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  • quarrata. APPROVATO IL PROGETTO DI GESTIONE DEGLI ORTI URBANI SOCIALI "LA QUERCIOLA"

    Altro passo in avanti per garantire una piena e duratura fruizione per la collettività. 74 i lotti assegnati coltivabili con agricoltura biologica QUARRATA. Il Comune di Quarrata compie un altro importante passo in avanti per garantire piena e duratura fruibilità all’area degli orti urbani sociali situati a Caserana all’interno dell’Area Protetta “La Querciola”. Dopo aver acquistato l’area in questione, circa 10 mila metri quadrati in via della Viuccia a Caserana, per un importo complessivo di circa 87.700 Euro, ed aver espletato il bando pubblico per l’assegnazione dei 74 lotti di appezzamento disponibili (da un minimo di 50 ad un massimo di 150 metri quadrati ciascuno) la giunta comunale ha approvato una prima bozza del progetto di gestione dell’area per i prossimi cinque anni (fino a marzo 2031). Il nuovo soggetto gestore, individuato tramite procedura pubblica e alla quale hanno potuto partecipare gli enti del terzo settore anche costituiti in raggruppamenti temporanei, è l’associazione “Orti Sociali La Querciola” alla quale il Comune riconosce 5 mila euro annui come spesa di gestione dell’area degli orti, compresa la manutenzione ordinaria delle aree comuni. Gli orti, dotati di presa d’acqua per l’irrigazione e tutti debitamente delimitati, possono essere coltivati solo per uso familiare senza fini di lucro. Ogni orto è assegnato a un solo individuo o nucleo familiare. Nati nell’ambito dell’iniziativa di Regione Toscana “Centomila orti in Toscana”, gli orti sociali di Caserana hanno dimostrato nel tempo di essere molto più di un’attività agricola ma un presidio di socialità e un sostegno concreto alle famiglie. Rendendo l'area pubblica, l'Amministrazione ha voluto sottrarre questo spazio alle incertezze dei vincoli temporali, garantendo una fruizione duratura e collettiva in favore delle generazioni future. Il progetto “Orti Sociali” si conferma un pilastro delle politiche di welfare della città, sia ambientali che sociali, promuovendo: momenti di socializzazione dove l’esperienza agricola diventa strumento contro l’isolamento; politiche di sostenibilità ambientale laddove la coltivazione segue rigorosamente il metodo biologico, vietando l'uso di pesticidi e OGM, a tutela della biodiversità dell'area protetta “La Querciola”; strumenti di inclusione e solidarietà laddove, grazie ad un bando pubblico, gli orti vengono destinati con priorità di punteggio a soggetti disoccupati e a nuclei familiari con due o più figli, e l’area gestita da un ente del terzo settore. “L'acquisizione dell'area prima, e la conclusione dell'iter di assegnazione tramite bando dopo, rappresentano un traguardo fondamentale - commenta il Sindaco di Quarrata Gabriele Romiti - Abbiamo voluto che l’area diventasse di proprietà pubblica a garanzia definitiva di un progetto che appartiene a tutta la comunità di Quarrata. Non stiamo solo gestendo un terreno, ma stiamo coltivando relazioni, solidarietà e benessere collettivo". “Gli orti sociali di Caserana rappresentano un valore per l'intera comunità – commenta l’Assessore ai Servizi Sociali MariaVittoria Michelacci – Ringrazio quindi l’associazione gestrice dell’area e attraverso di lei tutti gli ortisti che si prendono cura del nostro territorio, mettendolo a disposizione di tutta la città, anche attraverso progetti educativi come è stato quello legato alla coltura del pomodoro, realizzato grazie alla disponibilità dell’Istituto Comprensivo Nannini di Vignole”.

  • MINACCE ALLA FUNZIONARIA DEL CENTRO ANTIDISCRIMINAZIONE DELLA PROVINCIA, LA SOLIDARIETA' DELLE "ANTENNE ANTIDISCRIMINAZIONE". "UN VILE ATTACCO CHE NON FERMERA' IL NOSTRO IMPEGNO"

