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AL CIRCOLO ARCI FORNACI UN INCONTRO SU GUERRA, LAVORO E INFORMAZIONE PROMOSSO DA PISTOIA ROSSA

  • andreaballi
  • 19 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Martedì 21 alle 21 il dibattito con Dario Furnari (USB), l’ex operaio GKN Francesco Lovino e, in collegamento, Antonella Bundu dalla Global Sumud Flotilla. Conclusioni affidate al candidato sindaco Fabrizio Mancinelli. Alle 19 la presentazione dei candidati.


PISTOIA. Un confronto pubblico sui temi della guerra, delle sue conseguenze economiche e sociali e sul ruolo dell’informazione. È l’iniziativa organizzata da Pistoia Rossa, che invita cittadine e cittadini martedì 21 aprile al Circolo Arci Fornaci per l’incontro dal titolo “La tendenza alla guerra e le sue ricadute sul lavoro”.

La serata prenderà il via alle 19 con la presentazione dei candidati della lista, mentre il dibattito principale inizierà alle 21. Interverranno Dario Furnari dell’Unione Sindacale di Base, Francesco Lovino, operaio ex GKN e attivista del movimento per la difesa del lavoro, e Antonella Bundu, collegata dalla Global Sumud Flotilla, impegnata in iniziative internazionali di solidarietà. Le conclusioni saranno affidate al candidato sindaco Fabrizio Mancinelli.

Nel documento di presentazione dell’iniziativa, Pistoia Rossa sottolinea come la riconversione bellica venga considerata non solo “umanamente atroce”, ma anche “antieconomica”. Secondo l’analisi proposta, l’espansione dell’industria militare aumenterebbe il potere di ristrette élite industriali e finanziarie, lasciando “il resto dell’economia allo sbando”, generando debito pubblico, tagli ai diritti sociali e civili e accelerando la deindustrializzazione dei settori civili.

L’investimento nel comparto bellico, si legge ancora, comporterebbe “una perdita netta di occupazione”, con ricadute negative sul welfare, sui servizi pubblici e sul potere d’acquisto dei salari reali, aggravando precarietà e disuguaglianze.

Un passaggio è dedicato anche al ruolo del sistema mediatico, descritto come una “macchina di senso comune” che contribuirebbe a normalizzare fenomeni come guerra, sfruttamento, femminicidi, morti sul lavoro, delocalizzazioni e politiche di riarmo.

Gli organizzatori invitano la cittadinanza a partecipare, esprimendo vicinanza alla Global Sumud Flotilla e interpretando la presenza all’iniziativa come un atto di “resistenza in prosa”, richiamando le parole di Piero Calamandrei sull’impegno civile quotidiano e sulla necessità di difendere la libertà attraverso la partecipazione politica e il rifiuto dell’indifferenza.

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