SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, CONFRONTO SENZA FILTRI A PRATO: MAGISTRATI A SOSTEGNO DEL SI
- andreaballi
- 19 mar
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L' incontro è stato promosso dalla Camera Penale

PRATO – Sala piena e domande dal pubblico per l’incontro sulla separazione delle carriere promosso dalla Camera Penale di Prato alla Camera di Commercio martedì sera.
A pochi giorni dal referendum sulla riforma della giustizia, due magistrati con incarichi direttivi – Giacomo Rocchi, presidente della Prima sezione della Corte Suprema di Cassazione, in presenza, e Antonio Sangermano, capo dipartimento per la Giustizia minorile al Ministero della Giustizia, collegato da remoto – si sono confrontati direttamente con i cittadini, affrontando i principali nodi della riforma.
A guidare il dibattito l’avvocato Manuele Ciappi, componente dell’Osservatorio Cassazione dell’Unione delle Camere Penali Italiane, insieme alla presidente della Camera Penale di Prato Elena Augustin.
Nel corso della serata, i due magistrati hanno espresso in modo netto le ragioni del loro sostegno alla separazione delle carriere.
Antonio Sangermano ha puntato il dito contro le dinamiche interne alla magistratura: «Il conformismo è un veleno che impedisce ai magistrati di esporsi. Il sistema è fortemente condizionato dalle correnti, che dominano anche l’Associazione nazionale magistrati.

Il timore del cambiamento, come quello legato al sorteggio, nasce proprio da qui. Per questo è necessario votare sì: per interrompere un meccanismo che da troppo tempo condiziona la magistratura».
Giacomo Rocchi ha invece inquadrato la riforma in una prospettiva storica e ordinamentale: «Si tratta di un passo avanti importante. L’ordinamento giudiziario è rimasto sostanzialmente fermo al modello del 1941. Ma con la riforma del 1999, che ha sancito il principio del giusto processo e della terzietà del giudice, si è aperta una strada che oggi trova uno sbocco proprio nella separazione delle carriere».
L’iniziativa ha confermato il ruolo della Camera Penale di Prato come punto di riferimento sul territorio per il dibattito sui temi della giustizia, capace di promuovere occasioni di confronto aperto tra magistratura, avvocatura e cittadini su riforme centrali nel dibattito pubblico.



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