DEVILS ESCLUSI DAL SERRAVALLE ROCK: ESPLODE IL CASO POLITICO TRA ACCUSE DI BLASFEMIA E PRESSIONI SUL COMUNE
- andreaballi
- 2 giorni fa
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La band denuncia una campagna denigratoria della lista civica “Serravalle Civica” e pressioni del clero. Il sindaco li cancella per “ordine pubblico”. «Vicenda grottesca: il rock non si censura».

SERRAVALLE. La partecipazione dei Devils al Serravalle Rock, in programma il 1° agosto 2026 a Serravalle Pistoiese, si è trasformata in un caso politico e mediatico. La band, già ospite del festival nel 2024 senza alcuna contestazione, è stata esclusa dall’edizione di quest’anno dopo giorni di attacchi pubblici e pressioni istituzionali.
La band ha scelto di rispondere con un comunicato dai toni duri, definendo la vicenda «grottesca» e accusando gli oppositori di averli usati come materiale da campagna elettorale.
"Dopo l'annuncio della nostra partecipazione al Serravalle Rock, in programma il 1° agosto 2026 a Serravalle Pistoiese (PT), festival al quale avevamo già partecipato nel 2024 senza alcun tipo di problematica, una lista civica locale, Serravalle Civica, ha avviato, attraverso i social e la stampa, una campagna pubblica denigratoria contro la nostra presenza al festival, chiedendone l'annullamento con motivazioni deliranti legate alla presunta blasfemia dei nostri contenuti e ad altri argomenti di carattere morale che violerebbero lo statuto comunale e altre idiozie e isterismi del genere per "strumentalizzarci".
Nei giorni precedenti alla nostra cancellazione, secondo quanto ci è stato riferito dall’organizzatore del festival il sindaco ha continuato a ricevere pressioni da parte della lista civica e anche da esponenti del clero.
La motivazione ufficiale poi che ci è stata comunicata dall'organizzatore del festival è che il sindaco ha deciso di cancellare la nostra esibizione per motivi di ordine pubblico…
Qui trovate l’intera nota ufficiale del comune:
Abbiate pazienza, ma permetteteci ora due parole libere su tutta questa grottesca vicenda.
Al sindaco e al comune nemmeno ci degniamo di una replica perchè il triste comunicato si commenta da solo, non hanno avuto nemmeno il coraggio di nominarci nella loro nota ufficiale!

Per quanto riguarda questi baldi e solerti cittadini, molto civici e molti devoti... o forse molto più devoti al proprio partituccio che al proprio Dio, che hanno pensato bene di usarci come materiale da campagna elettorale, alimentando i più facili e beceri moralismi.
Sappiamo bene che ricorrere a questi miserevoli mezzucci rientra nel tragicomico mestiere di certi aspiranti politicanti da strapazzo, e ci fanno tanta ma tanta pena.
A questi zelanti custodi della morale e al suo manipolo di adepti cosi fedeli, che fedeli… vogliamo ribadire una cosa molto semplice.
I Devils ripugnano ogni forma di strumentalizzazione politica e demagogica, esattamente quanto qualsiasi forma di fanatismo e culto religioso.
Per quanto ci riguarda, l'arte è sovversione. La civiltà che vorreste imporre voi, invece, è repressione.
Non siamo noi i provocatori; semmai, ci interessa provocare noi stessi e le nostre coscienze.
Undici anni fa scegliemmo di attraversare il rock'n'roll passando per le visioni di Ken Russell e le pagine di Aldous Huxley, non per gusto dello scandalo: lo scandalo è l'occupazione preferita dei moralisti, non degli artisti.
Lo facemmo perché quelle storie parlavano di qualcosa che si ripete da secoli: della farsa di Dio attraverso il rapporto marcio e corrotto tra politica e religione, del fanatismo, del moralismo, della paura e dello spauracchio del diavolo, agitato per tenere ancora per le palle le popolazioni mondiali, e della necessità di trovare un colpevole da mettere "al rogo" quando qualcuno disturba l'ordine costituito.
Dopo undici anni e oltre settecento concerti sui palchi di mezzo mondo, è accaduto esattamente ciò che quelle opere raccontavano.
Nel 2026, in Italia, politica, moralismo e religione sono tornati a reclamare il privilegio di decidere ciò che l'arte debba essere e ciò che debba tacere.
Ci dispiace non poter suonare. Noi viviamo per questo.
Ma, allo stesso tempo, non possiamo fare a meno di provare anche un certo orgoglio. Se la nostra musica è ancora capace di mettere in discussione certi meccanismi di potere e certi rigurgiti moralistici, allora forse il rock'n'roll non è morto.
Il rock'n'roll non chiede permesso e non si lascia mettere il bavaglio. È nato per rompere gli schemi e dare voce a chi rifiuta ogni censura. Da musicisti difendiamo la libertà di esprimerci contro chiunque voglia piegare la musica a ideologie, politica o religione.
THE DEVILS
Gianni Blacula & Erika Switchblade



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