PAPERETTI (NOI PER MONTALE): «MONTALE ALTO, TRA IMMOBILISMO DELLA GIUNTA E "MIRACOLI" DEL RIONE DORE»
- andreaballi
- 3 apr
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MONTALE. A oltre dodici anni dall’insediamento dell’attuale amministrazione, per l’area del Castello di Montale Alto e per la rispettiva via di accesso non esiste ancora un progetto organico di riqualificazione né un percorso strutturato di valorizzazione. È quanto emerso nel corso del Consiglio comunale del 13 marzo, a seguito dell’interpellanza presentata dal consigliere Michael Paperetti (Noi per Montale).
Le risposte fornite dall’assessore Guazzini hanno confermato, secondo quanto evidenziato dall’opposizione, una situazione già evidente sul territorio: gli interventi realizzati finora dall’amministrazione Betti ter nell’area del Castello e lungo la storica via di accesso risultano limitati e privi di una visione complessiva, nonostante i “miracoli” realizzati dall’Associazione Culturale Rione Dore, tutti a spese proprie.
Un quadro che assume particolare rilievo alla luce del fatto che, come ha ricordato il consigliere Paperetti, «la riqualificazione di Montale Alto era stata indicata in modo esplicito tra gli obiettivi strategici dell’amministrazione, con riferimenti precisi alla riscoperta delle mura perimetrali, degli antichi pozzi in pietra e dei resti della torre di avvistamento».
Dall’interpellanza sono emerse tre criticità principali: l’assenza di una progettazione generale su un sito che rappresenta una delle testimonianze più significative delle origini storiche del territorio; la mancanza di una strategia di valorizzazione culturale e turistica, potenzialmente utile a rafforzare l’identità del paese e la fruizione del paesaggio; infine, la distanza tra quanto annunciato nel programma elettorale e quanto effettivamente realizzato.

Proprio quest’ultimo aspetto è al centro della riflessione politica sollevata dal consigliere Paperetti. Nel programma elettorale dell’attuale giunta, infatti, la riqualificazione dell’area del Castello di Montale Alto figurava tra gli impegni dichiarati. Tuttavia, dopo oltre dodici anni di governo, l’assenza persino di un progetto complessivo solleva interrogativi sulla reale priorità attribuita all’intervento.
«Un programma elettorale non può essere un libro dei sogni – è la considerazione politica emersa – né un elenco di suggestioni o di promesse scritte per riempire qualche pagina; ma dovrebbe rappresentare una valutazione concreta delle priorità amministrative e delle risorse disponibili, o almeno di quelle da reperire».
Da qui la domanda posta all’amministrazione: se la riqualificazione del Castello fosse stata davvero una priorità, perché a oggi non esiste ancora neppure un progetto complessivo? E, al contrario, se fin dall’inizio erano assenti risorse e volontà politica, perché inserire quell’impegno nel programma elettorale?
La vicenda di Montale Alto finisce così per diventare il simbolo di una distanza evidente tra gli impegni annunciati e i risultati concreti, lasciando ancora irrisolta una delle questioni più significative per la memoria storica e il potenziale culturale del territorio.



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