top of page

IMPIANTO DI INCENERIMENTO DI MONTALE: LA POSIZIONE DI SINISTRA ITALIANA-CIRCOLO M. HACK DI PESCIA

  • andreaballi
  • 31 lug
  • Tempo di lettura: 5 min

Ecco il documento politico integrale


PESCIA. La politica deve guardare al futuro e al bene delle comunità. Per questo come Sinistra Italiana Circolo M. Hack Pescia, abbiamo analizzato la decisione dell’ATO Toscana Centro di potenziare (revamping) l’impianto di Montale fino a 100.000 tonnellate annue.

L’impianto ha avuto un ruolo nel sistema dei rifiuti, ma il suo potenziamento solleva forti criticità: impatto ambientale e emissioni, tecnologia non più avanzata, rischio di frenare riduzione e riciclo, incertezze sui costi futuri di smantellamento.

Condividiamo le posizioni di Eugenio Baronti: continuare su questa strada significa rafforzare un modello superato, lontano dall’economia circolare.

Il problema è anche politico: decisioni prese su larga scala rischiano di escludere i territori e le comunità locali.

Noi diciamo chiaramente: basta decisioni calate dall’alto, serve coinvolgimento reale dei cittadini; senza una strategia di uscita, investire ancora sugli inceneritori significa imboccare partecipazione reale dei territori; politiche concrete per ridurre i rifiuti.

La transizione ecologica non può essere solo uno slogan. Il futuro si costruisce con scelte coerenti, oggi.

Circolo “Margherita Hack” – Sinistra Italiana Pescia/Valdinievole

Segretario del Circolo

Gianpiero Del Prete


Documento politico sulla questione dell'impianto di incenerimento rifiuti di Montale.



La Politica dovrebbe essere il sistema che presiede all’organizzazione di una comunità legata a un territorio, coniugando valori e azioni, generalmente in una prospettiva di lungo periodo, individuando finalità e priorità necessarie al benessere della comunità stessa, del territorio e dell’ambiente.

Partendo da questo assunto, abbiamo analizzato la questione dell’impianto di gestione rifiuti situato nel Comune di Montale, classificato formalmente come “impianto di incenerimento” nei documenti regionali e definito dal gestore “termovalorizzatore” in quanto produce energia elettrica dalla combustione dei rifiuti.

Vogliamo commentare la recente decisione dell’Assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro che, con Deliberazione del 23.07.2026 n. 15/2026, ha approvato uno scenario gestionale definito “ottimizzato”, che prevede il revamping (ammodernamento) dell’impianto con aumento della capacità fino a circa 100.000 tonnellate annue.

L’impianto di Montale, attivo dal 1978 e più volte ammodernato, continua a svolgere un ruolo nel sistema di gestione dei rifiuti: pur contribuendo alla riduzione del ricorso alla discarica e alla chiusura del ciclo, tuttavia, il progetto del suo potenziamento solleva alcune criticità rilevanti: l’impatto ambientale legato alle emissioni, la distanza tecnologica rispetto agli impianti più avanzati e il rischio di rallentare le politiche di riduzione e riciclo dei rifiuti.

Restano inoltre elementi di incertezza sui costi futuri di dismissione e bonifica, che in casi analoghi possono essere molto elevati e per i quali non risultano sempre disponibili informazioni pubbliche complete circa le risorse accantonate.

In questo contesto si inseriscono anche le posizioni espresse da Eugenio Baronti di Sinistra Italiana, che ha definito il revamping dell’impianto di Montale e le prospettive legate a nuove soluzioni come l’ossicombustione come scelte “intollerabili”, denunciando il rischio di perpetuare un modello impiantistico superato e in contrasto con gli obiettivi dell’economia circolare. Baronti evidenzia come queste decisioni vadano nella direzione opposta rispetto alla riduzione dei rifiuti, al riuso e al riciclo, rafforzando invece una dipendenza strutturale dall’incenerimento.

Il nostro circolo di Sinistra Italiana Pescia e Valdinievole condivide pienamente queste critiche e ritiene che rappresentino un richiamo politico chiaro alla necessità di cambiare paradigma nella gestione dei rifiuti in Toscana.

Da questo quadro emergono alcune considerazioni politiche che il nostro circolo di Sinistra Italiana vuole fare in aggiunta alle criticità sopra evidenziate.

