TENSIONI E STRATEGIE SUL TERMOVALORIZZATORE: LA DISCUSSIONE POLITICA SI ACCENDE A MONTALE
- andreaballi
- 4 giorni fa
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Tra richieste di referendum, accuse incrociate e timori di scelte impopolari, il dibattito sul futuro dell’impianto divide maggioranza e opposizione. Cresce l’idea che la parola debba tornare ai cittadini. Il comitato IononCisto: "I nodi tornano al pettine"

MONTALE. Il confronto politico sul termovalorizzatore di Montale si sta trasformando in un vero campo di battaglia, dove ogni forza cerca di posizionarsi in vista delle scelte imminenti e, fore, delle future elezioni.
Nel dibattito pubblico emerge un messaggio condiviso da più voci: non è il momento di rivendicare primogeniture o meriti, ma di lavorare insieme per ottenere un risultato che fino a poco tempo fa sembrava impossibile.
“Ognuno porti il proprio mattone”, scrive un cittadino, evocando un clima di partecipazione diffusa. People have the power, aggiunge, quasi a ricordare che la decisione finale dovrebbe tornare alla comunità.
Il comunicato del Partito Democratico di Montale, che apre alla richiesta di referendum e alla sospensione del Piano d’Ambito, ha però generato reazioni contrastanti.
C’è chi si domanda come sia possibile che la maggioranza proceda in una direzione mentre il PD, che ne fa parte, sembri muoversi in un’altra. “O adottano la stessa posizione oppure devono sfiduciare la giunta”, commenta qualcuno, ipotizzando che il partito voglia prendere le distanze dall’amministrazione per non pagarne le conseguenze alle prossime elezioni.
Altri osservano che questa presa di posizione potrebbe essere una mossa necessaria per “salvare il salvabile”, soprattutto dopo le dichiarazioni di Italia Viva ad Agliana, che hanno definito i cittadini “non capaci” di scegliere sul tema dell’inceneritore. Una linea giudicata da molti irricevibile, che rischierebbe di trascinare il PD in un messaggio percepito come impositivo e distante dal territorio, soprattutto alla luce dei “no” espressi con decisione dai circoli democratici di Montemurlo e Agliana.
Non mancano le critiche più dure: c’è chi accusa il PD di arrivare “sempre ultimo” e di appropriarsi delle idee dell’opposizione, mentre altri ricordano che dal 2019 a Agliana governa il centrodestra, con un sindaco che sul tema avrebbe cambiato posizione più volte.
In mezzo a questo intreccio di accuse e strategie, resta un punto fermo: la richiesta di coinvolgere i cittadini attraverso un referendum o altre forme di consultazione. Una scelta che, per molti, rappresenta l’unico modo per restituire credibilità alla politica locale e affrontare una decisione che segnerà il futuro del territorio.
Intanto prosegue fitto il lavoro di sensibilizzazione del comitato IononCISto in vista del consiglio comunale aperto del prossimo 13 agosto a Montale.
A proposito del nuovo comunicato del Pd si legge:
IL NODO VIENE AL PETTINE: IL SINDACO E IL DEBITO CON I CITTADINI DI MONTALE

Le promesse elettorali hanno le gambe corte, ma a Montale rischiano di avere anche il respiro corto.
Mentre finalmente anche il Partito Democratico di Montale — l'unione comunale della forza politica principale che ha sostenuto ed eletto il Sindaco — sembrerebbe esprimersi stavolta chiaramente con un nuovo documento ufficiale chiedendo la sospensione della procedura per il Piano d’Ambito e l'indizione di un referendum consultivo, il Sindaco sarà ancora intenzionato a tirare dritto per la sua strada?
Votare a favore del nuovo inceneritore (il termovalorizzatore da 100.000 tonnellate annue) significa compiere una palese e grave smentita delle promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale, quando si garantiva la chiusura definitiva dell'impianto.
Il Consiglio Comunale del 13 Agosto sarà il momento della verità.
Sarà l'occasione per vedere se il Sindaco e i suoi consiglieri comunali di maggioranza:
sceglieranno di ascoltare il territorio e la cittadinanza; oppure se confermeranno ancora una volta quell'atteggiamento "monarchico" e sordo, isolandosi dalla comunità e votando persino contro la propria maggioranza politica pur di imporre una scelta impopolare e dannosa.
Montale ospita l'impianto da quasi 50 anni e ha raggiunto risultati eccellenti sulla raccolta differenziata (oltre il 65%). I cittadini meritano rispetto, partecipazione e il rispetto degli impegni presi!
Chiediamo con forza:
Rinvio e sospensione delle procedure di adozione del Piano
Stop a decisioni calate dall'alto"



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