ADDIO AD ALFREDO FRANCI, IL "PORTIERINO MAGICO" DELLA PISTOIESE
- andreaballi
- 19 mar
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Si è spento a 92 anni l’estremo difensore che negli anni ’50 contribuì alla rinascita arancione, prima di una lunga carriera tra Serie B, Serie A e il litorale tirrenico

PISTOIA. È scomparso a 92 anni Alfredo Franci, per tutti il “portierino magico” della Pistoiese dei primi anni Cinquanta. Un talento scoperto dal leggendario “Mumo” Tuci, monumento del settore giovanile arancione, che lo volle a Pistoia appena diciottenne, prelevandolo dall’Assi Firenze.
Quando Franci arrivò, nell’estate del 1951, la Pistoiese attraversava uno dei momenti più difficili della sua storia: precipitata in Promozione, reduce da stagioni in cui affrontava squadre come Venezia, Udinese e Cagliari, si ritrovava ora a giocare contro Certaldo, Volterrana e San Vincenzo. Eppure proprio in quel contesto nacque una generazione destinata a lasciare il segno: Tuci, Lomi, Pierallini, Corsini, insieme alle colonne Raffaello Nerozzi e Cesare Cecchi.
Il nodo più delicato era il portiere. Ma Tuci non ebbe dubbi e garantì personalmente sulle qualità del giovane Franci.

Una scelta che si rivelò illuminata: in tre stagioni collezionò 91 presenze e fu protagonista della vittoria del campionato 1952/53, contribuendo alla risalita degli arancioni.
Nel 1954 il Modena lo acquistò per una cifra importante, utile a risanare il bilancio societario. In Emilia disputò due stagioni di buon livello, fino al salto più prestigioso: nel 1956 l’esordio in Serie A con il Genoa, contro il Milan, in una gara in cui subì due reti dal fuoriclasse rossonero Juan Alberto Schiaffino.
La sua carriera proseguì poi lungo il litorale tirrenico, difendendo i pali di numerose squadre: Savona, Entella, Massese, Viareggio, Carrarese, Lerici.
Smise i guanti a 40 anni, dopo una vita intera passata tra i campi di provincia e i palcoscenici più importanti del calcio italiano.
Con Alfredo Franci se ne va un pezzo di storia arancione, uno di quei protagonisti silenziosi che hanno contribuito a costruire l’identità sportiva di una città.



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