    La rete di dieci associazioni che sostengono le attività del Centro antidiscriminazione della Provincia di Prato si schierano al fianco della funzionaria insultata e minacciata: “Un episodio che ci farà da stimolo per impegnarci sempre di più contro ogni forma di discriminazione” PRATO. “Insulti e minacce non fermeranno il nostro impegno contro ogni forma di discriminazione. Anzi, questo episodio rappresenterà per noi uno stimolo a impegnarci sempre di più e a captare in anticipo ogni sentore di discriminazione”. Le Antenne Antidiscriminazione, la rete di dieci associazioni che sostengono le attività del Centro antidiscriminazione della Provincia di Prato esprimono tutta la loro solidarietà e vicinanza alla funzionaria che è stata insultata e minacciata di morte al telefono da un uomo. Le Antenne nel loro intervento non solo si dicono “solidali” ma ribadiscono anche la stima professionale e umana nei confronti di una donna che “si è sempre distinta per disponibilità, spirito di collaborazione e sensibilità”. Questo l'elenco delle Antenne: Associazione Cieli aperti Aps, Cooperativa Alice (Centro La Nara), Uisp Comitato territoriale di Prato, associazione Senza veli sulla lingua, associazione Teatro Metropopolare, Sed Cooperativa servizi educazione digitale, Centro di Solidarietà di Prato Aps, associazione Aleteia, Arcigay Prato Pistoia l’Asterisc*. Intrecci Cooperativa Sociale. Il loro compito è quello di captare per tempo sul territorio ogni possibile situazione di discriminazione, affiancando così l'attività del Centro antidiscriminazione della Provincia. “Rimandiamo al mittente questo vile attacco al Centro antidiscriminazione della Provincia di Prato – aggiungono le Antenne -. Non ci possono essere telefonate o minacce a fermarci. Tutti assieme portiamo avanti un lavoro fondamentale sul territorio e il nostro impegno sarà sempre costante per prevenire ogni situazione di pericolo”.

  • IL CIRCOLO LAUDATO SI VICOPISANO MONTE PISANO: "LA CHIUSURA DELL'INCENERITORE DI MONTALE E' UNA SCELTA NECESSARIA PER LA SALUTE E PER LA NOSTRA CASA COMUNE"

    Il gruppo richiama l’Ecologia Integrale e l’appello di Papa Francesco: “Tutto è connesso. Servono scelte coraggiose per ridurre rifiuti, emissioni e rischi sanitari. Pronti a collaborare con il Comitato NonCISstiamo”. PISTOIA. Il Circolo Laudato Si’ di Vicopisano Monte Pisano esprime la propria posizione netta e motivata: la chiusura dell’inceneritore di Montale è una scelta necessaria, radicata nei principi dell’Ecologia Integrale e nella visione di sostenibilità che il gruppo promuove sul territorio. Una posizione che non nasce da ideologie, ma da un approccio olistico che riconosce, come ricorda Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’, che “tutto è connesso”: la salute delle persone, la tutela dell’ambiente, la giustizia sociale, la qualità della vita delle comunità. “È tempo di scelte coraggiose e non rimandabili” Il Circolo attraverso il proprio referente Rosalba Esperiani sottolinea come la crisi ambientale globale imponga una conversione ecologica e decisioni radicali. Il sistema di produzione dei rifiuti ha raggiunto livelli insostenibili e richiede interventi su più fronti: dalla responsabilità dei cittadini nei comportamenti quotidiani, alle politiche pubbliche che devono garantire tutela della salute e indirizzi chiari verso la riduzione dei rifiuti e delle emissioni. “È tempo di non accettare ricatti pretestuosi che barattano inquinamento e rischi sanitari con un benessere immaginario fatto di pseudo-comodità”, afferma il Circolo. “Il grido della terra e il grido dei poveri sono interconnessi: rispondere alla sofferenza del pianeta significa rispondere anche alla sofferenza delle persone più fragili”. Perché chiudere l’inceneritore di Montale Alla luce di questi principi, il Circolo Laudato Si’ ritiene essenziale procedere verso la chiusura dell’impianto di Montale, considerandola una tappa fondamentale di un percorso virtuoso che deve puntare a: ridurre il rifiuto indifferenziato, limitare drasticamente la produzione e il consumo di plastica, proteggere la salute degli abitanti, allinearsi agli obiettivi nazionali di decarbonizzazione. Il gruppo ricorda che ogni forma di combustione allontana l’Italia dagli impegni presi: il Paese deve ridurre le emissioni di CO₂ del 33% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005, attraverso efficienza energetica e fonti rinnovabili. Continuare a bruciare rifiuti va nella direzione opposta. Disponibilità al dialogo e alla collaborazione Il Circolo Laudato Si’ Vicopisano Monte Pisano conferma la propria disponibilità a partecipare a iniziative, incontri pubblici e momenti di confronto, e a mantenere un contatto attivo con il Comitato “NonCISstiamo”, impegnato nella difesa della salute e dell’ambiente a Montale.

