agliana. UNA TRADIZIONE CHE UNISCE: SERVONO NUOVI VOLONTARI PER LE PRIME COMUNIONI
- andreaballi
- 31 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Da quasi vent’anni la parrocchia di San Piero celebra le Prime Comunioni in due domeniche per garantire uguaglianza e comunità. Ora l’appello: “Aiutateci a non perdere questa tradizione”

AGLIANA. [a.b.] Da quasi vent’anni, alla parrocchia di San Piero ad Agliana, le Prime Comunioni seguono un rito speciale. Una scelta voluta dal parroco don Paolo Tofani per un motivo semplice e profondissimo: far sentire tutti i bambini uguali, senza differenze tra chi può permettersi una grande festa e chi no.
Il modello è ormai un simbolo della comunità. La prima domenica, tutti i bambini festeggiano insieme con un grande pranzo conviviale al Circolo Don Milani: un momento di condivisione autentica, che restituisce alla Comunione il suo significato più vero. La seconda domenica, invece, è dedicata alle feste private con le famiglie.
Un’organizzazione che, anno dopo anno, è stata possibile solo grazie allo straordinario impegno delle volontarie e dei volontari del Circolo Don Milani, persone che hanno donato tempo, energie e cuore per costruire un ricordo indelebile per centinaia di bambini.

Oggi, però, qualcosa sta cambiando. I volontari storici sono sempre meno, e gli anni che passano rendono più difficile sostenere un impegno così grande.
Da qui nasce l’appello di Giulia Ammannati Palandri, che invita tutta la comunità a farsi avanti: “Per continuare questa bellissima tradizione serve nuova linfa. Se hai un po’ di tempo da dedicare, unisciti a noi.
I bambini di domani te ne saranno grati.”
Un appello raccolto anche da Irene Capecchi, che da ragazza ha fatto volontariato in parrocchia e oggi canta nel coro: “So quanto queste esperienze ti rimangano dentro. Il pranzo insieme al Circolo è uno dei ricordi più belli che ogni bambino si porterà nel cuore. Spero davvero che la comunità risponda.”
La tradizione delle Prime Comunioni condivise è uno dei tratti più preziosi della parrocchia di San Piero: un gesto semplice, ma capace di costruire legami, uguaglianza e memoria collettiva.
Ora, per non perderla, serve l’aiuto di tutti.



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