti sociali e si chiudono sempre più in se stesse.

Il caffè Alzheimer è quindi uno spazio di comunicazione dove si può lavorare sullo stigma che innesca la malattia e i caregiver possono trovare spazi di accettazione e serenità. Le attività che proponiamo diventano palestre relazionali tra malato e familiari: si gioca insieme, si fanno attività e, oltre alla terapia farmacologica, si recuperano spazi di relazione».


Come spiega Simona Valisano di Astir: «le famiglie hanno bisogno di luoghi di riferimento, perché tutto il mondo delle demenze è molto complesso e si può manifestare con sintomi diversi. Al Caffè Alzheimer, sia che si arrivi con le lacrime o con il sorriso, si trova un luogo di accettazione e comprensione»


Che cos'è il Caffè Alzheimer?


Il Caffè Alzheimer non è un servizio sanitario tradizionale, ma un ambiente accogliente a "bassa soglia di accesso" dove i partecipanti possono sentirsi protagonisti. Gli obiettivi principali sono informare sugli aspetti medici e psicosociali della demenza. Offrire supporto, permettendo ai caregiver di parlare apertamente dei propri problemi in un clima di accettazione. Promuovere la socializzazione, prevenendo la solitudine della diade malato-familiare. Il servizio è gratuito e ad accesso libero.


Calendario degli incontri 2026


Gli incontri si terranno il terzo giovedì di ogni mese, dalle ore 15:30 alle 17:30, secondo il seguente calendario: il19 marzo, il 16 aprile, il 21 maggio, il 18 giugno, il 16 luglio, il 17 settembre, il 15 ottobre, il 19 novembre e il 17 dicembre.


Destinatari e Staff

Il progetto si rivolge a persone over 60/65 con primi accenni di Alzheimer o altre forme di demenza, ai loro caregiver e a chiunque nella terza e quarta età desideri uno spazio di stimolazione sociale. Le attività saranno guidate da un team multidisciplinare composto da un’educatrice, uno psicologo e OSS di assistenza, con il supporto costante dei volontari AIMA.

Durante gli incontri verranno alternati momenti di informazione con esperti (geriatri, neurologi, fisioterapisti, dietisti, avvocati, assistenti sociali, infermieri ecc...) attività ludico-occupazionali e momenti di convivialità con musica e bevande.

«Come Società della Salute, attraverso queste attività, vogliamo provare a “normalizzare” la malattia e creare sul nostro territorio una cultura di comprensione e accettazione per rompere l’isolamento sociale che crea la malattia stessa», sottolinea Lorena Paganelli, direttrice Società della Salute Area Pratese.


Un Progetto di comunità 

Nella sola provincia di Prato sono circa 3 mila le diagnosi di Alzheimer e demenze. Numeri che richiedono una risposta da parte della comunitàIl progetto è realizzato da AIMA Prato in collaborazione con il L’Associazione si farà interamente carico del compenso degli operatori e di tutte le spese accessorie, offrendo così un servizio gratuito alla cittadinanza in un territorio, come quello di Montemurlo, da sempre attento al dialogo sociale. «Il Consorzio Astir è stato uno dei primi soggetti a lavorare sull'Alzheimer nella nostra realtà provinciale. Già vent'anni fa ci siamo mossi per cercare di costruire servizi sul territorio, anticipando le necessità di persone e famiglie su una patologia che già all'epoca stava diventando sempre più importante.- conclude Silvia Andreini del Consorzio Astir-



[masi - comune di montemurlo]



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