  • IMPIANTO DI INCENERIMENTO DI MONTALE: LA POSIZIONE DI SINISTRA ITALIANA-CIRCOLO M. HACK DI PESCIA

    Ecco il documento politico integrale PESCIA. La politica deve guardare al futuro e al bene delle comunità. Per questo come Sinistra Italiana Circolo M. Hack Pescia, abbiamo analizzato la decisione dell’ATO Toscana Centro di potenziare (revamping) l’impianto di Montale fino a 100.000 tonnellate annue. L’impianto ha avuto un ruolo nel sistema dei rifiuti, ma il suo potenziamento solleva forti criticità: impatto ambientale e emissioni, tecnologia non più avanzata, rischio di frenare riduzione e riciclo, incertezze sui costi futuri di smantellamento. Condividiamo le posizioni di Eugenio Baronti: continuare su questa strada significa rafforzare un modello superato, lontano dall’economia circolare. Il problema è anche politico: decisioni prese su larga scala rischiano di escludere i territori e le comunità locali. Noi diciamo chiaramente: basta decisioni calate dall’alto, serve coinvolgimento reale dei cittadini; senza una strategia di uscita, investire ancora sugli inceneritori significa imboccare partecipazione reale dei territori; politiche concrete per ridurre i rifiuti. La transizione ecologica non può essere solo uno slogan. Il futuro si costruisce con scelte coerenti, oggi. Circolo “Margherita Hack” – Sinistra Italiana Pescia/Valdinievole Segretario del Circolo Gianpiero Del Prete Documento politico sulla questione dell'impianto di incenerimento rifiuti di Montale. La Politica dovrebbe essere il sistema che presiede all’organizzazione di una comunità legata a un territorio, coniugando valori e azioni, generalmente in una prospettiva di lungo periodo, individuando finalità e priorità necessarie al benessere della comunità stessa, del territorio e dell’ambiente. Partendo da questo assunto, abbiamo analizzato la questione dell’impianto di gestione rifiuti situato nel Comune di Montale, classificato formalmente come “impianto di incenerimento” nei documenti regionali e definito dal gestore “termovalorizzatore” in quanto produce energia elettrica dalla combustione dei rifiuti. Vogliamo commentare la recente decisione dell’Assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro che, con Deliberazione del 23.07.2026 n. 15/2026, ha approvato uno scenario gestionale definito “ottimizzato”, che prevede il revamping (ammodernamento) dell’impianto con aumento della capacità fino a circa 100.000 tonnellate annue. L’impianto di Montale, attivo dal 1978 e più volte ammodernato, continua a svolgere un ruolo nel sistema di gestione dei rifiuti: pur contribuendo alla riduzione del ricorso alla discarica e alla chiusura del ciclo, tuttavia, il progetto del suo potenziamento solleva alcune criticità rilevanti: l’impatto ambientale legato alle emissioni, la distanza tecnologica rispetto agli impianti più avanzati e il rischio di rallentare le politiche di riduzione e riciclo dei rifiuti. Restano inoltre elementi di incertezza sui costi futuri di dismissione e bonifica, che in casi analoghi possono essere molto elevati e per i quali non risultano sempre disponibili informazioni pubbliche complete circa le risorse accantonate. In questo contesto si inseriscono anche le posizioni espresse da Eugenio Baronti di Sinistra Italiana, che ha definito il revamping dell’impianto di Montale e le prospettive legate a nuove soluzioni come l’ossicombustione come scelte “intollerabili”, denunciando il rischio di perpetuare un modello impiantistico superato e in contrasto con gli obiettivi dell’economia circolare. Baronti evidenzia come queste decisioni vadano nella direzione opposta rispetto alla riduzione dei rifiuti, al riuso e al riciclo, rafforzando invece una dipendenza strutturale dall’incenerimento. Il nostro circolo di Sinistra Italiana Pescia e Valdinievole condivide pienamente queste critiche e ritiene che rappresentino un richiamo politico chiaro alla necessità di cambiare paradigma nella gestione dei rifiuti in Toscana. Da questo quadro emergono alcune considerazioni politiche che il nostro circolo di Sinistra Italiana vuole fare in aggiunta alle criticità sopra evidenziate. La progressiva evoluzione degli ambiti territoriali ottimali in Toscana ha portato a sistemi sempre più ampi, fino all’attuale ATO Toscana Centro che comprende i territori delle province di Firenze, Prato e Pistoia. Questo ha consentito economie di scala e una pianificazione integrata, ma ha anche comportato che le decisioni strategiche, in particolare sulla localizzazione degli impianti, siano adottate a maggioranza, riducendo il peso delle comunità locali direttamente interessate. Questo elemento risulta particolarmente critico se associato a un coinvolgimento insufficiente delle comunità nei processi decisionali. L’ATO, pur svolgendo un ruolo tecnico-amministrativo rilevante, dispone di risorse limitate e necessita di una collaborazione strutturata con i Comuni e con i territori coinvolti. È necessario, secondo Sinistra Italiana Pescia e Valdinievole, soprattutto un coinvolgimento reale e consapevole delle comunità e della politica locale fin dalle fasi iniziali di progettazione, evitando dinamiche decisionali calate dall’alto o giustificate esclusivamente dall’urgenza. Questa modalità decisionale, già osservata e fatta notare dal nostro Circolo, in altri ambiti come Sanità, accorpamenti nella Scuola e privatizzazioni di servizi pubblici, rappresenta un limite strutturale della governance territoriale. La logica delle decisioni "a babbo morto" non ci appartiene ed è contraria alla Politica come sistema di scelte a lungo termine non legate alla mera gestione delle contingenze. In una scelta così rilevante come il nuovo piano d’ambito dei rifiuti, sarebbe stato necessario un ruolo più attivo e propositivo delle forze politiche locali, orientato a superare progressivamente il ricorso all’incenerimento, coerentemente con i principi dell’economia circolare. La politica non può limitarsi alla gestione dell’emergenza, ma deve programmare il futuro con una visione di lungo periodo, non subordinata al ciclo elettorale. Le considerazioni del Sindaco di Montale, circa la difficoltà di mantenere gli ideali quando poi ci si và a scontrare con la realtà da amministrare, sono talmente vere quanto ovvie: i partiti politici che sostengono i sindaci alle amministrative devono avere una visione uniforme dei problemi e non diversa a seconda delle circostanze locali. La gestione integrata dei rifiuti deve prevedere anche l’incenerimento, ma come soluzione residuale, finalizzata alla riduzione della discarica. Tuttavia, il potenziamento di un impianto comporta inevitabilmente la necessità di garantirne l’alimentazione, rendendo difficile considerarlo realmente residuale. Per questo è fondamentale accompagnare ogni scelta con una strategia di uscita, inclusa la previsione delle risorse per la dismissione e la bonifica. Le incertezze attuali su questi aspetti evidenziano, a nostro avviso, criticità nella programmazione: l'aver intrapreso una strada come quella dell'incenerimento, addirittura andando ora in direzione di un raddoppio della capacità dell'impianto senza prevedere una via di uscita è come imboccare un vicolo cieco e prefigura una responsabilità politica per dolo o colpa grave! Infine, emerge un problema più generale: la necessità di rafforzare le competenze tecniche, amministrative ed economico-finanziarie della politica, per governare sistemi complessi e interagire efficacemente con soggetti gestori e operatori economici, i cui obiettivi non coincidono necessariamente con l’interesse pubblico, e che invece sono molto preparati in questi ambiti per perseguire efficacemente i propri interessi privati e di profitto. Per questo chiediamo: - maggiore trasparenza sia sul reale impatto ambientale sia sui costi futuri di dismissione e bonifica; - un coinvolgimento reale delle comunità e delle amministrazioni locali nei processi decisionali; - una pianificazione coerente con gli obiettivi dell’economia circolare, che riduca progressivamente il ricorso all’incenerimento. In particolare chiediamo un immediato intervento di tutte le forze progressiste affinché di adoperino nelle sedi opportune per correggere, per quanto possibile, il nuovo Piano d'Ambito prima della sua prossima approvazione. Come Sinistra Italiana Pescia riteniamo che la transizione ecologica non possa essere solo dichiarata, ma debba tradursi in scelte coerenti e lungimiranti. Il futuro dei nostri territori non può essere deciso “a valle” delle emergenze, ma costruito “a monte”, con responsabilità, competenza e partecipazione. Circolo “Margherita Hack” – Sinistra Italiana Pescia/Valdinievole In persona del Segretario del Circolo Gianpiero Del Prete

