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PISTOIA CELEBRA IL 25 APRILE: “LA LIBERTA' E' UN PATRIMONIO COMUNE DA CUSTODIRE OGNI GIORNO”

  • andreaballi
  • 25 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

In piazza della Resistenza la cerimonia istituzionale per l’81° anniversario della Liberazione. Il sindaco f.f. Anna Maria Celesti: “La democrazia è la cura contro ogni totalitarismo. Siamo eredi di una storia che ci chiede di essere all’altezza”.


PISTOIA — Si è svolta questa mattina, 25 aprile, la cerimonia istituzionale per l’81° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, davanti al Monumento ai Caduti di piazza della Resistenza.

Alla presenza delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’arma, dell’ANPI, dei membri del Cudir e di numerosi cittadini, la città ha reso omaggio a quanti sacrificarono la propria vita per restituire all’Italia la libertà e la democrazia.

Dopo l’alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro, ha preso la parola il sindaco facente funzioni Anna Maria Celesti, che ha pronunciato un discorso ampio e fortemente incentrato sul valore della memoria, sulla responsabilità civile e sulla fragilità della democrazia.

Celesti ha aperto il suo intervento ringraziando le istituzioni e i cittadini presenti, sottolineando come il 25 aprile rappresenti “un punto di svolta della nostra storia, il giorno in cui l’Italia ritrovò se stessa dopo vent’anni di dittatura, violenze, persecuzioni e guerra ai civili”.

Ha ricordato che ottantuno anni fa il Paese “uscì dall’oscurità”, liberandosi dall’occupazione nazista e dal fascismo, e soprattutto scelse di rinascere, abbracciando democrazia, pace, convivenza civile e repubblica.

Celesti ha insistito sulla necessità di difendere la verità storica:

“La storia non si riscrive e non si piega alle convenienze del presente. Senza il 25 aprile nessuno di noi potrebbe godere delle libertà che oggi consideriamo naturali”.

La Toscana e Pistoia, ha ricordato, furono terre profondamente segnate dalla ferocia nazifascista: rastrellamenti, deportazioni, rappresaglie, famiglie spezzate. Ha citato gli eccidi di piazza San Lorenzo e della Fortezza Santa Barbara, il silenzio dei deportati partiti dalla stazione pistoiese, il coraggio dei giovani saliti in montagna e delle donne che fecero da staffette.

Il sindaco f.f. ha reso omaggio ai partigiani, alle staffette, ai militari che rifiutarono la Repubblica di Salò, ai deportati e agli internati, ma anche alla Resistenza civile, fatta di gesti silenziosi di protezione e solidarietà.

“La Resistenza non è stata soltanto una lotta armata: è stata una scelta morale, una presa di coscienza collettiva. È lì che il nostro Paese ha ritrovato se stesso”.

Celesti ha poi richiamato i valori che ancora oggi tengono insieme la comunità: libertà, dignità umana, solidarietà, amore autentico per la Patria, lontano da ogni nazionalismo e da ogni deriva d’odio.

Il discorso ha assunto toni particolarmente attuali quando Celesti ha ricordato che nel mondo di oggi guerre, autoritarismi e violazioni dei diritti fondamentali sono ancora realtà diffuse.

“La libertà è preziosa e fragile. Darla per scontata sarebbe un errore imperdonabile”.

Ha definito il fascismo e ogni totalitarismo “una malattia della democrazia”, che può riemergere quando si dimentica o si abbassano le difese, e ha indicato nella partecipazione democratica la cura più efficace.

Una parte centrale del discorso è stata dedicata ai giovani, invitati a non considerare il 25 aprile come un capitolo lontano, ma come un’eredità viva:

“È un invito a non essere indifferenti, a non voltarsi dall’altra parte, a non accettare mai che qualcuno venga discriminato, escluso, umiliato”.

Celesti ha definito il 25 aprile anche “una festa”, fatta di gesti semplici, un giorno in cui dire con forza: “Viva la libertà”. Nelle battute finali, il sindaco f.f. ha ribadito l’identità civile della città:

“Pistoia è una città che si riconosce nei valori della Costituzione. Una città che sa che la libertà si costruisce ogni giorno: nelle scuole, nel lavoro, nella solidarietà, nella partecipazione”.

E ha concluso con un triplice omaggio:

“Viva la Liberazione. Viva l’Italia. Viva Pistoia. Grazie a chi ci ha liberato.”

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