A LOTTOZERO SI INAUGURA LA MOSTRA COLLETTIVA "PATRON/ISE"
- andreaballi
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Espongono: Lorena Bucur, Carmen Buonanno, Linda Ann Cipriani, Nikola Filipović A cura di Ester Maria D'Avossa. Dal 14 luglio una mostra collettiva indaga le assonanze tra il sistema produttivo del settore tessile e quello dell’arte. È frutto della residenza d’artista realizzata nell’ambito di Textile Art Factory, progetto che racchiude la summa degli obiettivi perseguiti dall’hub pratese in 10 anni di attività.

PRATO. In patron/ise, mostra collettiva al via a Lottozero martedì 14 luglio alle ore 18.30, il processo creativo e la produzione tessile rivelano convergenze nella tensione tra ciò che dell'opera è visibile e ciò che, invece, rimane nascosto dietro le dinamiche che l’hanno creata. Un punto di vista,questo, che evidenzia come le pratiche artistiche risultino dall’incontro su più livelli di compromessi, conversazioni, riadattamenti, lavoro emotivo, fatica e resistenze, capaci di suggerire che nella contemporaneità, in fondo, vita e lavoro non sono mai disgiunti.
L’esposizione è curata da Ester Maria d’Avossa, comprende lavori di Lorena Bucur, Carmen Buonanno, Linda Ann Cipriani, Nikola Filipović ed è l’esito della residenza d’artista di sei mesi realizzata nell’ambito della prima tranche del progetto Textile Art Factory.
Promosso e coordinato da Lottozero in partenariato con il Museo del Tessuto e Studio Corte 17, tale progetto è sostenuto dal PR FSE+ Toscana 2021–2027 ed è stato ideato con l’obiettivo di offrire a giovani artistə e curatorə under 36 un percorso di formazione, ricerca, sperimentazione, produzione e curatela.
Nell’intento di unire arte contemporanea e pratiche tessili, connettendo la ricerca e l’apporto delle nuove generazioni con il patrimonio manifatturiero e culturale del distretto pratese, Textile Art Factory racchiude in sé gli obiettivi e gli interessi che hanno orientato i primi 10 anni di attività di Lottozero: sostenere giovani artistə nello sviluppo della propria ricerca, mettendo a disposizione spazi di lavoro e il laboratorio tessile, competenze tecniche e l'accesso diretto al patrimonio produttivo del territorio. Il programma si è concretizzato in due cicli di residenza d’artista - di cui il primo si conclude proprio con la mostra patron/ise - di sei mesi ciascuno, con la possibilità per cinque partecipanti per ciclo, selezionati attraverso bando, di vivere e lavorare a Prato, entrando in dialogo con archivi, aziende, artisti e istituzioni culturali.
La mostra patron/ise riflette sulle condizioni che rendono possibile la produzione artistica e sulle forme di lavoro, negoziazione e compromesso che spesso restano celate dietro l'opera finita. La mostra prende le mosse dalla formula della residenza d'artista, intesa quale modello utile a scandagliare il funzionamento dell’attuale sistema dell’arte. Spazio spesso immaginato come una pausa dalle pressioni della vita quotidiana, la residenza è in realtà profondamente legata alle strutture economiche, istituzionali e sociali che la plasmano.
Il titolo, che rimanda alla figura del mecenate, suggerisce dunque l’ambivalenza degli assetti che rendono possibile la creazione artistica e al contempo la delimitano. Realizzate nei sei mesi di permanenza a Prato dei quattro artistə, le opere in mostra presentano un legame con il distretto tessile in città e con il contesto del Macrolotto Zero, dove ha sede Lottozero. Le vicende del quartiere sono legate alla produzione industriale, alla manifattura dei pronto moda, alla presenza multiculturale e a forme di lavoro spesso invisibili. Proprio la sfera del tessile offre in patron/ise uno schema di pensiero.

Come la produzione in questo settore, infatti, anche quella artistica comprende fasi di ricerca, apprendimento tecnico, fallimenti, confronto, fatica e adattamento. E come avviene nel prodotto finito, anche nell’arte il fruitore finale incontra un oggetto che porta con sé, sebbene invisibili, le tracce dei rapporti di forza, dei gesti e delle vite che l'hanno reso possibile. Le sculture e installazioni esposte nella Kunsthalle di Lottozero parlano di vulnerabilità, resistenza, processi produttivi e proteste operaie, ma anche migrazione, infanzia e memoria.
Qui il tessile nelle sue dimensioni materiali, produttive e sociali, non è soltanto un medium, ma un modo di pensare il lavoro e le condizioni della produzione artistica. In Overprocessing the Net, Linda Ann Cipriani concepisce il tessile come una rete di tensioni, errori, immagini e trasformazioni. “Net” rimanda sia alla struttura del tessuto, alla griglia digitale, al pixel, sia ai sistemi in cui circolano materiali, immagini e lavoro.
Tra scansioni, pieghe, cuciture e ricomposizioni, l’errore diventa un punto generativo, capace di rivelare le strutture nascoste della produzione. First Time Being Alive di Nikola Filipović nasce da una coincidenza intima: l’artista ha raggiunto l’età che avevano i suoi genitori quando lui e sua sorella sono nati, negli anni immediatamente successivi alle guerre in Ex-Jugoslavia.
Da qui emergono domande su infanzia, cura, eredità e instabilità. I giocattoli di peluche diventano sculture tessili ingrandite, morbide ma non innocenti, attraversate da memorie domestiche, inflazione, trauma e dal desiderio di trasformare ciò che viene tramandato. White n.1 di Lorena Bucur parte da una fotografia scattata dal padre nella casa della nonna in Romania, dove i tessuti abitano lo spazio domestico come tracce di memoria. Attraverso la stampa flock, l’immagine diventa una superficie bianca su bianco, fragile e quasi invisibile.
Drappeggiato sul trabattello, il ponteggio rimanda al lavoro, alla migrazione e al sostegno: ciò che sembra temporaneo o marginale si rivela la struttura che permette alla memoria di restare in piedi. In Radical Power, Carmen Buonanno trasforma la soglia tra l’area espositiva e i restanti spazi di Lottozero in un luogo carico di significato. Un trampolino verticale, teso da tiranti, diventa barriera, membrana e struttura di resistenza. Le frasi “In we resist” e “On {radical} care we lean” legano il lavoro alle lotte operaie, alla cura radicale e alla forza dei corpi che resistono insieme.
L’opera sarà successivamente attivata il 23 luglio alle ore 20 attraverso una performance di Carmen Buonanno con Muiredach O’Riain, compositore elettroacustico londinese. Textile Art Factory: il progetto Textile Art Factory è un’iniziativa fortemente radicata nel territorio, capace di offrire a giovani artistə e curatorə under 36 un percorso formativo in cui la produzione artistica dialoga con il tessile e il patrimonio produttivo e culturale locale. L’obiettivo è favorire l’occupabilità e la qualificazione professionale delle nuove generazioni creative attraverso un percorso integrato di formazione teorico-pratica, ricerca e produzione, in linea con gli obiettivi del PR FSE+ Toscana 2021–2027 e delle politiche giovanili della Regione Toscana.