  • SIMONE FORTI, ADDIO ALLA PIONIERA DELLA DANZA POSTMODERNA: IL SUO FILO SEGRETO CON VAIANO E LA BRIGLIA

    Scomparsa a 91 anni a Los Angeles, l’artista era legata alla Val di Bisenzio dalle radici familiari e da un gesto di straordinaria generosità: la donazione al CDSE del suo archivio privato, memoria preziosa della storia dei Forti e del villaggio fabbrica de La Briglia. VAIANO. La notizia della morte di Simone Forti (1935–2026), figura cardine della danza postmoderna e della performance art internazionale, è stata accolta con profonda commozione anche in Val di Bisenzio. L’artista, coreografa e danzatrice, premiata nel 2023 con il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Danza di Venezia, è considerata una delle voci più radicali e influenti dell’avanguardia americana dagli anni Sessanta in poi. Ma per Vaiano e per La Briglia, Simone Forti – o Simonetta, come veniva chiamata da bambina – non è soltanto un’icona della cultura contemporanea. È una parte viva della storia del territorio. Le radici nella Val di Bisenzio Nata a Firenze nel 1935 in una famiglia ebrea, a soli quattro anni fu costretta a fuggire prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali. Era la nipote di Giulio Forti, discendente diretto della famiglia di industriali ebrei Forti di Prato, proprietari del villaggio fabbrica de La Briglia, uno dei più importanti esempi di comunità industriale illuminata del Novecento toscano. Un legame che Simone non ha mai dimenticato. Nel 2018, ormai celebre nel mondo dell’arte, tornò a interrogarsi sulle proprie origini e scrisse un’autobiografia partendo dagli appunti tratti dalla tesi di Silvia Sorri e dalla visita che lei stessa fece, a metà degli anni Duemila, proprio al villaggio fabbrica e al CDSE. La donazione che diventa memoria collettiva Nel 2021, da Los Angeles, Simone Forti compì un gesto che oggi assume un valore ancora più profondo: decise di donare alla Fondazione CDSE il suo archivio privato di famiglia. Una vera “scatola dei tesori”, come viene definita dagli archivisti: lettere, fotografie, testamenti, memorie personali e documenti che raccontano non solo la storia dei Forti, ma anche i rapporti internazionali, culturali e artistici che attraversavano quella famiglia così centrale per la Val di Bisenzio. Un dono che ha arricchito in modo straordinario il patrimonio storico del territorio e che oggi, alla notizia della sua scomparsa, risuona come un ultimo atto di amore verso le proprie radici. Un’eredità che unisce arte e comunità Simone Forti lascia un’eredità artistica immensa: le sue Dance Constructions, l’improvvisazione come struttura, il gesto quotidiano trasformato in linguaggio scenico. Ma lascia anche un’eredità umana che a Vaiano e La Briglia è custodita con gratitudine. Per la comunità della Val di Bisenzio, Simone Forti non è soltanto la pioniera della danza postmoderna celebrata nei musei di tutto il mondo. È la bambina che dovette fuggire, la donna che cercò le sue origini, l’artista che scelse di restituire alla sua terra una parte preziosa della propria storia familiare. Un regalo che oggi commuove ancora di più.

  • BOTTEGHE DELLA SALUTE, ALLA PUBBLICA ASSISTENZA L' AVVENIRE DI PRATO IL PROGETTO DELL' AMBITO "LASTRA A SIGNA E PRATESE"

