serravalle. IL SINDACO REPLICA ALLE OPPOSIZIONI: «CRITICHE INFONDATE, I FATTI DICONO ALTRO»
- andreaballi
- 1 mag
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Lunardi respinge le accuse sui tempi del rendiconto e sull’organizzazione delle commissioni: «Documenti disponibili da settimane, il confronto si fa studiando gli atti, non abbandonando l’aula»

SERRAVALLE PISTOIESE. Il sindaco Piero Lunardi interviene con decisione dopo le contestazioni sollevate dai gruppi di opposizione in merito alla gestione del rendiconto 2025 e alla convocazione delle commissioni consiliari. Una replica che punta a ribaltare la narrazione delle minoranze, definendo le accuse «non fondate» e richiamando la necessità di un confronto basato sui fatti.
Secondo il primo cittadino, gli atti relativi al rendiconto erano «disponibili da circa venti giorni, dopo la regolare approvazione in Giunta», e tutti i consiglieri «conoscevano perfettamente gli argomenti all’ordine del giorno» già dalla convocazione del Consiglio, avvenuta sei giorni prima. «C’era quindi tutto il tempo necessario per esaminare la documentazione», sottolinea.
Il sindaco respinge anche le critiche sulla tempistica delle commissioni: «La Commissione sul rendiconto è stata convocata il giorno prima del Consiglio, esattamente come aveva fatto il presidente della Commissione 3, espressione della minoranza, per un altro argomento». E aggiunge che, se davvero ci fossero stati dubbi o necessità di chiarimenti, «la commissione era la sede giusta per porre domande. Ma queste domande non sono arrivate».
Lunardi definisce poi «sorprendente» la scelta dei gruppi di opposizione di partecipare al dibattito in aula per poi abbandonare la seduta al momento del voto: «Una decisione legittima, certo, ma non coerente. Se si partecipa al dibattito, si può anche esprimere il proprio voto, altrimenti è una contraddizione».
Il sindaco rivendica infine il valore del confronto democratico, che però — afferma — «deve basarsi sui fatti, sulla coerenza, sul rispetto delle istituzioni e sulla conoscenza».
E chiude con un affondo: «Ritirarsi sull’Aventino perché non si è avuto voglia di studiare un provvedimento non può essere una giustificazione».



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