san marcello. FRANA, CAPECCHI (FDI): "LA REGIONE CI HA RISPOSTO CHE IL DISSESTO E' DOVUTO ANCHE ALLA MANCANZA DI UNA CORRETTA GESTIONE DELLE ACQUE PLUVIALI DERIVANTI DALLA SS 66 MODENESE"
- andreaballi
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"Anas deve intervenire”. Dopo settimane di attesa, è arrivata la risposta all’interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia sul dissesto idrogeologico, che insiste nell’area del Fosso delle Pietre. “La frana è stata inserita nel censimento regionale: sono emersi evidenti rischi per la pubblica incolumità”

SAN MARCELLO PITEGLIO. “Parte del dissesto è dovuto anche alla mancanza di una corretta gestione delle acque pluviali derivanti dalla strada statale SS 66 Modenese. Anche Anas, quindi, deve essere coinvolta nella messa in sicurezza della frana, che sta progressivamente avanzando e che insiste in località San Marcello nell’area del Fosso delle Pietre. Il crollo è di circa 4,5 metri con un fronte di oltre 90 metri, a partire dal 2024.”
A riferirlo il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, che ha ricevuto, dopo settimane di attesa, la risposta della Regione all’interrogazione sul dissesto idrogeologico che minaccia le abitazioni e le strade all’inizio del paese di San Marcello, l’abitato in via Pietro Leopoldo.
“Il Comune di San Marcello per 16 mesi ha negato il carattere naturale e calamitoso del dissesto e qualsiasi tipo di rilevanza pubblica, salvo poi vietare l’utilizzo della strada di via Pietro Leopoldo, che porta ad alcune abitazioni e ha interdetto l’uso di alcune case. Da un successivo sopralluogo la frana è stata inserita nel censimento regionale: una geologa regionale nel maggio 2025 ha spiegato come sia essenziale la messa in sicurezza dell’area, visto che sono emersi evidenti rischi per la pubblica incolumità – ricorda il consigliere regionale Alessandro Capecchi -. Ed anche il possibile coinvolgimento del sottostante fosso.
Con un’interrogazione abbiamo chiesto alla Regione di farsi carico di questa complicata situazione, nella risposta il Governatore Eugenio Giani e l’assessore Filippo Boni hanno annunciato un nuovo sopralluogo. Ma spiegano anche di aver chiesto il coinvolgimento di Anas, che, però, ha affermato che la frana non interessa la statale SS 66 Modenese. In realtà, nella risposta che arriva dagli uffici regionali del Genio civile, è stato messo nero su bianco che, come detto, parte del dissesto è ascrivibile anche alla mancanza di una corretta gestione delle acque pluviali derivanti dalla stessa strada statale 66.
Anche Anas, quindi, deve essere coinvolta nella messa in sicurezza di tale frana, che sta avanzando: tanto è vero che la Regione ha collocato delle strumentazioni che monitorano h24 il movimento franoso.”
“Chiaramente non molleremo, perché i tempi di reazione delle istituzioni non collimano con quelli, molto più stringenti, dei residenti della zona. La frana ha raggiunto un fronte di 90 metri – spiega Capecchi -. E sotto alla frana c’è il Fosso delle Pietre che potrebbe, potenzialmente, essere coinvolto dal movimento franoso. C’è un interesse pubblico della strada, dell’accessibilità alle abitazioni, e della messa in sicurezza di questo fosso dal rischio idrogeologico.”
“La bitumatura che il Comune ha fatto sulla strada privata, ci dicono i residenti, riceve tantissima acqua dalla statale 66 e la riversa sulla parte non asfaltata a valle, a causa di una mancata regimazione delle acque superficiali, verso le abitazioni - spiega Capecchi - e questo ha contribuito ad aggravare la situazione.”
[massimiliano mantiloni]



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