pescia. UN BENE CONFISCATO RINASCE COME CENTRO TERAPEUTICO PER ADOLESCENTI: SOPRALLUOGO DELLE ISTITUZIONI NELLA VILLETTA DI VIA DI CAMPO
- andreaballi
- 24 apr
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Ultimati i lavori nell’immobile sottratto alla criminalità: diventerà il primo presidio terapeutico‑riabilitativo per minori della provincia di Pistoia. Regione, Comune e associazioni: “Un progetto di legalità, cura e comunità”.

PESCIA. Un bene confiscato alla criminalità organizzata che torna alla collettività, trasformandosi in un presidio di cura per i più giovani. È questo il significato del sopralluogo effettuato ieri mattina nella villetta di via di Campo 174, dove sono in fase di ultimazione i lavori che porteranno alla nascita di un centro diurno terapeutico‑riabilitativo per adolescenti con problematiche psicopatologiche, il primo in tutta la provincia di Pistoia.
Alla visita hanno partecipato la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, la consigliera regionale Simona Querci, l’assessora comunale alle politiche sociali Cristiana Inglese e il sindaco di Pescia Riccardo Franchi, che ha accolto la delegazione prima in Comune per un aggiornamento sullo stato dell’intervento.
L’immobile, confiscato alcuni anni fa, è stato oggetto di un importante lavoro di riqualificazione gestito dal Comune grazie anche a circa 101mila euro di risorse regionali. L’intervento ha previsto la demolizione di manufatti abusivi, il ripristino delle aree verdi e l’adeguamento degli spazi interni che ospiteranno la nuova struttura semiresidenziale, realizzata in collaborazione con la Società della Salute della Valdinievole e l’ASL, che ne cureranno la gestione.

Durante il sopralluogo, la vicepresidente Diop ha incontrato anche le ragazze e i ragazzi dell’Istituto Lorenzini, coinvolti nel percorso educativo “Giovani sentinelle della legalità”, che da mesi seguono passo dopo passo la rinascita del bene. «Destinare un immobile strappato alla mafia ai servizi di cura per adolescenti – ha dichiarato Diop – significa invertire la rotta di una storia difficile, restituendo dignità e rafforzando il senso di comunità».
Parole condivise dal sindaco Franchi, che ha sottolineato il valore collettivo del progetto: «Questo risultato è il frutto di un grande lavoro di squadra. Ringrazio l’assessora Inglese, la Regione Toscana, la Fondazione Caponnetto, l’associazione Libera e gli studenti che hanno contribuito alla sua realizzazione. Il coinvolgimento dei ragazzi è stato un valore aggiunto straordinario, un vero percorso di educazione alla legalità».
Anche il sottosegretario Dika ha fatto pervenire un messaggio di sostegno, definendo l’intervento «una concreta affermazione della cultura della legalità» e un esempio di come «un simbolo di potere illecito possa rinascere come luogo di vita e speranza».
Per Pescia, la trasformazione della villetta di via di Campo rappresenta un passaggio decisivo: un bene confiscato che diventa spazio di cura, sostegno e futuro per i giovani tra i 13 e i 17 anni e per le loro famiglie.
Un progetto costruito dal basso, con la comunità, che oggi prende forma come presidio fondamentale per il territorio.



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