    L'associazione è stata individuata come Ente del Terzo Settore capofila della coprogettazione promossa da Anci Toscana. Il progetto coinvolge i comuni di Lastra a Signa, Carmignano, Vaiano e Cantagallo e garantirà la continuità della rete degli sportelli per il biennio 2026-2027. PRATO – Sarà la Pubblica Assistenza L'Avvenire di Prato a guidare il progetto "Botteghe della Salute" dell'ambito territoriale Lastra a Signa e Pratese. Si è conclusa infatti la procedura di coprogettazione promossa da Anci Toscana, che ha individuato l'associazione come Ets, Ente del terzo settore, capofila per il biennio 2026-2027. Il progetto interessa un territorio che comprende i comuni di Lastra a Signa, Carmignano, Vaiano e Cantagallo e garantirà la gestione della rete degli sportelli Botteghe della Salute presenti nell'ambito, rafforzando un servizio di prossimità ormai consolidato e sempre più importante per accompagnare i cittadini nell'accesso ai servizi sanitari e sociosanitari digitali. Nell'ambito territoriale sono previsti due sportelli a Lastra a Signa, cinque nel Comune di Carmignano, uno a Vaiano e uno nella frazione di Usella, nel Comune di Cantagallo. Attraverso questi presìdi sarà possibile ricevere assistenza per l'accesso al Fascicolo sanitario elettronico, le prenotazioni Cup, il cambio del medico di famiglia, il pagamento dei ticket sanitari, l'utilizzo dell'App Toscana Salute e di numerosi altri servizi online. Gli sportelli offriranno inoltre supporto nella presentazione di domande alla pubblica amministrazione, come richieste di contributi e agevolazioni, Nidi Gratis e Libri Gratis, oltre a informazioni e orientamento sui servizi dedicati alla disabilità. Il progetto regionale è cofinanziato per il 55% dalla Regione Toscana, per il 20% da Anci Toscana e per il restante 25% dagli enti locali coinvolti. Tra questi anche l'Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, che contribuisce con un finanziamento di 9 mila euro all'anno per il funzionamento dello sportello di Usella. «Le Botteghe della Salute stanno mostrando tutto il loro potenziale di rete capillare di servizi fondamentali per i cittadini, in particolare per le aree meno servite. Come Anci siamo molto soddisfatti del rinnovato impegno della Regione e dei Comuni cofinanziatori, e del rafforzamento del progetto grazie anche alla collaborazione con il Terzo Settore, nell’ottica di contrastare i divari digitali e sociali in materia di salute e di contribuire ai servizi diffusi della nuova sanità territoriale toscana», dichiara Simone Gheri, direttore di Anci Toscana. Il progetto è stato presentato stamattina nella sala del Gonfalone a palazzo Banci Buonamici, sede della Provincia di Prato:« Questo progetto riassume bene ciò nel quale la Provincia di Prato crede con forza: essere presenti sui territori, fare sinergia tra Enti pubblici ed associazioni per dare servizi di prossimità ai cittadini», ha sottolineato il presidente, Simone Calamai. «Il servizio "Botteghe della Salute" è risultato molto apprezzato negli anni dai nostri cittadini come un passo avanti decisivo verso una pubblica amministrazione davvero a misura di cittadino, azzerando le distanze, sia fisiche che digitali, tra la comunità e i servizi socio-sanitari essenziali. Siamo profondamente consapevoli delle difficoltà che molti nostri concittadini – in particolare gli anziani, le persone con ridotta mobilità o chi ha meno familiarità con la tecnologia – incontrano quotidianamente nel rapportarsi con i servizi digitali. La "Bottega della Salute" nasce proprio per rispondere a questo bisogno, per supportarli nell'accesso ai servizi sanitari, sociali e altri servizi di pubblica utilità. Un vero e proprio punto di riferimento umano e inclusivo, dove trovare operatori pronti a supportare i cittadini in modo gratuito e personalizzato», sottolinea la vice sindaca e assessora alle Politiche sociali del Comune di Lastra a Signa, Annamaria Di Giovanni. «Siamo particolarmente soddisfatti dell'esito della coprogettazione, che consente di dare continuità ad un servizio sempre più importante per i cittadini dei nostri territori. La rete delle Botteghe della Salute rappresenta uno strumento concreto per avvicinare i servizi sociosanitari alle persone, soprattutto nelle aree interne e nei territori dove il rischio di esclusione digitale è maggiore. La collaborazione tra enti locali e Terzo Settore si conferma ancora una volta la strada giusta per offrire risposte efficaci e vicine ai bisogni delle comunità», dichiara la presidente dell'Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, Francesca Vivarelli. «Le Botteghe della Salute - commenta Federico Migaldi, vice sindaco e assessore al Sociale e Sanità del Comune di Carmignano - sono un importante servizio, per le funzioni che svolgono e per la copertura che garantiscono in prossimità delle nostre comunità, in particolare nei borghi più periferici. Per un Comune come Carmignano, composto da più frazioni, disseminate in un arco territoriale vasto, che dal fondovalle si inerpicano sul Montalbano, soddisfano esigenze fondamentali di disbrigo di pratiche e di informazione. Salutiamo quindi con favore l'esito della coprogettazione, che segna la riapertura degli sportelli». «Le Botteghe della Salute sono presìdi di prossimità pensati per aiutare concretamente le persone nell'accesso ai servizi sanitari, sociali amministrativi e digitali. La Pubblica Assistenza L'Avvenire Prato è orgogliosa di guidare questa rete territoriale, nata dalla collaborazione con ANCI Toscana, l'Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, i Comuni di Cantagallo, Carmignano e Lastra a Signa, la Misericordia di Carmignano e la Humanitas di Scandicci. - conclude Elisabetta Cioni, presidente Pubblica Assistenza "L'Avvenire" Prato - Il nostro obiettivo è non lasciare nessuno solo davanti a un bisogno o a una pratica, trasformando la collaborazione tra istituzioni e associazioni in servizi realmente vicini ai cittadini» Anche il vice sindaco del Comune di Cantagallo, Giulio Bellini, sottolinea l’importanza del progetto per il territorio di Cantagallo: «Gli spazi comunali di Usella si confermano un presidio socio-sanitario fondamentale per il territorio di Cantagallo e di tutta la Valbisenzio, grazie alla Bottega della Salute di ANCI Toscana, che opera in piena sinergia con gli altri servizi offerti all’interno dei locali di Usella, come il segretariato sociale, ]il servizio CUP e i medici di famiglia. È la dimostrazione di un importante lavoro di rete tra più soggetti, che insieme riescono a garantire un servizio pubblico di prossimità e di qualità». [provincia di prato]

