quarrata. ESPLODE LA PROTESTA DEGLI ADDETTI ALLA RACCOLTA RIFIUTI: «DIRITTI NEGATI E PROMESSE DISATTESE»
I lavoratori impegnati nel servizio porta a porta accusano ALIA e ATI Soc. Coop.: contratto FISE ancora lontano, stipendi ritenuti inadeguati, mezzi contestati e carichi di lavoro giudicati insostenibili. Chieste risposte immediate e verifiche da parte degli enti competenti.
QUARRATA – Una denuncia pubblica durissima, che racconta un malessere accumulato negli anni e che oggi, secondo i lavoratori, ha raggiunto il punto di rottura. Gli operatori impegnati nella raccolta dei rifiuti porta a porta per conto di ALIA sul territorio di Quarrata, ma anche in altri comuni dell'area pistoiese e toscana, lanciano un appello accorato e puntano il dito contro ALIA e ATI Società Cooperativa, chiedendo chiarezza e risposte su una serie di problematiche che riguardano contratti, retribuzioni, sicurezza e organizzazione del lavoro.
Nel documento diffuso pubblicamente, gli addetti descrivono una realtà fatta di turni pesanti, condizioni operative complesse e responsabilità crescenti, sostenendo di sentirsi trattati come lavoratori di "serie B" nonostante il ruolo essenziale svolto quotidianamente per garantire un servizio indispensabile alla collettività.
Al centro della contestazione c'è soprattutto la questione contrattuale. I lavoratori rivendicano da anni l'applicazione del contratto FISE-Assoambiente, ritenuto coerente con le mansioni effettivamente svolte nel settore della raccolta dei rifiuti urbani. Secondo quanto denunciano, invece, continuerebbe a essere applicato il contratto Multiservizi, con conseguenze economiche e normative che, a loro giudizio, penalizzerebbero gli operatori.
Particolarmente forte la delusione per quello che viene definito l'ennesimo rinvio.
I dipendenti affermano che il passaggio al contratto FISE sarebbe stato annunciato a partire dal primo novembre 2026, salvo poi essere nuovamente posticipato. Un rinvio che alimenta rabbia e sfiducia, soprattutto per l'assenza di certezze sulle eventuali differenze retributive maturate negli anni precedenti.

Ma la protesta non si limita agli aspetti salariali. Nel comunicato emergono anche preoccupazioni legate alle condizioni di lavoro e alla sicurezza. Gli operatori segnalano mezzi ritenuti non sempre adeguati alle esigenze del servizio, problematiche manutentive e un'assistenza aziendale giudicata insufficiente. Una situazione che, secondo i lavoratori, meriterebbe verifiche immediate per scongiurare rischi e garantire lo svolgimento delle attività in condizioni di piena sicurezza.
Le accuse coinvolgono sia ATI, in qualità di datore di lavoro, sia ALIA, quale committente del servizio. I lavoratori contestano quello che definiscono un continuo rimpallo di responsabilità tra le due realtà e chiedono che ciascun soggetto assuma impegni concreti e verificabili sulle questioni sollevate.
Non manca poi un appello diretto ai cittadini. Gli operatori invitano la popolazione a riflettere sulle difficoltà che si nascondono dietro un servizio spesso dato per scontato. Dietro ogni strada pulita, spiegano, ci sono migliaia di contenitori movimentati, chilometri percorsi ogni giorno e condizioni operative che, a loro dire, non sempre trovano un adeguato riconoscimento.
La vertenza sarebbe già stata portata anche all'attenzione dell'Ispettorato del Lavoro. Ora i dipendenti chiedono risposte pubbliche e tempestive sul contratto, sulle retribuzioni, sulla sicurezza dei mezzi e sui carichi di lavoro, annunciando la volontà di proseguire la mobilitazione fino a quando non arriveranno soluzioni concrete.
Il messaggio finale è netto: chi garantisce quotidianamente un servizio essenziale non intende più accettare rinvii e promesse.
«Il nostro lavoro non è un favore, i nostri diritti non sono una concessione e la nostra dignità non è in appalto», affermano i lavoratori, trasformando una vertenza sindacale in una richiesta di attenzione che chiama in causa istituzioni, aziende e comunità locale.



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