PAPERETTI (NOI PER MONTALE): "LA POLITICA DEVE AVERE IL CORAGGIO DELL' EMPATIA"
- andreaballi
- 5 giorni fa
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Duro attacco dell’opposizione sulla mancata adesione del Comune di Montale alla piattaforma nazionale CUDE per la mobilità dei disabili. Sotto accusa anche lo stato di marciapiedi e piazze.

MONTALE. Le risposte fornite dall’assessore Guazzini durante il Consiglio Comunale del 25 giugno scorso lasciano profondamente insoddisfatti, sia come rappresentanti delle istituzioni sia come cittadini. A dichiararlo in un comunicato ufficiale denso di fermezza è il consigliere Michael Paperetti, a nome del Gruppo Consiliare Noi per Montale, sollevando un caso politico e sociale che mette al centro i diritti delle persone con disabilità.
Apprendere che il Comune di Montale non ha ancora aderito a uno strumento fondamentale come la Piattaforma Unica Nazionale Informatica delle targhe associate al Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE) equivale, secondo il consigliere, ad ammettere che il territorio è rimasto indietro e che questa amministrazione ha smarrito il senso della priorità politica e della cura verso i più fragili.
«La mobilità delle persone con disabilità — si legge nell'intervento di Paperetti — non è un “premio” da concedere o un capitolo burocratico da rinviare: è un diritto fondamentale tutelato dall’articolo 3 della nostra Costituzione, oltreché dall’articolo 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Mentre realtà vicine, a partire da Agliana, Quarrata, Montemurlo e Pistoia, offrono già questo servizio, abbattendo barriere e garantendo dignità e autonomia, a Montale si costringono ancora i cittadini e le loro famiglie a faticose e anacronistiche comunicazioni preventive per non essere sanzionati». Un ritardo che viene definito senza mezzi termini come "ingiustificabile", oltreché una "discriminazione territoriale inaccettabile".
Il nodo della questione si sposta poi sulla natura stessa dell'infrastruttura informatica. La Piattaforma Nazionale non è infatti un optional sperimentale da sottoporre a infiniti e fumosi "approfondimenti tecnici": si tratta di uno strumento operativo istituito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, regolato dal Decreto Ministeriale del 5 luglio 2021.
«Non c'è nulla da inventare o da studiare — incalza il consigliere di opposizione —; c’è solo da manifestare una chiara volontà politica, esattamente come hanno fatto altri Enti comunali con efficienza e prontezza. Dietro le delibere, i codici univoci e i portali informatici, ci sono persone reali. Ci sono genitori, figli, anziani che chiedono solo di poter circolare liberamente, senza l'ansia di dover avvisare ogni singola amministrazione».
A lasciare ancora più amareggiata la compagine di Noi per Montale è la totale vaghezza della risposta della Giunta riguardo alle “ulteriori iniziative da intraprendere per agevolare l’inclusione e la mobilità delle persone con disabilità sul territorio comunale”, punto che era stato espressamente richiesto al quesito numero 6 dell’interpellanza.
L'atto di accusa si estende così allo stato delle infrastrutture urbane. Viene denunciato come la maggior parte dei marciapiedi del centro e delle frazioni sia pericolante, sconnessa e totalmente inadatta non solo ai portatori di disabilità, ma persino al transito dei passeggini, trasformando ogni camminata in un percorso a ostacoli rischioso per l'incolumità pubblica. A questo quadro si aggiungerebbe la totale mancanza di visione inclusiva nella progettazione degli spazi comuni: all’interno di Piazza Matteotti, infatti, non è stato previsto alcun camminamento tattile o percorso LOGES per i non vedenti, isolando di fatto chi ha deficit visivi dal cuore della vita sociale del paese.
«Davanti alla disabilità, i “valuteremo” e i “faremo" privi di tempistiche certe si traducono nel calpestare i principi di sussidiarietà e solidarietà sociale — conclude Michael Paperetti. Questo immobilismo confina ingiustamente i cittadini montalesi con disabilità a una condizione di svantaggio e di grave limitazione negli spostamenti extra-comunali rispetto ai loro vicini di casa. È come dire a chi vive su una sedia a rotelle o ha gravi difficoltà motorie che i propri diritti possono aspettare i tempi comodi della vostra Giunta».
L'affondo finale mette in dubbio l'operato complessivo dell'amministrazione: se la Giunta non possiede la sensibilità o la capacità tecnica di implementare persino un servizio digitale a costo zero e già normato a livello ministeriale, sorge spontaneo il dubbio su come poter credere alle promesse su interventi strutturali ben più complessi. L'opposizione avverte che il tema non verrà chiuso in un cassetto e pretende una svolta immediata. «Dinanzi a simili priorità, la burocrazia ha il dovere di fermarsi per cedere il passo alla civiltà, perché l’inclusione non si misura con i proclami, ma con gli atti concreti».



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