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MANIFESTAZIONE CONTRO DON BIANCALANI DAVANTI ALLA CURIA: POCHE DECINE DI PERSONE, IL SACERDOTE REPLICA ALLE ACCUSE

  • andreaballi
  • 18 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Presidio promosso dal Comitato dei residenti di Ramini, ma il vescovo non riceve i manifestanti. Don Biancalani denuncia “strumentalizzazioni politiche” e rivendica il proprio impegno pastorale.


PISTOIA – Si è svolta questa mattina, davanti alla Curia vescovile, la manifestazione annunciata dal Comitato dei residenti di Ramini contro don Massimo Biancalani, sacerdote da anni al centro di polemiche per la gestione dell’accoglienza a Vicofaro e per il suo stile pastorale. Al presidio hanno partecipato circa quaranta persone, secondo quanto riferito dagli stessi organizzatori.

Il gruppo, composto da un nucleo di residenti della frazione e da altri sostenitori provenienti da Pistoia, ha esposto cartelli e slogan chiedendo un “vero parroco” e contestando l’operato del sacerdote. Tra i presenti anche esponenti politici locali, in particolare dell’area di Fratelli d’Italia.


Il vescovo non riceve il comitato


Secondo quanto emerso, il vescovo Fausto Tardelli non ha ricevuto i manifestanti. Una scelta che, secondo fonti vicine alla Curia, potrebbe essere legata al fatto che non sarebbero stati riconosciuti come parrocchiani della comunità di Ramini o, più probabilmente, alla volontà di non dare un riconoscimento istituzionale a un comitato guidato da un presidente che è anche candidato alle prossime elezioni comunali nelle liste di Fratelli d’Italia.

Una decisione che molti osservatori locali interpretano come un segnale di prudenza da parte della diocesi, per evitare che la vicenda assuma una connotazione apertamente politica.


La replica di don Massimo Biancalani


Poco dopo la manifestazione, don Massimo Biancalani ha diffuso un lungo messaggio in cui contesta duramente l’iniziativa e le accuse rivoltegli.

«I media stanno dando un grande risalto a questa manifestazione contro di me… Dieci persone di Ramini, il resto (30) di Pistoia e esponenti di Fratelli d’Italia», scrive il sacerdote, che definisce l’evento «una strumentalizzazione in chiave elettorale partitica di bassissimo profilo».

Biancalani afferma di aver visto «un filmato dai contenuti falsi e diffamatori» e critica l’atteggiamento di «persone mai viste in chiesa che si presentano ora tutte devote contro di me falso prete! Loro ora sanno come si fa il prete, miserie umane».

Il sacerdote rivendica poi la propria missione pastorale: «Comunque, non mi smuovono: sono a Vicofaro e a Ramini, porto avanti la mia pastorale di testimonianza evangelica, sono lì per tutti come è sempre stato, a partire dai poveri in cui dobbiamo vedere Cristo. Ringrazio i tantissimi volontari di Vicofaro e di Ramini che rendono possibile questo miracolo di solidarietà. Non abbiamo paura, non ci lasciamo intimidire… avanti con gioia (Mt 5)».

Infine, un messaggio diretto ai giovani ospiti delle strutture di accoglienza: «Ai ragazzi accolti, tranquilli: Ramini, Vicofaro, Pistoia non sono quella roba lì e anche voi siete chiesa con noi. Siamo tutti fratelli e sorelle».


Un clima che resta teso


La manifestazione di oggi rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che da anni divide la comunità pistoiese. Da un lato, chi contesta la gestione dell’accoglienza e chiede un cambio di rotta; dall’altro, chi sostiene il sacerdote e il suo impegno verso le persone più fragili.

La Curia, per ora, mantiene una posizione di riserbo. Ma la mancata ricezione dei manifestanti sembra indicare la volontà di non alimentare ulteriormente una polemica che, a poche settimane dalle elezioni, rischia di assumere contorni sempre più politici.

 

 

 

 

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