SLAM, IL BORDER COLLIE CHE PORTA SOLLIEVO AI PAZIENTI ONCOLOGICI: AL VIA IL NUOVO PROGETTO DI INTERVENTI ASSISTITI CON ANIMALI AL SAN JACOPO
- andreaballi
- 24 mar
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Dal 26 marzo, nel Day Hospital Oncologico di Pistoia, prende il via un percorso settimanale di attività assistite con animali per migliorare benessere, umore e relazioni di pazienti e caregiver. L’iniziativa è promossa dal Comune di Agliana con Regione Toscana, Asl Toscana Centro e l’associazione Amo la Montagna.

AGLIANA. Si chiama Slam, ed è uno splendido esemplare di Border Collie ed è uno degli animali che, fra gli altri, incontrerà i pazienti oncologici e i loro familiari nell’ambito di un nuovo percorso di interventi assistiti con animali dedicato al benessere psicofisico e relazionale. Gli interventi si svolgeranno - a partire da giovedì 26 marzo – per i pazienti del Day Hospital Oncologico dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, con cadenza settimanale per quanto riguarda i locali del reparto e con frequenza da concordarsi in fase di colloquio per le attività extra-ospedaliere.Il progetto di interventi assistiti con animali, presentato questa mattina nella sala consiliare del Comune di Agliana, si inserisce nel più ampio percorso di umanizzazione delle cure attraverso la relazione benefica tra uomo e animale. L’obiettivo è contribuire a ridurre ansia e stress, migliorare l’umore e contrastare il senso di isolamento e solitudine che spesso accompagna la malattia. Grazie alla presenza degli animali e al lavoro dell’equipe di professionisti coinvolti, pazienti, familiari e caregiver potranno inoltre trovare uno spazio di dialogo, confronto e sostegno.
L’iniziativa è promossa e finanziata dal Comune, con il sostegno e il contributo economico della Regione Toscana, e si avvale della collaborazione dell’Asl Toscana Centro e dell’associazione Amo la Montagna Aps, realtà che vanta una consolidata esperienza nelle terapie assistite con animali. L’associazione opera infatti, attraverso una propria equipe specializzata negli Interventi assistiti con animali (Iaa), in percorsi di supporto psicologico individuale e di gruppo mediati dalla presenza di animali da compagnia.

L’equipe, composta da una psicologa-psicoterapeuta e da un’infermiera esperta, avvierà colloqui con i professionisti invianti, con i pazienti e con i caregiver per valutare caratteristiche e bisogni specifici, condizioni di salute, illustrare le attività previste e rispondere a eventuali domande o dubbi.
Prima dell’avvio degli interventi saranno inoltre somministrati due questionari: uno dedicato alla qualità della vita percepita e al livello di di stress del paziente oncologico, l’altro finalizzato a rilevare i livelli di stress del caregiver.
In questa prima fase il progetto si svolgerà all’interno del San Jacopo, per poi svilupparsi con percorsi extra-ospedalieri.Ad aprire i saluti è stato il sindaco Luca Benesperi, che ha voluto sottolineare l’importanza del progetto e ringraziare tutti gli attori coinvolti per il lavoro svolto e la collaborazione dimostrata nel mettere a frutto questa importante iniziativa a beneficio dei più fragili.
L’assessore alle politiche ìsociali, Greta Avvanzo, ha spiegato: “La mozione promossa dai gruppi di maggioranza, e approvata in consiglio comunale chiedeva di aderire a un progetto finalizzato al benessere del paziente oncologico e la scelta è ricaduta sugli assistiti con animali e su una associazione da anni attiva su questo. Abbiamo così deciso di coinvolgere l’oncologia ospedaliera, in maniera tale da raggiungere una platea più ampia di pazienti e con l’obiettivo di spostare il progetto anche sul territorio. Come amministrazione ringraziamo l’ospedale San Jacopo e l’associazione Io amo la montagna e tutti gli operatori coinvolti che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente dell’associazione Amo la montagna, Maurizio Ferrari: “Ringraziamo il Comune e il San Jacopo di Pistoia: l’accoglienza che ci è stata riservata in ospedale ci ha incoraggiato ancora di più a portare avanti questa iniziativa.”“Abbiamo accolto il progetto molto volentieri e abbiamo pensato insieme alla realizzazione di un percorso che potesse abbracciare le persone in condizioni di fragilità e i caregiver – ha evidenziato l’Infermiera coordinatrice dei progetti ‘Amo la montagna’, Sara Ferrari - Quando una persona riceve una diagnosi così importante, è fondamentale offrire supporto anche a chi gli sta accanto”.“Crediamo fortemente in questa prima fase del progetto e nelle sue potenzialità di sviluppo – ha dichiarato Francesca Bertoncini, psicologa e psicoterapeuta - L’obiettivo è poter proseguire anche con attività outdoor, coinvolgendo i cavalli, i caregiver e i familiari, fino a una terza fase dedicata ai pazienti in remissione, perché i sintomi psicologici legati alla malattia non scompaiono con la fine delle cure”.

La direttrice sanitaria dell’ospedale San Jacopo, Lucilla Di Renzo, ha ringraziato l’amministrazione comunale per aver proposto il progetto. “Da anni – ha sottolineato – lavoriamo sull’umanizzazione delle cure e iniziative come questa vanno esattamente in questa direzione. Oggi la cura non riguarda più soltanto gli aspetti clinici, ma tiene conto anche di quelli relazionali e psicologici. Un ringraziamento particolare va inoltre ai nostri professionisti, perché senza la loro sensibilità non sarebbe possibile portare avanti percorsi così importanti”. “La parola chiave è umanizzazione” – ha evidenziato il direttore Sos assistenza infermieristica di gestione Pistoia, Fabio Pronti - “Rendere le cure più umane significa anche riportare, all’interno dei percorsi sanitari, una dimensione di quotidianità e vicinanza. Basti pensare a come la presenza di un animale domestico possa aiutare le persone a ritrovare serenità e benessere”.“Si tratta di un’iniziativa molto positiva – ha detto il direttore dell’Oncologia, Mauro Iannopollo - soprattutto nei momenti di attesa, quando ansia e tensione sono più forti, ad esempio prima di una visita o di una diagnosi. In questi casi la presenza degli animali può aiutare i pazienti a sciogliere la tensione e, a volte, a ritrovare persino un sorriso. Ridurre l’ansia del paziente significa aiutare anche il personale e migliorare il clima complessivo della cura”.



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