SAN MARCELLO SALUTA NICOLA: IL PAESE SI STRINGE NEL RICORDO DI UNA PRESENZA GENTILE E INCONFONDIBILE
- andreaballi
- 11 ago
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La comunità piange la scomparsa di Nicola Taioli, un "ex ragazzo" di 63 anni, figura amatissima e riconoscibile per i suoi saluti personalizzati, le passeggiate quotidiane e la simpatia che lo aveva reso parte del paesaggio umano del paese. Decine i messaggi di affetto: “Ci conoscevi tutti per nome”

SAN MARCELLO. A San Marcello il nome di Nicola Taioli era un piccolo rito quotidiano. Era un ex "ragazzo" (63 anni) molto noto in paese e molto benvenuto. Stava sempre a giro. Tutti lo chiamavamo, con affetto, con il suo nome di battesimo.
Aveva, fin da bambino, una lieve disabilità intellettiva che lo rendeva diverso ma nello stesso tempo «speciale» rispettato e benvoluto.
Lo racconta Chiara Marcacci, una delle prime a condividere il suo ricordo: “Passavi e salutavi, gironzolavi, ormai sapevo dove trovarti sulla tarda mattinata. ‘Chiaraaa’, e io ‘Ciao Nicola’. Eri sempre più al risparmio di parole, eppure la tua presenza, seppur silenziosa, mancherà tanto”.
Un saluto che non era mai frettoloso, mai impersonale: Nicola si fermava, guardava negli occhi, pronunciava il nome di ciascuno con cura. Un gesto semplice, ma che per molti significava sentirsi a casa.
Parole di stima e di affetto arrivano anche da Mauro Banchini che sulla sua «Trebisonda» scrive; «Ciao, Nicola. Il nostro paese, la nostra comunità, non sarà più uguale ora che ci hai lasciato. Qualcuno ti definiva "il nostro angelo". E non era lontano dal vero. Da dove adesso sei, vedi di metterci una parolina buona. Uno buono e semplice come te, a cui tutti volevamo bene, certo può farlo. Grazie.»
Un personaggio del paese
Nicola era conosciuto da tutti, da generazioni. Lo ricorda con affetto anche chi lo aveva visto negli anni più vivaci della sua giovinezza. Un episodio raccontato da Chiara restituisce la sua spontaneità: “Tanti anni fa andava con Fabiano Fattorini sulla macchinina con l’altoparlante a pubblicizzare le serate. Un giorno chiese di poter fare lui l’annuncio. Fabiano acconsentì. Così, tutto orgoglioso: ‘Signore e signori, venite stasera al Maeba… al Maeba tutti IGNUDIIIII!’”.
Un ricordo che ha fatto sorridere molti, perché Nicola era così: gentile, spontaneo, mai eccessivo, capace di strappare una risata senza volerlo davvero.
Una comunità che si riconosce nel suo saluto

I commenti arrivati in queste ore raccontano un affetto diffuso e sincero.
“Le tue passeggiate ma,ncheranno a tanti”, scrive Maria Luisa Tuzzi. “Il tuo saluto era un sentirsi a casa”, aggiunge Silvana Falso. “Mi mancheranno le tue battute, mai fuori luogo”, ricorda invece Adriana Pagliai. “Lo conoscevo da quando ero bambina, tutti lo conoscevano”, dice Barbara Bizzarri.
Molti rivolgono un pensiero alla famiglia, alla mamma Carla e alla sorella Susanna, abbracciate virtualmente da decine di messaggi.
Un vuoto che si sentirà
Nicola non aveva nemici, dicono in tanti. Salutava tutti, indistintamente. Aveva un affetto particolare per i ragazzi della Croce Rossa, come ricorda Leila Ancillotti, e un modo tutto suo di far sentire la propria presenza senza mai essere invadente.
“Chissà chi ce li farà adesso quei saluti scandendo bene il tuo nome”, scrive qualcuno. Una frase che racchiude il senso di questa perdita: Nicola era parte del ritmo del paese, un volto che non si dimenticava, una voce che si riconosceva da lontano.
Un ultimo saluto
San Marcello lo saluta così: con affetto, con un sorriso, con la nostalgia di un gesto semplice che non tornerà più. “Buon viaggio Nicola — scrivono in molti — ci mancherai”.



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