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PISTOIA SCENDE IN PIAZZA CONTRO IL DDL "SPARATUTTO"

  • andreaballi
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Sit‑in molto partecipato al Parterre: associazioni, cittadini e forze politiche uniti in difesa della biodiversità


PISTOIA. A Pistoia è partita la mobilitazione contro il disegno di legge sulla caccia, definito dalle associazioni ambientaliste come il DDL “sparatutto”. La protesta ha preso forma con un sit‑in molto partecipato al Parterre, organizzato da Legambiente insieme a un ampio fronte di realtà ambientaliste e civiche. Numerosi i cittadini presenti, affiancati da esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Rifondazione Comunista.

L’iniziativa è stata aperta da Alessio Bartolini (LIPU), che ha illustrato in modo sintetico ma incisivo le criticità del provvedimento: un disegno di legge che, secondo le associazioni, rischia di cancellare decenni di tutele ambientali e di trasformare il territorio in una “zona franca” per la caccia, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza, sulla legalità e sulla biodiversità.

Sono seguiti gli interventi delle associazioni promotrici, che hanno ribadito la necessità di una mobilitazione ampia, unitaria e rigorosamente non violenta. La protesta, hanno spiegato, vuole essere un segnale chiaro al Parlamento: bloccare l’iter del DDL e respingerlo in Aula.


Il sindaco Capecchi: “Siamo dalla stessa parte”

A chiudere il sit‑in è stato il sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi, che ha espresso pieno sostegno alla mobilitazione: «Siamo dalla stessa parte. È un passo indietro che non possiamo accettare, che ci riporta a quando non esisteva una normativa a tutela della biodiversità e della fauna selvatica. Se come amministrazione possiamo fare qualcosa di più, ditecelo: cercheremo di farlo».


Parole accolte con favore dai presenti, che hanno sottolineato l’importanza di un fronte istituzionale unito contro un provvedimento considerato pericoloso per l’ambiente e per le comunità locali.


Le ragioni della protesta

Le associazioni promotrici – tra cui Legambiente Pistoia, LIPU, Libera, Amici del Padule di Fucecchio, LIV, WWF, TEFFIT, Italia Nostra Valdinievole ed ENPA – hanno richiamato i punti principali dell’appello nazionale firmato da 55 organizzazioni:

  • Il DDL non tutela gli agricoltori, ma li espone a nuove criticità.

  • Non sostiene i territori, trasformandoli in un’arena di caccia senza regole.

  • Non garantisce nemmeno i cacciatori, favorendo bracconaggio e abusi.

Gli emendamenti presentati in Parlamento hanno inoltre ampliato le specie cacciabili (tra cui stambecco, oca e piccione), aperto alla cattura di uccelli da usare come richiami vivi, ridotto la protezione di lupo e sciacallo dorato, e introdotto possibilità di caccia in spiaggia, in barca, su terreni ghiacciati e persino con silenziatori, rendendo più difficili i controlli e limitando l’operato delle guardie venatorie volontarie.


Una mobilitazione permanente

Il mondo ambientalista annuncia una mobilitazione permanente, coordinata con la campagna nazionale di resistenza al provvedimento. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione pubblica e il monitoraggio sul territorio, respingendo ogni tentativo di normalizzare o silenziare il dissenso.

Lo slogan scelto per la campagna è chiaro e condiviso: Difendiamo la natura, difendiamo la democrazia”.

La prima iniziativa ha avuto successo. E dalle associazioni arriva un messaggio semplice: “Buona la prima. Andiamo avanti.”

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