  • montemurlo. CICLOSOLE, PARTE L' ASFALTATURA IN VIA FRATELLI CERVI. IL SOPRALLUOGO DEL SINDACO CALAMAI

    Sopralluogo del sindaco Calamai, del vice sindaco Vignoli e dell’assessore alla viabilità, Vespi sul cantiere. L'intervento di realizzazione della Ciclosole ha portato ad una nuova illuminazione, sotto servizi rinnovati, un aumento dei parcheggi con l'istituzione del senso unico e la massima tutela del verde pubblico. In via Tito Speri al Mulino, al termine dei lavori, verrà reintrodotto il doppio senso di circolazione, nel tratto compreso tra via Montalese e in direzione via Carlo Livi MONTEMURLO. Proseguono a pieno ritmo e si avviano verso la conclusione i lavori per la realizzazione della nuova pista ciclopedonale Ciclosole in via Fratelli Cervi. Ieri mattina il sindaco Simone Calamai, insieme al vice sindaco Alberto Vignoli e all'assessore alla viabilità, Valentina Vespi, ha compiuto un sopralluogo sul cantiere in concomitanza con l'avvio delle operazioni di asfaltatura della sede stradale a ridosso dei nuovi cordoli e delle aree interessate dagli scavi. La visita ha permesso di verificare lo stato di avanzamento delle lavorazioni e di definire, insieme al direttore dei lavori, i dettagli delle finiture, garantendo che l'opera si inserisca nel modo migliore e più armonioso nel tessuto urbano. «L'intervento su via Fratelli Cervi non si limita alla sola infrastruttura ciclabile, ma rappresenta una riqualificazione complessiva dell'arteria stradale. -commenta il sindaco Simone Calamai- Contestualmente alla pista, sono stati realizzati nuovi allacci dei sottoservizi, è stato installato un nuovo impianto di pubblica illuminazione (con fari che illuminano sia la pista ciclopedonale che la strada) e risolte diverse criticità storiche della carreggiata». La riorganizzazione della viabilità, che vedrà l'introduzione del senso unico di marcia, consentirà di ricavare nuovi posti auto a servizio dei residenti e delle attività della zona, migliorando notevolmente la sosta e la vivibilità della via. Grande attenzione è stata riservata anche al patrimonio alberato. Durante tutte le fasi del cantiere, la vegetazione esistente è stata tutelata riducendo al minimo le interferenze. Con l'arrivo della stagione idonea alle piantumazioni, si provvederà alle necessarie sostituzioni delle essenze spostate e al rimpiazzo degli alberi che sono seccati anche a causa delle elevate temperature estive. Sempre nell'ambito dei lavori di realizzazione della Ciclosole in zona Il Mulino, a breve sarà istituito il doppio senso di marcia in via Tito Speri. Una volta ultimati i cantieri sarà ripristinata la viabilità definitiva. La priorità dell'amministrazione è garantire la migliore fluidità del traffico: per questo è già stato definito che, al termine delle opere, verrà reintrodotto il doppio senso di circolazione su via Tito Speri, nel tratto compreso tra via Montalese e in direzione via Carlo Livi. [masi - comune di montemurlo]

  • IL GRUPPO "NOI PER MONTALE" SULLE DICHIARAZIONI DEL SINDACO BETTI: "SERVE TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE REALE E UN REFERENDUM IMMEDIATO"

    Dopo la conferenza stampa del Sindaco sull’inceneritore, il gruppo consiliare interviene: “Assemblee senza contraddittorio, dati diffusi fuori dal Consiglio e nessuna chiarezza sul referendum. Così non è partecipazione”. MONTALE. Riportiamo quanto appreso attraverso i mezzi stampa sulla conferenza che si è tenuta ieri del Sindaco Betti relativamente all’inceneritore di Montale. Nel servizio è stato annunciato l’avvio di “una serie di assemblee pubbliche dove verranno illustrati tutti gli scenari presi in esame […] non escludendo anche un eventuale referendum” (giornalista del servizio TVL) e poi: “E noi inizieremo un percorso davvero per informare la mia cittadinanza. I cittadini di Montale devono sapere quali sono i due scenari: lo scenario uno che è la chiusura dell’impianto, cosa che questo impianto al 2029 verrà demolito […] e l’altro scenario è quello di un nuovo impianto […]. Noi abbiamo detto sì […] (ndr al nuovo impianto). C’è la necessità che i cittadini siano ascoltati e informati correttamente sotto ogni