RIFIUTI ABUSIVI, A QUARRATA IL MODELLO CAMBIA: DALLA REPRESSIONE ALLA COLLABORAZIONE
- andreaballi
- 2 giorni fa
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Di fronte alla Davidia presentato un approccio innovativo che unisce scienza, istituzioni e cittadini. Volontari stremati: “Serve una squadra specializzata e più controlli”

QUARRATA – Dalla lotta ai rifiuti abbandonati alla costruzione di un sistema condiviso e strutturato. È questo il messaggio emerso dall’incontro del 20 marzo scorso davanti alla Davidia, simbolo di partecipazione civica, dove Legambiente Quarrata e la Commissione Tumori e Malattie Professionali ANMIL Toscana hanno illustrato al sindaco Gabriele Romiti e alla stampa un modello operativo basato su prevenzione, legalità e collaborazione.
Guidati da Daniele Manetti insieme ai volontari, i promotori hanno mostrato risultati e criticità di un lavoro iniziato nel 2016 attraverso percorsi partecipativi.
Durante i numerosi sopralluoghi è emerso un contrasto evidente: da un lato la pulizia delle aree asfaltate, dall’altro il degrado diffuso lungo i margini, con erba alta, vetro, rifiuti pericolosi e micro-discariche. Una situazione che, secondo i volontari, si ripete in molte zone del territorio.
Il nodo centrale resta operativo: i volontari non possono più sostituirsi alle istituzioni. È stata quindi avanzata la richiesta di istituire una squadra comunale stabile, formata e attrezzata per intervenire in sicurezza, affiancata dall’uso sistematico di foto-trappole per contrastare gli abbandoni illegali.

Negli anni, Legambiente Quarrata ha mappato oltre sessanta aree critiche tra strade, sentieri e zone del Montalbano, costruendo un patrimonio di dati utili alla programmazione. Parallelamente, è in fase di definizione un incontro con il gestore dei rifiuti per chiarire competenze e costi, mentre cresce il peso economico sulle bollette dei cittadini.
Il progetto si inserisce in una rete più ampia che coinvolge scuole, Regione Toscana, tecnici, medici, Prefettura e Carabinieri Forestali, con un calendario fitto di incontri istituzionali. Centrale è proprio la collaborazione con i Carabinieri Forestali, impegnati non solo nei controlli ma anche nell’educazione ambientale e nella tutela dei volontari.
Un punto chiave riguarda il valore economico del lavoro svolto: in nove anni di attività gratuita, si stima un risparmio per il Comune superiore a 700 mila euro. Un contributo significativo, ma oggi non più sostenibile per un gruppo di volontari sempre più anziani e segnati da problemi di salute legati anche a esposizioni professionali.
“Non vogliamo reprimere, ma costruire collaborazione”, è il messaggio ribadito durante l’incontro. L’obiettivo è un sistema integrato in cui cittadini, istituzioni e forze dell’ordine agiscano insieme per tutelare ambiente e salute.
La sfida ora è trasformare questo modello in azioni concrete e durature, capaci di superare l’emergenza e restituire decoro e sicurezza al territorio.



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