“SI PRESUME CHE GLI AMMINISTRATORI CONOSCANO LE REGOLE DELLA PA, MA A SERRAVALLE E' MEGLIO NON PRESUMERE NULLA”
- andreaballi
- 30 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Serravalle Civica: Vettori e Gargini contestano l’obbligo di presenza di assessori e funzionari nelle commissioni, ma il regolamento comunale li smentisce.

SERRAVALLE PISTOIESE – Scoppia la polemica in Consiglio comunale dopo la seduta del 27 maggio scorso, quando i consiglieri Benedetta Vettori e Alessio Gargini hanno sostenuto che assessori e funzionari non sarebbero tenuti a partecipare alle riunioni delle commissioni consiliari permanenti. Una posizione che ha immediatamente sollevato critiche, soprattutto perché in contrasto con quanto stabilito dal regolamento comunale.
Il testo attualmente in vigore, infatti, parla chiaro. L’articolo 4, comma 3, stabilisce che “nel caso che la commissione lo ritenga opportuno alle riunioni possono essere invitati il Sindaco, gli Assessori, i Capigruppo nonché funzionari, dipendenti dell'Ente ed eventuali soggetti esterni, che hanno diritto alla verbalizzazione dei propri interventi al pari dei componenti effettivi”. Una norma semplice, presente in forme analoghe nella quasi totalità dei comuni italiani, e che definisce con precisione il ruolo degli organi politici e tecnici all’interno delle commissioni.
Da qui la critica di Serravalle Civica: come è possibile che amministratori con anni di esperienza alle spalle ignorino regole così basilari? Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un problema di competenza istituzionale. “Chi intende amministrare un Comune – è stato osservato – dovrebbe almeno conoscere le sue carte fondamentali e rispettare le norme che regolano il funzionamento degli organi istituzionali”.
L’episodio ha lasciato perplessi molti presenti, soprattutto per la sicurezza con cui le affermazioni sono state sostenute, nonostante il richiamo puntuale al regolamento. Una leggerezza che, secondo Serravalle Civica risulta “inammissibile e inaccettabile”, perché mina la credibilità dell’azione amministrativa e rischia di creare confusione sul corretto funzionamento degli organi consiliari.
La vicenda riaccende così il dibattito sulla preparazione e sulla consapevolezza normativa della classe dirigente locale, un tema che a Serravalle sembra destinato a far discutere ancora.



Commenti