aspetto. E da oggi inizia questo percorso mio, inizio un percorso di informare i miei concittadini su quelli che saranno gli sviluppi futuri e quello che sarà chiudere l’impianto e non avere nulla o a un impianto nuovo […]. Che dà molte più garanzie […] e che darà importanti ristori al comune di Montale […]. Per cui tutte queste cose le voglio spiegare nel dettaglio […]. Poi i cittadini una volta consapevoli avranno la propria idea.” (estratto dalle dichiarazioni del Sindaco dal servizio di TVL) Alcune veloci considerazioni Il Sindaco inizierà una serie di assemblee pubbliche. Dopo le numerose promesse, rimaste ad oggi disattese, relative a un autentico percorso partecipativo, sorgono tuttavia alcune legittime domande: • La prima è come saranno organizzate le assemblee? Solo alla presenza del sindaco, eventualmente con i membri della sua giunta e i suoi consiglieri (i quali, in ogni caso, come nella conferenza di ieri hanno un ruolo da semplici comparse) o con un dibattito dove saranno presenti anche gli esponenti contrari al nuovo impianto? Perché se sarà presente solo il sindaco, che vuole fortissimamente l’impianto, con la sua claque, è ovvio che informazioni obiettive, imparziali e oggettive probabilmente sarà difficile averle. D’altro canto sembra che le informazioni voglia spiegarle lui nel dettaglio. • Come mai l’assessore che ha la delega all’ambiente non è mai citato nei servizi giornalistici? Dovrebbe essere il massimo esperto della problematica del nuovo e vecchio impianto, ma difficilmente, pur avendo la delega all’ambiente, interviene sull’argomento. Dubbi su un’eventuale competenza dell’assessore in materia possono sorgere. Il Sindaco parla un po’ troppo al singolare nella conferenza: “informare la mia cittadinanza”, “E da oggi inizia questo percorso mio, inizio un percorso di informare i miei concittadini […]. Per cui tutte queste cose le voglio spiegare nel dettaglio”. È quindi il suo percorso personale, non della comunità di Montale. Si ricordi, poi, che la cittadinanza non è sua. “Poi i cittadini una volta consapevoli avranno la propria idea”, dice il Sindaco. A parte il problema di come verranno organizzate le assemblee pubbliche e la probabile mancanza di opposizione, ci domandiamo come potranno i cittadini esporre la propria idea. Nel servizio si parla di un eventuale referendum, anche se Betti non lo cita mai, neppure implicitamente. Dovrebbe però sapere che, se davvero intende coinvolgere la cittadinanza attraverso questo strumento, il referendum deve essere indetto subito. Diversamente, verranno meno i tempi tecnici necessari per la consultazione. Non è infatti pensabile che il Sindaco organizzi prima una serie di assemblee pubbliche e solo successivamente decida di indire un referendum: a quel punto i termini utili saranno ormai scaduti e qualsiasi consultazione si ridurrebbe a un mero esercizio di facciata, privo di qualsiasi reale efficacia. Il Sindaco riporta alcuni dati sulla salute del territorio. Ci stupisce che questi dati siano resi pubblici in una conferenza e non in Consiglio comunale, dove più volte sono stati richiesti. Ma era il caso di diffondere certe informazioni? Perché se l’indagine epidemiologica non è mai terminata per mancanza di fondi, come ha detto lo stesso sindaco nell’ultimo consiglio; se non sono stati fatti dei controlli sulla presenza di eventuali ceneri e inquinanti nell’area dell’inceneritore (come risulterebbe da alcune denunce presenti sul web); se non si è fatto uno studio sulla necessità di bonifica del sito dell’impianto (come da noi richiesto con apposito atto), sarebbe stata consigliabile una maggior cautela. Se il 13 agosto, nel consiglio comunale straordinario da noi richiesto insieme a Montale Rinasce, l’amministrazione comunale non accetterà le proposte di indire immediatamente un referendum sull’inceneritore e di sospendere qualsiasi atto che vincoli per il futuro la decisione sul nuovo impianto, sapremo con certezza che non ci sarà alcun percorso partecipativo e che ancora una volta, nonostante quanto sbandierato anche in questa conferenza, saranno poche persone a decidere per tutti. Gruppo Consiliare Noi per Montale

