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STEFANO GIOVANNETTI FIRMA L'IMPRESA A BOSTON: 2h57’33 NELLA MARATONA PIU' ICONICA DEL MONDO

  • andreaballi
  • 21 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 23 apr

Per il runner quarratino è la nona maratona, la terza Major e la prima oltreoceano. «Questa è la mia maratona»


Il quarratino Stefano Giovannetti
Il quarratino Stefano Giovannetti

BOSTON / QUARRATA. [a.b.] Con un tempo straordinario di 2h57’33 e un passo medio di 4’12/km, il quarratino Stefano Giovannetti ha tagliato il traguardo della Boston Marathon 2026, una delle gare più prestigiose e difficili al mondo. Un risultato che lo colloca tra gli amatori più competitivi della sua categoria e che arricchisce un percorso sportivo già ricco di esperienze e soddisfazioni.

Nella foto scattata all’arrivo, Giovannetti indossa la medaglia ufficiale della 130ª Boston Marathon – Bank of America, il pettorale 8542 e la maglia “Regalami un Sorriso ETS”, realtà con cui collabora da tempo nelle iniziative sportive e solidali. Sullo sfondo, il tricolore italiano: un simbolo che racconta l’orgoglio di portare un pezzo di Quarrata nella culla mondiale della maratona.

Per Giovannetti, classe 1977, tesserato Atletica Casalguidi MCL Ariston, Boston non è stata una maratona come le altre. È stato lui stesso a raccontarlo: La nona maratona della sua vita; la terza Major dopo Berlino e New York; la prima oltreoceano; la prima corsa con il cellulare in mano, per condividere emozioni e momenti; la prima in cui le lacrime sono scese prima ancora della partenza; la prima con un dislivello così impegnativo, tra le salite storiche di Newton e la temuta Heartbreak Hill; la maratona in cui “è la gente che ti porta al traguardo”, come gli aveva anticipato l’amico Magro; la prima in cui tutto era al suo posto, senza improvvisazioni, con una preparazione perfetta.

«This is my marathon!» ha scritto dopo l’arrivo, sintetizzando un’esperienza che va oltre il cronometro.


Con la moglie Irene Ruggiero
Con la moglie Irene Ruggiero

Giovannetti ha voluto ringraziare chi lo ha accompagnato in questo percorso: i coach Fulvio Massini e Fabrizio Angelini, che lo hanno guidato fino al traguardo di Boylston Street; la moglie Irene Ruggiero, che ha condiviso allenamenti, sacrifici e attese; Giampaolo Mugnaini, per l’outfit tecnico; gli amici e i compagni di corsa, vicini e lontani, che hanno tifato per lui. Un lavoro di squadra che ha trasformato un sogno in un risultato concreto. Oltre ai risultati sportivi, Giovannetti è da anni una figura riconosciuta nel mondo del podismo toscano: speaker ufficiale della Firenze Marathon, collaboratore storico di Runners TV su Toscana TV; attivo in numerose iniziative sportive e benefiche; presenza costante nelle gare su strada tra Toscana e Italia.

La prestazione di Boston conferma la sua capacità di unire competitività, passione e spirito di comunità.

Con la medaglia di Boston al collo e un tempo sotto le tre ore in una delle maratone più dure del pianeta, Giovannetti porta a casa un risultato che resterà nella storia personale e sportiva sua e della comunità podistica quarratina.

E mentre i complimenti arrivano da tutta Italia, lui guarda già avanti, fedele al motto che lo accompagna da sempre: correre per sorridere, correre per condividere.

 
 
 

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