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INCENERITORE DI MONTALE, SCONTRO POLITICO

  • andreaballi
  • 29 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Inceneritore di Montale, scontro politico sempre più acceso

Dopo il comunicato del PD e le nuove dichiarazioni della segretaria Meoni, “Noi per Montale” attacca: “Una farsa sulla pelle dei cittadini”


MONTALE. Il confronto politico attorno al futuro dell’inceneritore di Montale continua a infiammarsi. Dopo l’intervista della segretaria del PD montale, Valentina Meoni, pubblicata stamani su La Nazione, e il comunicato diffuso dal partito pochi giorni fa, arriva la dura replica del gruppo consiliare Noi per Montale, che accusa il Partito Democratico di contraddizioni, ritardi e scarsa trasparenza.

Il gruppo civico richiama quanto emerso negli ultimi giorni, sottolineando come — a loro giudizio — le posizioni del PD sul tema del raddoppio dell’impianto e sull’ipotesi di un referendum siano cambiate più volte, generando confusione nella cittadinanza.

Nella documentazione diffusa dal gruppo, si evidenziano le presunte incoerenze del PD e della maggioranza guidata dal sindaco Betti, accusati di aver promesso la chiusura dell’inceneritore per poi avallare il progetto di ampliamento in sede ATO.



La replica di Noi per Montale: “Una presa in giro, si gioca sulla pelle dei cittadini”

In un nuovo commento, il gruppo consiliare rincara la dose: “Ci domandiamo se le dichiarazioni di Valentina Meoni siano un pesce d’aprile, uno scherzo di pessimo gusto o qualcosa di più serio. In quest’ultimo caso appare tutto come una farsa o una presa di giro”.

Secondo Noi per Montale, il PD e la giunta starebbero “imbastendo teatrini” per distogliere l’attenzione dal vero nodo della discussione: il futuro dell’inceneritore. “Purtroppo si sta giocando sulla comunità di Montale e sulla pelle dei montalesi, ma loro (PD, Betti & Co.) sembrano non rendersene conto. Cercano anche di screditarci con notizie inesatte solo per sviare l’attenzione dal problema”.


Il gruppo ribadisce la propria posizione, sostenendo di essere l’unica forza politica ad aver mantenuto coerenza negli ultimi quindici anni di battaglie sul tema, e critica l’improvvisa apertura del PD all’idea di un referendum, definendola “tardiva e fuori tempo massimo”.


Un clima politico sempre più teso

Il confronto sul futuro dell’impianto di Montale si conferma dunque uno dei temi più divisivi del territorio, con posizioni che si irrigidiscono e accuse incrociate che alimentano un clima di forte tensione.

La comunità attende ora il prossimo passaggio istituzionale, previsto per il 13 agosto, quando, in consiglio comunale, potrebbe arrivare una risposta definitiva sulla possibilità o meno di attivare un referendum.

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