AUMENTO TARIFFE TPL: RINVIATA LA MOZIONE DI NOI PER MONTALE
- andreaballi
- 27 giu
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Aria di intesa in extremis tra Regione ed Enti Locali per frenare i rincari dei biglietti. Il consigliere Paperetti (Noi per Montale) sceglie la linea della responsabilità: "Prima un quadro chiaro, poi il confronto nell'interesse dei cittadini"

MONTALE. Un rinvio strategico all'insegna del pragmatismo e del buon senso. La discussione sulla tanto attesa “Mozione sul contrasto all'aumento delle tariffe del TPL gestito da Autolinee Toscane e sulla tutela dell'accessibilità al servizio per studenti, lavoratori e fasce sociali più vulnerabili”, depositata formalmente lo scorso 17 giugno 2026 dal gruppo consiliare Noi Per Montale, a firma di Lorenzo Bandinelli, Michael Paperetti e Greta Cavaciocchi, ha subìto una battuta d'arresto calcolata durante la seduta del Consiglio comunale del 25 giugno.
A chiedere il congelamento del dibattito è stato lo stesso consigliere proponente, Michael Paperetti. Una scelta dettata non da un passo indietro sui contenuti, bensì da un radicale mutamento dello scenario politico delle ultime ore. Nuove e insistenti indiscrezioni delineano infatti la possibilità concreta di un accordo in extremis tra la Regione Toscana e gli Enti Locali, una mossa istituzionale che punta a scongiurare o quantomeno mitigare gli imminenti rincari tariffari che gravano sul trasporto pubblico su gomma.
La mozione originaria nasceva come un duro atto d'accusa contro l'annunciato incremento del costo del biglietto ordinario, destinato a salire – secondo i piani della Giunta Regionale – dagli attuali 1,70 euro fino a 2,00 o addirittura 2,20 euro a partire dal 1° agosto 2026.
Un salasso complessivo superiore al 50% rispetto alle tariffe correnti e di circa il 70% se rapportato ai prezzi del 2023, quando la corsa singola costava 1,30 euro.
Ad accendere ulteriormente il dibattito politico locale erano state le nette dichiarazioni del governatore della Toscana, Eugenio Giani, riassunte nella formula polemica: “Abbiamo fatto il possibile. Meno rincari? Paghino i Comuni”. Una presa di posizione definita “inaccettabile” da Noi per Montale, accusata di voler scaricare i costi di presunte incapacità gestionali sui bilanci comunali già ridotti all'osso, prendendo “in ostaggio” i cittadini.
Il consigliere Michael Paperetti ha voluto ribadire con forza i motivi che hanno spinto il gruppo a dare battaglia fin dall’inizio su questo fronte: “Il trasporto pubblico rappresenta un servizio essenziale che deve garantire il diritto costituzionale alla mobilità, in particolare per studenti, lavoratori pendolari, anziani e per tutti coloro che non dispongono di mezzi alternativi per i propri spostamenti quotidiani.

Chi utilizza i mezzi tutti i giorni non lo fa certo per lusso, ma per assoluta necessità: parliamo di operai, impiegati e studenti che subiscono già troppo spesso i disagi di un servizio non sempre efficiente e che non possono essere chiamati a pagare il conto di difficoltà economiche derivanti da scelte gestionali altrui o da congiunture di mercato. Introdurre politiche tariffarie eccessivamente onerose produce un doppio danno: da un lato rischia di allontanare le persone dai mezzi pubblici incentivando il ricorso al trasporto privato, l’esatto opposto degli obiettivi di sostenibilità ambientale di cui tanto ci si riempie la bocca.
Dall’altro, colpire il TPL con pesanti rincari significa attuare una manovra profondamente ingiusta e antisociale, che penalizza chi ha meno”.
Spiegando la richiesta di rinvio della discussione al prossimo Consiglio comunale, l'esponente di Noi per Montale ha poi aggiunto in aula: “Questa decisione consentirà di seguire l'evoluzione della vicenda e di affrontare il confronto disponendo di un quadro tariffario chiaro e aggiornato, così da assumere una posizione ancor più informata nell’interesse esclusivo di tutti i montalesi”.
Nonostante la ferma contrarietà alla linea della presidenza regionale, Paperetti ha preferito la via dell'attesa vigile per verificare se la direzione auspicata – ovvero lo stop ai rincari – si concretizzerà effettivamente nell'accordo istituzionale. “Il tutto - ha aggiunto il consigliere - considerando anche che i cittadini toscani contribuiscono già in misura significativa alle entrate regionali attraverso un'addizionale IRPEF tra le più elevate del Paese”.
Resta comunque fermo l'impianto e l'impegno del gruppo consiliare, che tramite il testo della mozione intende impegnare formalmente il sindaco Ferdinando Betti e la giunta a farsi promotori di una linea intransigente in sede di conferenza dei sindaci.
Noi per Montale si aspetta che l’amministrazione si attivi con fermezza presso i vertici regionali per chiedere il congelamento immediato dei rincari, esigendo che le risorse necessarie siano reperite attraverso l'efficientamento della spesa e il taglio degli sprechi, rifiutando la logica del ricatto economico avanzato da Giani.
L'obiettivo di fondo rimane la difesa dei pendolari e delle fasce più deboli e la formale contestazione dei disservizi cronici di Autolinee Toscane, caratterizzati da ritardi diffusi e da un parco mezzi vetusto. La tregua in aula è siglata per senso di responsabilità, ma l'attenzione sui conti del TPL e sulla tutela del territorio resta altissima.



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