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UN ALTRO MORTO SUL LAVORO. GRASSINI (ANMIL): LA STRADA SI CONFERMA UN FRONTE AD ALTISSIMO RISCHIO

  • andreaballi
  • 23 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Un camionista perde la vita al Passo dell’Oppio. Una tragedia che colpisce il Pistoiese e si aggiunge al lungo elenco delle vittime del lavoro. Il ricordo di un uomo serio, rispettoso e orgoglioso della propria professione.


PISTOIA. Un altro morto sul lavoro. E ancora una volta ci troviamo a commentare l’ennesima tragedia che si aggiunge a una lunga lista di incidenti e vittime sul lavoro.

Questa volta è accaduto nel nostro territorio, nel Pistoiese, lungo la strada tra San Marcello Pistoiese e Pistoia, nei pressi della località Bardalone, al Passo dell’Oppio.

La vittima era un camionista di professione, una persona che ha sempre svolto il proprio lavoro con serietà e professionalità.

Lo ricordo come un uomo rispettoso, attento alle regole e al codice della strada. Chi percorre spesso queste strade sa bene quanto si possano formare lunghe code: lui, quando possibile, accostava per facilitare il passaggio degli altri mezzi, ricevendo spesso un saluto dagli altri autisti. Era una persona sorridente, disponibile e orgogliosa del proprio lavoro.

Purtroppo ieri mattina, intorno alle 6.40, ha trovato la morte mentre era al lavoro.

Qualcuno potrebbe definirlo semplicemente un incidente stradale. Ma per chi vive il lavoro della strada, questo è a tutti gli effetti un incidente sul lavoro.

Per lui il camion non era soltanto un mezzo: era il suo strumento di lavoro, la sua azienda, una parte importante della sua vita. Come accade a molti autotrasportatori, probabilmente trascorreva più ore sul camion che altrove.

Sarà compito degli accertamenti chiarire le cause della tragedia: una distrazione, un guasto meccanico, un problema tecnico o altre circostanze. Le indagini e le perizie forniranno le risposte necessarie.

Tuttavia, credo sia importante riflettere anche su un altro aspetto: lo stress e il logorio che spesso accompagnano il mondo del lavoro. Viviamo in una società che impone ritmi sempre più intensi, nella quale si è costretti a lavorare più a lungo e spesso fino a età avanzate per raggiungere una sicurezza economica. Tutto questo può incidere sulle condizioni fisiche e psicologiche delle persone.

Non conosco con precisione l’età della vittima, ma dopo una vita trascorsa alla guida di un camion è inevitabile interrogarsi anche sulle difficoltà che il passare degli anni può comportare. Non si tratta di attribuire responsabilità, ma di riflettere sulle condizioni in cui molte persone sono chiamate a lavorare ogni giorno.

Prima di ogni altra considerazione, però, il nostro pensiero va alla famiglia, ai parenti e agli amici di questa persona. A loro esprimiamo la nostra più sincera vicinanza e le nostre più sentite condoglianze.

Le cause dell’incidente saranno accertate nel tempo. Resta però il fatto che anche questa tragedia si aggiunge al doloroso elenco delle morti sul lavoro che continuano a colpire il nostro Paese.


Alessandro Grassini Presidente Regionale Toscana

Presidente Anmil Pistoia

 

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