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QUARRATA ADERISCE ALLA RETE RE.A.DY

  • andreaballi
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Un passo concreto per garantire i diritti di tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale. Recepite anche le sentenze della Corte Costituzionale in materia di procreazione medicalmente assistita. L’Ufficiale di Stato Civile del Comune riconoscerà i figli di due madri

Un Comune più vicino ai diritti delle famiglie e alla tutela dei minori


QUARRATA. Il Comune di Quarrata aderisce alla rete RE.A.DY, la Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

 L'obiettivo della Rete è la diffusione di politiche, condivise tra più di 300 amministrazioni locali che ne fanno parte, che promuovono l'inclusione sociale per lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT).

La carta di intenti della Rete prevede l'individuazione di attività di promozione, campagne di comunicazione, esperienze formative, progetti da condividere a livello nazionale ed europeo, azioni concordate con le associazioni LGBT, che abbiano come finalità il riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale.

 Come atto propedeutico e coerente all’adesione alla rete RE.A.DY., sancita dalla delibera di giunta n°103 del 12-05-2026 e dalla relativa sottoscrizione della Carta d’Intenti, il Comune di Quarrata ufficializza il recepimento delle sentenze n. 68 e n. 69 della Corte Costituzionale del 22 maggio 2025.

 Da oggi quindi il Comune di Quarrata sceglie di riconoscere il legame genitoriale tra il nato e la cosiddetta “madre intenzionale” nelle coppie composte da due donne che abbiano fatto ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita all’estero.

 In presenza di un consenso espresso e di un’assunzione di responsabilità genitoriale da parte della donna che non ha partorito (cosiddetta “madre intenzionale”), l’Ufficiale di Stato Civile procederà alla formazione dell'atto di nascita con l'indicazione di entrambi i genitori.

Questo per garantire al minore pieno diritto all'identità e al nome; la tutela dei legami familiari e la continuità degli affetti; l'accesso immediato ai diritti di cittadinanza e assistenza sanitaria.

 Un atto concreto di legalità e civiltà, verso la piena uguaglianza dei cittadini e la tutela dei minori, che recepisce l’analisi tecnica basata sulle sentenze 68 e 69 del maggio 2025 della Corte Costituzionale.

 L'Amministrazione Comunale ha basato la propria scelta sulla dichiarata incostituzionalità dell’art. 8 della legge 40/2004. Come evidenziato dai pareri tecnici, il nucleo della decisione risiede nel principio di “responsabilità”: chi acconsente alla procreazione medicalmente assistita si assume un impegno verso il nascituro che lo Stato non può ignorare.

Questa procedura si distingue nettamente dalla maternità surrogata, che rimane preclusa dall'ordinamento, focalizzandosi esclusivamente sulla tutela dei legami nelle coppie di donne dove è presente un progetto di genitorialità condivisa.

 La decisione di procedere ai riconoscimenti anagrafici si allinea a quanto già intrapreso da numerosi comuni italiani garantendo massima trasparenza e legalità dell’azione amministrativa a supporto delle nuove forme di cittadinanza.

 Questo passo rappresenta anche un atto propedeutico e coerente al percorso di adesione del Comune di Quarrata alla rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni).

 “Non vogliamo aderire alla rete RE.A.DY. solo sulla carta - dichiara il Sindaco di Quarrata Gabriele Romiti - Abbiamo quindi deciso che l’adesione deve essere sostanziata da fatti. Riconoscere i figli di due madri significa eliminare una discriminazione concreta che colpiva i bambini della nostra comunità, garantendo loro quel punto di riferimento certo che la Corte Costituzionale ha indicato come necessario e urgente. Da oggi il Comune di Quarrata è un comune più vicino ai diritti di tutti i cittadini, a prescindere dall’orientamento sessuale”.

 “Con questa scelta - spiega l’assessore alle Pari Opportunità Annamaria Turetti - Il nostro Comune dichiara che non esistono bambini di serie B. La famiglia è il luogo dove c'è cura, amore e responsabilità: le istituzioni hanno il compito di proteggere questo legame, non di ostacolarlo con vuoti normativi che la Corte Costituzionale ha finalmente colmato”.

 

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