La progressiva evoluzione degli ambiti territoriali ottimali in Toscana ha portato a sistemi sempre più ampi, fino all’attuale ATO Toscana Centro che comprende i territori delle province di Firenze, Prato e Pistoia.


Questo ha consentito economie di scala e una pianificazione integrata, ma ha anche comportato che le decisioni strategiche, in particolare sulla localizzazione degli impianti, siano adottate a maggioranza, riducendo il peso delle comunità locali direttamente interessate.

Questo elemento risulta particolarmente critico se associato a un coinvolgimento insufficiente delle comunità nei processi decisionali. L’ATO, pur svolgendo un ruolo tecnico-amministrativo rilevante, dispone di risorse limitate e necessita di una collaborazione strutturata con i Comuni e con i territori coinvolti.

È necessario, secondo Sinistra Italiana Pescia e Valdinievole, soprattutto un coinvolgimento reale e consapevole delle comunità e della politica locale fin dalle fasi iniziali di progettazione, evitando dinamiche decisionali calate dall’alto o giustificate esclusivamente dall’urgenza.

Questa modalità decisionale, già osservata e fatta notare dal nostro Circolo, in altri ambiti come Sanità, accorpamenti nella Scuola e privatizzazioni di servizi pubblici, rappresenta un limite strutturale della governance territoriale. La logica delle decisioni "a babbo morto" non ci appartiene ed è contraria alla Politica come sistema di scelte a lungo termine non legate alla mera gestione delle contingenze.

In una scelta così rilevante come il nuovo piano d’ambito dei rifiuti, sarebbe stato necessario un ruolo più attivo e propositivo delle forze politiche locali, orientato a superare progressivamente il ricorso all’incenerimento, coerentemente con i principi dell’economia circolare.

La politica non può limitarsi alla gestione dell’emergenza, ma deve programmare il futuro con una visione di lungo periodo, non subordinata al ciclo elettorale.

Le considerazioni del Sindaco di Montale, circa la difficoltà di mantenere gli ideali quando poi ci si và a scontrare con la realtà da amministrare, sono talmente vere quanto ovvie: i partiti politici che sostengono i sindaci alle amministrative devono avere una visione uniforme dei problemi e non diversa a seconda delle circostanze locali.

La gestione integrata dei rifiuti deve prevedere anche l’incenerimento, ma come soluzione residuale, finalizzata alla riduzione della discarica. Tuttavia, il potenziamento di un impianto comporta inevitabilmente la necessità di garantirne l’alimentazione, rendendo difficile considerarlo realmente residuale.

Per questo è fondamentale accompagnare ogni scelta con una strategia di uscita, inclusa la previsione delle risorse per la dismissione e la bonifica. Le incertezze attuali su questi aspetti evidenziano, a nostro avviso, criticità nella programmazione: l'aver intrapreso una strada come quella dell'incenerimento, addirittura andando ora in direzione di un raddoppio della capacità dell'impianto senza prevedere una via di uscita è come imboccare un vicolo cieco e prefigura una responsabilità politica per dolo o colpa grave!

Infine, emerge un problema più generale: la necessità di rafforzare le competenze tecniche, amministrative ed economico-finanziarie della politica, per governare sistemi complessi e interagire efficacemente con soggetti gestori e operatori economici, i cui obiettivi non coincidono necessariamente con l’interesse pubblico, e che invece sono molto preparati in questi ambiti per perseguire efficacemente i propri interessi privati e di profitto.

Per questo chiediamo:

- maggiore trasparenza sia sul reale impatto ambientale sia sui costi futuri di dismissione e bonifica;

- un coinvolgimento reale delle comunità e delle amministrazioni locali nei processi decisionali;

- una pianificazione coerente con gli obiettivi dell’economia circolare, che riduca progressivamente il ricorso all’incenerimento.

In particolare chiediamo un immediato intervento di tutte le forze progressiste affinché di adoperino nelle sedi opportune per correggere, per quanto possibile, il nuovo Piano d'Ambito prima della sua prossima approvazione.

Come Sinistra Italiana Pescia riteniamo che la transizione ecologica non possa essere solo dichiarata, ma debba tradursi in scelte coerenti e lungimiranti.

Il futuro dei nostri territori non può essere deciso “a valle” delle emergenze, ma costruito “a monte”, con responsabilità, competenza e partecipazione.


Circolo “Margherita Hack” – Sinistra Italiana Pescia/Valdinievole

In persona del Segretario del Circolo

Gianpiero Del Prete

Commenti


bottom of page