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L' INCENERITORE DI MONTALE DEVE CHIUDERE: DOPO 50 ANNI BASTA COMPROMESSI

  • andreaballi
  • 27 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Un sindaco che avalla il raddoppio dell’impianto tradisce una comunità che per mezzo secolo ha pagato il prezzo dell’inquinamento. Futuro Nazionale Montale chiede un referendum consultivo e la fine definitiva della “pattumiera della Toscana”


MONTALE. L'inceneritore di Montale, dopo 50 anni, deve chiudere senza "se" e senza "ma". Vedere un sindaco che — dopo tutto ciò che questa popolazione ha subito in questi cinquant'anni — non solo non prende le difese dei cittadini, ma addirittura ne avalla il raddoppio, dimostra che questa persona non lavora certamente per il bene della sua comunità.

Ci lasciamo alle spalle anni di inquinamento ambientale e dei terreni circostanti. A questo proposito, presentai anni fa una mozione in Consiglio Comunale a cui avrebbero dovuto seguire dei carotaggi del terreno, ma della quale non ho più avuto notizie. Montale e i montalesi hanno bisogno di respirare.

Per il nuovo impianto dovrà essere individuato un altro sito: la Regione Toscana, incapace di creare un ciclo dei rifiuti al passo con i tempi, vuole scaricare sui soliti cittadini un problema dell'intera regione.

MONTALE PATTUMIERA DELLA TOSCANA: questo accade perché sanno di trovare tre Comuni proprietari finora compiacenti, visto che anche il Comune di Agliana ha votato la proroga nel 2023 e per adesso si è astenuto sul revamping.

Futuro Nazionale Montale chiede a gran voce un referendum consultivo sulla chiusura e non riapertura dell'impianto. Se il referendum dovesse decretarne la chiusura, il sindaco dovrà ascoltare il popolo; in caso contrario, dovrà essere sfiduciato in Consiglio Comunale.

Futuro Nazionale, anche in questa battaglia, sta dalla parte della gente e non di chi vuole trasformare i cittadini in sudditi.


Futuro Nazionale – Montale Il referente Franco Vannucci

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