Ai partecipanti la residenza ha offerto un contesto di ricerca interdisciplinare con lezioni teoriche, workshop, tutoring, accesso a spazi culturali e archivi e incontri con artisti e curatori. Il programma ha affiancato alla formazione tecnica di base sulle principali tecniche tessili un ciclo di workshop intensivi affidati a figure di riferimento della scena tessile internazionale, tra cui la textile designer danese Astrid Skibsted (yarn winding e tessitura), la ricamatrice di haute couture Elisabeth Gasbarre (ricamo), lo Studio Claudy Jongstra (feltro), i textile e surface designer olandesi Eugène van Veldhoven e Annika Syrjämäki (progettazione di superfici e stampa flock) e la designer franco-britannica Florence Hawkins (stampa con pigmenti naturali).
Un percorso di specializzazione che ha introdotto i partecipanti ad approcci innovativi alla pratica tessile contemporanea, mettendo in relazione sperimentazione artistica, competenze manifatturiere e ricerca sui materiali. Le residenze d’artista sono finanziate con le risorse del Programma Regionale Toscana FSE+ 2021 2027, nell’ambito dell’Avviso pubblico approvato con D.D. n. 138/2024, e rientrano nel progetto Giovanisì della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani.
Lottozero è un centro internazionale per l’arte, il design, e la cultura tessile, con un laboratorio per la sperimentazione tessile accessibile a tutti, un’area di co-working e uno spazio espositivo. Situato a Prato, uno dei più importanti distretti tessili d’Europa, Lottozero opera sia come hub creativo che come studio di design e consulenza. La sua missione è creare un ambiente fertile per la ricerca e la sperimentazione nell’arte e nel design tessile, e una base di networking internazionale nel mondo del tessile. Il Museo del Tessuto di Prato, attivo dal 1975, è una delle istituzioni europee più importanti dedicate alla tutela e valorizzazione della cultura tessile.
Situato nell’ex Cimatoria Campolmi, custodisce una delle collezioni tessili più ampie in Italia e svolge un’intensa attività formativa rivolta a studentə, professionistə e pubblico. Accanto alla collezione permanente, il museo presenta regolarmente mostre temporanee che indagano la storia del tessile, del costume e della moda, creando dialoghi tra tradizione manifatturiera, ricerca artistica e innovazione tecnologica. Le esposizioni, spesso realizzate in collaborazione con archivi, aziende e istituzioni culturali, contribuiscono a consolidare il Museo come punto di riferimento internazionale per la cultura tessile contemporanea. Studio Corte 17, fondata nel 2005 dall’artista Chiara Bettazzi, è un’associazione culturale che si occupa di arte contemporanea con un focus specifico sulla rigenerazione di spazi industriali. Negli anni SC17 ha sviluppato una solida esperienza nella formazione,costruendo percorsi di accompagnamento per artistə emergenti e curatorə. Il progetto Tuscan Art Industry (TAI), lanciato da SC17 nel 2015, rappresenta un modello innovativo di riconversione produttiva attraverso l’arte, proponendo una lettura inedita del territorio e promuovendo la realizzazione di opere site-specific all’interno di vecchi opifici. PATRON/ISE Mostra collettiva con opere di Lorena Bucur, Carmen Buonanno, Linda Ann Cipriani, Nikola Filipović A cura di Ester Maria d'Avossa Inaugurazione: Martedì 14 luglio 2026, ore 18:30 Date e orari di apertura: dal 15 luglio 2026 al 14 agosto 2026. Lun-gio 10:00-18:00, ven 10:00-16:00, sab e dom su appuntamento Giovedì 23 luglio ore 19 visita guidata. Alle 20 performance di Carmen Buonanno con Muiredach O’Riain Contatti: Tel 0574 22883 / info@lottozero.org Cartella stampa: https://drive.google.com/drive/folders/1Pv4fRJs-_gBiwHqR3Z6SoQCdKKAshCX7?usp=drive_link Contatti per la stampa: Giulia Gonfiantini | giuliagonfiantini@gmail.com | +39 338 1355832 LOTTOZERO TEXTILE LABORATORIES Via Arno



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