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POCKET PARK E CREATIVITA' IN MOSTRA: IL LICEO PETROCCHI PORTA AL "SI GENIALE" UNA NUOVA IDEA DI CITTA'

  • andreaballi
  • 7 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Gli studenti della 3G e della 5C, insieme alla sede di Quarrata, presentano progetti di riqualificazione urbana tra arte, architettura e sostenibilità. Installazioni, modellini, realtà virtuale e visioni condivise per trasformare spazi dimenticati in luoghi di comunità.


PISTOIA-QUARRATA. La 3G e la 5C del Liceo Artistico “P. Petrocchi” di Pistoia, insieme alla sede di Quarrata, hanno portato al “Sì Geniale” un concentrato di idee, creatività ed entusiasmo che va ben oltre il tradizionale progetto scolastico.

Fino a sabato 9 maggio, il pubblico può visitare le opere realizzate dagli studenti: un percorso che unisce architettura, arti figurative, tecnologia e visione civica, trasformando il concetto di scuola in un laboratorio di futuro.

Al centro dell’esposizione c’è Pocket Park, il progetto che ha guidato il lavoro delle classi: ripensare piccoli spazi urbani marginali o abbandonati — tra Quarrata, Agliana e Poggio a Caiano — per restituirli alla comunità come luoghi vivi, inclusivi e sostenibili.

Ogni pocket park progettato dagli studenti di Architettura e Ambiente accoglie un’installazione ideata dagli studenti di Arti Figurative, dando vita a un dialogo tra spazio, natura e arte in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Il risultato è un insieme di proposte che intrecciano modellini, tavole progettuali, installazioni artistiche e perfino strumenti digitali come la realtà virtuale, che permette ai visitatori di immergersi negli spazi immaginati dai ragazzi.

Un vero e proprio “Giardino delle Invenzioni”, dove la scienza e la creatività diventano strumenti per ripensare il territorio.

Per molti studenti questa è stata la prima partecipazione al “Sì Geniale”, ma si sono messi in gioco con energia e partecipazione sincera, dimostrando quanto sia potente il lavoro condiviso quando nasce dal desiderio di costruire qualcosa insieme.

Dietro ogni elaborato si percepiscono studio, confronto, immaginazione e passione. E accanto agli studenti, il ruolo prezioso dei docenti, capaci di intrecciare competenze diverse e accompagnare i ragazzi in un percorso che è umano prima ancora che scolastico.

Perché la scuola migliore è quella che non si limita a trasmettere nozioni, ma insegna a prendersi cura dei luoghi, delle idee e della comunità.

Quella che trasforma l’entusiasmo dei giovani in possibilità concreta di cambiamento.

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