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serravalle. PISTOIA E LA LEZIONE DEL VOTO: PERCHE' IL CIVISMO TORNA AL CENTRO DELLA POLITICA LOCALE

  • andreaballi
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Federico Gorbi analizza le tensioni nei partiti dopo il voto e rilancia il ruolo delle liste civiche come risposta alla distanza tra cittadini e politica


SERRAVALLE. Il voto al Comune di Pistoia ha avuto per ora due conseguenze degne di nota. A destra, tra gli sconfitti, sono partite accuse reciproche tra alcuni esponenti della coalizione e, in qualche caso, anche tra gli iscritti allo stesso partito. Segno che l'unità c'era fino a quando c'era il potere.

A sinistra, il neo sindaco Giovanni Capecchi ha dovuto trattare per oltre due settimane con i partiti che lo hanno sostenuto per trovare gli equilibri tra i diversi appetiti di ogni singola lista. Segno che l'unità non si raggiunge nemmeno con il potere se le differenze sono eccessive.

PISTOIA NON E' UN CASO ISOLATO Negli ultimi anni i cittadini hanno lanciato un messaggio chiaro alla politica: si chiede autenticità, presenza e concretezza. Quando si vota, le persone non cercano slogan confezionati nelle segreterie. Cercano donne e uomini che conoscono i problemi della comunità, che vivono il territorio, che condividono le difficoltà e le opportunità del luogo in cui amministrano. Vogliono persone radicate, riconoscibili e credibili. Altrimenti si rifugiano nell'astensionismo.

SI CERCA ALTRO, MOLTO ALTRO... Molti elettori non trovano più nei partiti tradizionali alcuni valori che ritengono fondamentali: vicinanza ai cittadini, attenzione ai problemi concreti e capacità di costruire risposte partendo dall’ascolto della comunità. Non contrapposizioni ideologiche, tatticismi e polemiche ma strade da sistemare, servizi da migliorare, scuole da sostenere, spazi pubblici da valorizzare e opportunità per famiglie imprese.

LISTE CIVICHE, UNA VISIONE POLITICA Se l’interesse della comunità viene prima delle appartenenze, se i problemi si affrontano con pragmatismo e se il confronto deve unire anziché dividere è possibile coinvolgere persone provenienti da culture e sensibilità differenti, accomunate dalla volontà di costruire qualcosa di utile per il proprio territorio. Occorre però difendere il significato autentico del civismo da chi tenta di utilizzarlo come semplice etichetta elettorale.

Non è civismo quello di chi usa il Comune come trampolino per una carriera politica personale, magari con una tessera nascosta in tasca. Non è civismo quello di chi considera gli enti locali un passaggio intermedio verso incarichi più prestigiosi. Non è civismo quello di chi piega gli interessi della comunità alle convenienze dei partiti nella speranza di ottenere ricompense.

IL VERO CIVISMO E' SERVIZIO È la scelta di dedicare tempo, energie e competenze alla propria comunità senza secondi fini. È la volontà di costruire amministrazioni capaci di ascoltare, decidere e realizzare. È il coraggio di mettere al centro i cittadini anziché le logiche di partito.

E SERRAVALLE? Il civismo rappresenta oggi non solo una risposta alla crescente distanza tra cittadini e politica, ma anche una straordinaria opportunità di rinnovamento democratico.

Dove il civismo è autentico, cresce la partecipazione, si rafforza il senso di appartenenza e torna la fiducia nelle istituzioni.

Ed è proprio da qui, dalle comunità locali e dall’impegno di chi le vive ogni giorno, che può ripartire una politica più credibile, più vicina alle persone e più capace di costruire il futuro, anche a Serravalle.

Chi ci sta?


Federico Gorbi

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