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poggio. IL BARGO NON E' PIU' DEI POGGESI. PALANDRI LO RESTITUISCE AL DEMANIO

  • andreaballi
  • 12 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

Dalla promessa elettorale di valorizzarlo alla sua chiusura. La giunta stoppa il processo di federalismo culturale che avrebbe portato all’acquisizione del bene. E’ la fine per i piani di riqualificazione dell’unico polmone verde rimasto a Poggio a Caiano


POGGIO. La giunta Palandri ha deciso che il Parco del Bargo non sarà più dei poggesi. Il polmone verde del comune mediceo, parte integrante della sua storia, torna in mano al Demanio. E’ scritto nero su bianco nella delibera di giunta che decreta la fine della collaborazione, avviata molti anni fa sulla base prima di una convenzione e poi del Federalismo culturale, con l’agenzia del Demanio a cui viene restituito il bene. Significa dire addio all’ipotesi di una nuova caserma dei carabinieri negli immobili presenti all’interno del Bargo lungo la regionale 66, gettare nel cestino il piano di rilancio di quest’area, la cui riqualificazione tra l’altro era nel programma elettorale dello stesso Palandri, e mettere a rischio le attività di volontariato del centro AUSER- Comitato anziani, che all’interno del Bargo gestisce una pizzeria e porta da sempre avanti molte attività sociali per la comunità.

“Una scelta grave – denunciano i consiglieri di opposizione del gruppo Poggio Insieme-Centrosinistra- che cancella ogni prospettiva di recupero dell’area. Non solo non si investe nel recupero e nella valorizzazione dell’area, come promesso in campagna elettorale, ma si rinuncia persino a mantenerne la disponibilità”.

Il perché di una scelta così autolesionista, è contenuto nella stessa delibera. Si passa da un “il Comune non sta utilizzando in alcun modo il Parco” a questioni ragionieristiche. L’amministrazione comunale infatti non ha ottenuto il contributo statale previsto da un bando del ministero dell’Interno. O meglio, è tra gli ammissibili ma non tra i beneficiari. E dunque: niente soldi, niente Bargo. L’amministrazione Palandri sembra avere risorse solo per avvocati e affitti spropositati: per la nuova sede della Polizia Locale paga un canone di locazione, quando sarebbe stato possibile acquistare un immobile. Per la nuova caserma dei

carabinieri, invece, sostiene che potrà essere realizzata, chissà quando, solo se interverranno il Ministero e l’Arma. E a questo punto viene da chiedersi anche dove. Menomale che la sicurezza è un tema a loro caro. Evidentemente solo a parole”.

“Non è un buon inizio del terzo anno di mandato per Palandri – prosegue l’opposizione poggese- amministrare significa cercare soluzioni non mollare al primo ostacolo. E invece di cercare soluzioni questa amministrazione preferisce chiudere.

E così, dopo il Palazzetto dello Sport, anche il Parco del Bargo si aggiunge a questa triste lista dei beni non più utilizzabili dai poggesi. Palazzetto, che è bene ricordare, per questa amministrazione sembrava dovesse crollare da un giorno all’altro, salvo poi scoprire, in consiglio comunale dopo due anni, per bocca del sindaco Palandri, che “tutto sommato (il Palazzetto) non è messo così male”. Altra chiusura emblematica è la Villa Medicea e il suo giardino, con questi spazi divenuti a pagamento per tutti, poggesi compresi. Certo il biglietto d’ingresso alla Villa Medicea non l’ha deciso la giunta Palandri, ma anche in questo caso, Palandri si è arreso al primo “no”. E quindi che fine ha fatto il filo diretto con il Governo centrale, di cui si vantavano fino all’ultima passerella del ministro Giuli dello scorso anno? Evidentemente s’è spezzato.”

La decisione della giunta Palandri getta alle ortiche una lunga collaborazione con il Demanio che dal 2000 al 2013 è stata regolata da una convenzione e poi da un confronto continuo che attraverso il Federalismo culturale avrebbe portato all’acquisizione del bene aprendo le porte a un piano di riqualificazione e di valorizzazione, preceduti dalla messa in sicurezza di quei luoghi che hanno bisogno di cura.

Ed è proprio dentro questo processo e questa interlocuzione che sarebbe stato possibile trovare una soluzione anche per i canoni arretrati. Ad esempio attraverso uno scomputo dei vari lavori di manutenzione effettuati dal Comune al posto dello Stato, come è sempre stato fatto finora dalle giunte precedenti. Ma la cosa più grave è che si priva Poggio a Caiano del suo polmone verde e purtroppo lo si condanna ad una lenta ed inesorabile autodistruzione: la natura si riprenderà i suoi spazi, come già sta facendo, con effetti devastanti.

“E’ – concludono i consiglieri di centrosinistra- l’ennesima promessa tradita dal Sindaco che, nel suo programma elettorale, scriveva: ”Creeremo nuove aree di aggregazione per i giovani sfruttando anche la valorizzazione del parco del Brago, mediante la messa in sicurezza, recupero della viabilità interna, pulizia del sottobosco e valorizzazione dell’area sulla base di un progetto d’intervento. […] Questo permetterà di mantenere il Bargo in uno stato di manutenzione consono al luogo ed utilizzabile anche per le visite turistiche ridando vita ad un’area oggi abbandonata e degradata”. E’ questo il significato di #CAMBIARE

DAVVERO#?”


Gruppo Consiliare

Poggio Insieme-Centrosinistra

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