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vernio. VICINA LA CHIUSURA DELL' EDICOLA DI MERCATALE: UNA COMUNITA' PERDE UNO DEI SUOI CUORI SOCIALI

  • andreaballi
  • 28 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

La storica Cartolibreria Picchioni Giovanna si prepara a chiudere: Vernio perde un presidio di socialità, memoria e servizi essenziali mentre la comunità si interroga sul futuro del commercio di vicinato


VERNIO. La notizia è di quelle che lasciano un segno profondo nelle abitudini quotidiane di un paese: la storica edicola–cartolibreria di Mercatale di Vernio, la Cartolibreria Picchioni Giovanna di Via del Bisenzio 245, sta per chiudere.

A darne conferma è stato Tommaso, annunciando ai clienti che l’edicola abbasserà le serrande a breve, seguita poi dalla cartoleria. Un fulmine a ciel sereno per una comunità che da decenni trova in quel negozio un punto di riferimento commerciale e umano.


Un presidio quotidiano che se ne va

Per molti, come racconta Marco Ciani, la “Giovannina” non è solo un luogo dove acquistare giornali, riviste o articoli di cartoleria. È un pezzo di storia collettiva, un luogo di incontro, un’abitudine radicata.

«Un senso di malinconia mi ha pervaso… noi mercatalini ci siamo sentiti orfani di un punto di riferimento commerciale e di aggregazione sociale.»

Ciani ricorda le figure che hanno animato la cartolibreria negli anni: la mitica Mafalda, Romano e Franco, i due fratelli che hanno portato avanti l’attività con dedizione, e Betty, cresciuta “tra il profumo di libri e giornali”. Generazioni di studenti di Vernio e Cantagallo hanno comprato qui quaderni, penne, libri di testo. Un luogo che ha accompagnato la crescita di intere famiglie.


Una crisi che non riguarda solo Vernio

Il commento di Lorenzo Bonistalli, che ha lavorato per vent’anni nella distribuzione dei giornali, offre uno sguardo più ampio: la crisi delle edicole è strutturale e profonda.

«Quando entrai c’erano circa 1300 edicole tra Firenze, Prato ed Empoli. Quando sono andato via, cinque anni fa, ne erano rimaste meno di 350.»

Bonistalli spiega le difficoltà economiche del settore: orari massacranti, margini ridotti, esposizione finanziaria costante, concorrenza dell’informazione digitale. Le poche edicole che resistono lo fanno grazie ai tabacchi, alle lotterie e ai locali di proprietà.


Il timore di un paese che si svuota

La chiusura dell’edicola si inserisce in un quadro più ampio che preoccupa molti residenti. Mariarosa Saracini esprime un sentimento diffuso: «Tra poco Vernio sarà un paese morto… ci sono altre due attività che chiuderanno, tutte fiore all’occhiello del nostro paese.»

La perdita di negozi storici non è solo un fatto economico: è un colpo alla vitalità delle frazioni, alla socialità spontanea, alla qualità della vita quotidiana.


Cosa può fare la comunità?

Ciani lancia un appello: riflettere, mobilitarsi, cercare soluzioni. «Magari possiamo incentivare qualcuno, qualche famiglia giovane o ragazzi in cerca di nuova attività, a prendere il posto di queste storiche attività commerciali.»

Chiede inoltre all’amministrazione comunale di verificare se esistono risorse regionali o nazionali dedicate al commercio di vicinato, per evitare che le frazioni perdano vita e servizi essenziali.


Un patrimonio da non lasciare andare

La Cartolibreria Picchioni Giovanna non è solo un negozio: è un pezzo di identità di Mercatale di Vernio. La sua chiusura rappresenta una ferita per la comunità, ma anche un punto di partenza per una riflessione più ampia sul futuro del commercio locale e sulla necessità di sostenere chi tiene vivi i paesi.

La speranza è che, attraverso dialogo, partecipazione e strumenti adeguati, Vernio possa trovare nuove energie per non perdere uno dei suoi luoghi simbolo.

 
 
 

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