STRISCIONE "NO INCENERITORE" RIMOSSO DALLA POLIZIA LOCALE: NOI PER MONTALE ACCUSA IL COMUNE DI CENSURA
Il gruppo consiliare denuncia l’intervento di tre agenti e chiede spiegazioni: «Quale contenuto politico sarebbe vietato? Episodio grave, lesivo della libertà di parola. Pronti all’accesso agli atti e alle segnalazioni alle autorità competenti».

MONTALE. Questa mattina tre agenti della Polizia Locale di Montale hanno richiesto la rimozione di uno striscione riportante la scritta: “No Inceneritore – Montale ha già dato per 50 anni”. Secondo quanto riferito al gruppo civico Noi per Montale, l’intervento sarebbe stato motivato dal presunto divieto di esporre striscioni “a contenuto politico”.
Una giustificazione che ha immediatamente sollevato dubbi e proteste. «
Non entriamo nel merito della questione inceneritore sì o inceneritore no» spiegano dal gruppo, «ma è inevitabile chiedersi quale contenuto politico sia stato ravvisato in una frase che esprime una posizione civica e ambientale, non un messaggio di propaganda».
Secondo Noi per Montale, la rimozione potrebbe essere stata dettata più da un giudizio di “inopportunità” rispetto alle posizioni dell’amministrazione comunale — favorevole al raddoppio dell’impianto — che da un reale fondamento normativo.
«Se questo è vero, l’amministrazione dovrà spiegare pubblicamente le ragioni dell’intervento e chiarire quale contenuto politico avrebbe individuato nello striscione» prosegue la nota.
Il gruppo civico annuncia inoltre un accesso agli atti per ottenere copia dell’ordine di servizio con cui sarebbe stata disposta la rimozione. «A nostro avviso si tratta di una situazione inaccettabile e antidemocratica, che viola la libertà di parola e di espressione, oltre a essere anticostituzionale. Ancora una volta l’amministrazione Betti dimostra di essere dalla parte sbagliata».
Noi per Montale fa sapere che, qualora simili modalità operative dovessero ripetersi, sarà presentata una segnalazione alle autorità competenti.
«La tutela dei diritti fondamentali non è negoziabile. Non permetteremo che a Montale si apra la strada a forme di censura mascherate da burocrazia».



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