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PRATO BLINDATA PER TRE MANIFESTAZIONI CONTRAPPOSTE

  • andreaballi
  • 7 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

Presidio di “Remigrazione e Riconquista” spostato in piazza Ciardi. In centro la risposta antifascista riempie piazza delle Carceri e piazza Duomo. Nessuno scontro, tensione alta per tutta la giornata



PRATO. [a.b.] Prato ha vissuto oggi una delle sue giornate più delicate degli ultimi anni, con tre manifestazioni ravvicinate che hanno richiesto un imponente dispiegamento di forze dell’ordine e la chiusura di ampie porzioni del centro storico.

Il presidio del Comitato “Remigrazione e Riconquista”, inizialmente autorizzato in piazza Europa, è stato spostato all’ultimo momento in piazza Ciardi dopo che l’area era stata occupata da Sudd Cobas e dai lavoratori in protesta. Nel nuovo spazio assegnato, il gruppo ha portato avanti il proprio appuntamento con bandiere tricolori e slogan identitari, denunciando “pressioni politiche” e rivendicando il diritto alla piazza.


A poche centinaia di metri, la risposta della città democratica ha riempito piazza delle Carceri, dove si è svolta la manifestazione “Mai più fascismi”. Una lunga bandiera della pace ha attraversato la piazza, affollata da associazioni, sindacati, partiti, cittadini e rappresentanti istituzionali, tra cui il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Al centro degli interventi, la difesa della Costituzione e il richiamo alla memoria degli scioperi del marzo 1944 e dei 133 pratesi deportati.

In piazza Duomo, intanto, il sindacato Sudd Cobas ha tenuto un presidio autonomo dedicato alle condizioni dei lavoratori sfruttati, con interventi e testimonianze che hanno richiamato un pubblico numeroso e partecipe.

La Prefettura aveva predisposto un piano di sicurezza straordinario, con pattuglie, transenne, reparti mobili ed elicottero in sorvolo.

Nonostante la forte contrapposizione simbolica e politica, la giornata si è conclusa senza scontri, con un clima teso ma controllato.

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