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PISTOIA PERDE FRANCESCO GELLI, MAESTRO DELLA GASTRONOMIA CITTADINA E VOLTO STORICO DELLA SUA ROSTICCERIA

  • andreaballi
  • 7 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Dalla bottega in via dell’Anguillara al celebre locale di Corso Gramsci, una vita dedicata alla cucina e alla comunità. Centinaia di messaggi ricordano professionalità, gentilezza e un pezzo di storia pistoiese che se ne va.


PISTOIA. La città di Pistoia saluta con commozione Francesco Gelli, figura simbolo della sua tradizione gastronomica e anima della storica rosticceria di Corso Gramsci. La notizia della sua scomparsa avvenuta nella mattinata di domenica 9 agosto ha generato un’ondata di affetto: il post pubblicato dalla famiglia – “Questa mattina ci ha lasciato Francesco, buon viaggio babbo…” – ha raccolto in poche ore centinaia di messaggi di cordoglio, testimonianza di un legame profondo e radicato.

La Rosticceria Gelli è stata per decenni un punto di riferimento: gastronomia, tavola calda, luogo ideale per la merenda e per rinfrancare lo stomaco. Generazioni di pistoiesi sono cresciute con le sue focacce calde, la mortadella “che ci sta tanto bene”, i bocconcini di pasta fritta leggeri come piume, la pizza lievitata come si deve, con il pomodoro buono e la mozzarella filante.

Una cucina che non ha mai tradito la sua serietà: ingredienti scelti con cura, lavorazioni familiari, rispetto assoluto delle ricette. Se un piatto richiede il soffritto, lo si fa, era il suo principio.

La storia professionale di Francesco è quella di un uomo che si è fatto da sé, mosso dalla passione più che dalla tradizione familiare. Garzone di bottega, esperto di formaggi, perfino barista, fino all’estate del 1959 quando, da giugno a settembre, gestì l’Alimentari di David a Sanmommè, allora vivace località di villeggiatura.


Al termine della stagione tornò a Pistoia e aprì la sua prima bottega in via dell’Anguillara, stretta e lunga, nel cuore della città: un bancone con formaggi, salumi, salse fresche, cioccolata da tagliare a fette e tutto ciò che serviva per cucinare.

Con l’arrivo dei figli nacque il desiderio di crescere. Francesco acquisì il locale accanto, affacciato su Corso Gramsci, dando vita alla rosticceria che sarebbe diventata un’istituzione cittadina.

Oggi la rosticceria è una realtà familiare: Francesco era affiancato da sua moglie, i tre figli e le persone che hanno scelto di lavorare con lui. In cucina Franco, figlio sperimentatore e curioso, affiancato da Ida, preziosa suggeritrice di ricette.

La comunità pistoiese, colpita dalla sua scomparsa, ha voluto ricordarlo con parole semplici e sincere. Ma sono i ricordi personali a delineare il ritratto più autentico.

Molti sottolineano la sua professionalità e il ruolo centrale nella tradizione gastronomica cittadina: “Il numero uno della gentilezza e professionalità” scrive Franco Di Pietro; “Icona per la città di Pistoia” lo definisce Gianluca Romiti; “Un maestro per tutti nel settore gastronomico” ricorda Pierfrancesco Mazzetti.

Non mancano le testimonianze di vita quotidiana: “Si va da Francesco e si decide lì!” racconta Gianluca Zoppi; “Ero piccola quando mia mamma mi portava da Francesco…” ricorda Tiziana Bovani. E in molti, come Massimo Chirimischi, sottolineano che con la sua scomparsa “se ne va un altro pezzo di storia pistoiese”. L’ultimo saluto di Valter Fusario racchiude il sentimento comune: “Bella persona, sempre gentile e molto professionale. Ciao Francesco, riposa in pace.”

Pistoia perde così non solo un ristoratore, ma un custode di sapori, tradizioni e umanità. Un uomo che ha trasformato una bottega in un luogo di memoria collettiva, dove il cibo era cura, accoglienza e identità.

L’eredità di Francesco Gelli continuerà a vivere nei suoi piatti, nei suoi insegnamenti e nei ricordi di chi, almeno una volta, si è seduto al suo bancone.

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