QUALE PROSPETTIVA PER IL FUTURO DELLA MONTAGNA?
- andreaballi
- 25 mar
- Tempo di lettura: 2 min
“Il futuro si costruisce nel presente: Sambuca Pistoiese” è il titolo dell’incontro in programma sabato prossimo, 28 marzo, a Treppio. Se ne parlerà nel corso della presentazione del primo volume della collana “Rivoluzione Appenninica” di Marco Breschi e Giovanna Gonano. Fra i relatori Maurizio Ferrari, Alberto Vivarelli e Mauro Bianchini

TREPPIO (SAMBUCA) – L’Appennino, e soprattutto la complessa realtà del Comune di Sambuca Pistoiese, saranno al centro dell’incontro dal titolo “Il futuro si costruisce nel presente: Sambuca Pistoiese”, organizzato a Treppio, sabato 28 marzo, dalle 17 alle 19, dalla “Pro Loco i Borghi di Treppio” nel Convento delle Suore Mantellate.
Introdurrà l’evento Maurizio Ferrari, presidente dell’Associazione Amo la Montagna, a seguire l’intervento di Marco Breschi, sindaco di Sambuca Pistoiese, che presenterà il primo Quaderno di “Rivoluzione Appenninica” Resistere per il futuro degli Appennini scritto dallo stesso Breschi e Giovanna Gonano.
Di seguito sono previste le riflessioni di Alberto Vivarelli, scrittore e direttore di ReportPistoia e Mauro Banchini, giornalista e animatore di “La Trebisonda Blog”. Seguirà una discussione e una chiusura con aperitivo.
L’Italia, insieme al Vecchio Continente, si trova ad affrontare il fenomeno demografico più dirompente degli ultimi cinquant’anni: la combinazione invecchiamento e diminuzione della popolazione. Esistono, però, in Italia vasti territori in cui il drammatico futuro demografico che si prospetta è già il presente.
Fra questi si collocano le nostre montagne che stanno andando incontro ad una vera e propria desertificazione demografica nel pressoché totale disinteresse della grande politica e dei vari Governi, incapaci di fermare la fuga degli abitanti, stanchi di non essere ascoltati e sempre più privi di servizi fondamentali quali la sanità, la scuola, i trasporti.
Il Sistema Paese, i Comuni di pianura e montani del territorio pistoiese e del territorio emiliano, legati da storiche relazioni e importanti infrastrutture e da tempo afflitti da analoghe problematiche, non possono rassegnarsi ad un destino prefissato.
Al contrario, devono essere consapevoli protagonisti di un decisivo cambio di orizzonte politico, amministrativo e culturale, promuovendo con determinazione una inedita Rivoluzione Appenninica, basata su un nuovo patto tra le aree forti e le aree deboli del Paese e dei nostri territori, che inverta a vantaggio delle montagne i flussi di risorse umane, economiche, sociali, ambientali e culturali.
E’ partendo da questa prospettiva che si svilupperà l’incontro in programma sabato prossimo a Treppio.
[paolo vannini]



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