campionato bugia 2026. PROCLAMATI I VINCITORI DI QUATTRO SEZIONI SU CINQUE
- andreaballi
- 1 ago
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È Emilio Guazzone Longo il disegnatore piu bugiardo d'Italia e Atmaja Septa Miyosa il migliore del mondo. Alessandra Biagini è la scrittrice meno sincera. Stefano Massini di Grosseto si aggiudica la Bugia radiofonica. Ecco tutti i verdetti, meno quello finale.

LE PIASTRE (Pistoia) – E’ un disegnatore indonesiano e si chiama Atmaja Septa Miyosa il disegnatore 2026 più bugiardo al mondo. Ha vinto la 50esima edizione del Campionato italiano (e mondiale) della Bugia, che aveva come tema Pinocchio e i suoi amici, disegnando un Pinocchio che cerca di raggiungere la sua fatina in cima ad una torre scalando una montagna di nasi.
E’ il fiesolano Emilio Guazzone il disegnatore più bugiardo d'Italia: ha disegnato un bel Pinocchio che proietta la sua ombra sul muro dove sul naso di legno ha quella del grillo parlante.

Si chiama Alessandra Biagini, vive a Firenze la scrittrice più bugiarda. Sandro Veronesi ha selezionato la sua bugia da 1.800 battute che rivela come il burattino non sia retto dai fili invisibili ma che sia sempre stato Geppetto a guidarlo. Così a Le Piastre come bugiardo premiano lui anziché Pinocchio. Con il colpo di scena finale del burattino che dice al genitore: è andata: “allora del premio facciamo 50 e 50, come d’accordo”.
E’ Stefano Massini, un vivaista di Grosseto, il vincitore della gara radiofonica andata in onda ai microfoni di Radio Toscana, media partner del Campionato.
Sono questi i verdetti della 49esima edizione del Campionato italiano della Bugia, in attesa dell’incoronazione del raccontatore e del bimbo più bugiardi d’Italia, prevista a Le Piastre nel pomeriggio di domani, domenica 2 agosto.
Il Bugiardino d’argento per la grafica italiana è andato a Sergio Tessarolo di Bassano del Grappa, mentre il bronzo se lo aggiudicato Giordano Nerattini di Bologna.
L’argento internazionale è volato in Brasile premiando Carlos Amorim, mentre quello di bronzo se lo è aggiudicato l’iraniano Salar Eshratkhah.
Per tutto il resto c'è www.labugia.it



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