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peste suina africana. LA PROVINCIA DI PRATO FA MURO: “SERVE UNA DIGA CONTRO L' AVANZAMENTO DELLA MALATTIA”

  • andreaballi
  • 31 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Riunione operativa a Prato con Comuni, Asl, Regione e associazioni di categoria. Priorità: adeguamento di case di caccia e centri di sosta, comunicazione uniforme e rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti.


PRATO. La Provincia di Prato chiama a raccolta istituzioni, tecnici e associazioni per fronteggiare l’emergenza peste suina africana. Dal 21 luglio i Comuni di Prato, Montemurlo, Vaiano, Vernio e Cantagallo sono stati inseriti in Zona di Restrizione 1 (R1), una classificazione preventiva scattata dopo i casi registrati nel pistoiese. La misura comporta lo stop alla normale caccia al cinghiale e l’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza.

Per fare chiarezza sulla situazione e definire le azioni immediate, il presidente della Provincia, Simone Calamai, con il supporto della polizia provinciale guidata dal comandante Michele Pellegrini, ha promosso una riunione operativa nel salone del consiglio provinciale. Presenti i rappresentanti dei Comuni, i veterinari della Usl Toscana Centro, i funzionari della Regione Toscana, le associazioni degli agricoltori, degli allevatori e dei cacciatori.

Calamai ha ribadito la necessità di “fare diga contro l’avanzamento della malattia”, obiettivo condiviso da tutti i sindaci: evitare il passaggio a livelli di restrizione superiori e mantenere lo stato attuale. Fondamentale, secondo il presidente, è anche informare i cittadini: “Se nel bosco si trova la carcassa di un animale morto, avvertire subito le autorità competenti. Serve una comunicazione omogenea a livello regionale”.


Adeguamento delle strutture venatorie

Tra i temi centrali dell’incontro, l’adeguamento delle case di caccia e dei centri di sosta e raccolta, indispensabile per consentire ai cacciatori di operare in sicurezza nelle attività di contenimento dei cinghiali. I Comuni hanno chiesto ad Asl e Regione indicazioni tecniche precise sui requisiti strutturali, così da poter individuare rapidamente nuovi spazi idonei.


Comunicazione e consapevolezza dei cittadini

La Provincia chiede una regia unica regionale per una comunicazione chiara e coordinata, con cartellonistica dedicata nelle aree boschive. “Chi frequenta i boschi per passeggiate o raccolta di funghi deve conoscere i rischi e sapere come comportarsi”, ha sottolineato Calamai.


Biosicurezza negli allevamenti

Massima attenzione anche alla tutela degli allevamenti suini, settore che rappresenta una quota significativa del Pil nazionale. “L’infezione è una minaccia gravissima per il tessuto economico locale. Occorre un confronto costante con le realtà zootecniche per rafforzare le misure di biosicurezza”, ha aggiunto il presidente.


Una sinergia stabile tra enti

La riunione si è conclusa con l’impegno della Provincia e dei Comuni a proseguire con incontri periodici di monitoraggio. “L’obiettivo comune è permettere alle squadre di caccia di operare nel rispetto delle norme sanitarie, tutelare gli allevamenti e difendere il territorio attraverso una sinergia costante tra enti locali, Asl, Regione e associazioni di categoria”, ha concluso Calamai.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle associazioni venatorie e ai cacciatori per il lavoro di contenimento svolto a titolo gratuito e per la collaborazione dimostrata in questa fase delicata.

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