  • montale. STRIGLIANELLA, DAL BORGO SENZA ACQUA AL DIBATTITO SUI RIFIUTI: UN PADRE CONTRO IL RADDOPPIO DELL' INCENERITORE

    Gabriele Bartalena, residente nel borgo montano, interviene dopo la paginata della Nazione: “La salute, il valore delle case, il lavoro: i veri nodi sono questi. Ma prima di tutto vengono i miei figli. Referendum subito”. MONTALE. Gabriele Bartalena vive nel piccolo agglomerato di Striglianella, sulle alture di Montale. Un luogo dove l’acqua non arriva d’estate perché il borgo non è collegato all’acquedotto, ma dove – assicura – “se venite su da me vi offro volentieri un caffè e si fa due chiacchiere sull’inceneritore”. Di carattere riservato, Bartalena non ama esporsi. Ma quando percepisce un rischio per la sua famiglia, la prudenza lascia spazio alla determinazione: “Se vengono messi a rischio i miei figli, da padre, devo lottare”. Dopo aver letto la paginata della Nazione dedicata al futuro dell’impianto di Montale, Bartalena ha deciso di intervenire pubblicamente, andando “subito al punto, senza giri di parole, altrimenti si fa come il conte Mascetti quando iniziava le frasi con la parola antani”. Secondo lui, il dibattito “inceneritore sì / inceneritore no” si riduce a tre questioni fondamentali: la salute dei cittadini, il risparmio sulla bolletta della Tari, i posti di lavoro. “Tutti e tre punti pretestuosi”, afferma, “perché quello che conta davvero è il tema politico”. Ma li affronta comunque, uno per uno. Salute: “La qualità dell’aria peggiora, punto” “La domanda è semplice: la presenza di un inceneritore nel comune in cui si vive migliora o peggiora la salute? La peggiora”, sostiene Bartalena. Richiama “enciclopedie di studi scientifici” e respinge l’argomento dei limiti di legge: “Non me ne frega niente. Se la qualità dell’aria peggiora, io questa eredità ai miei figli non la voglio lasciare”. Ristoro economico: “Tre euro di Tari in cambio di una casa che vale meno” Il secondo punto riguarda il cosiddetto ristoro economico. Bartalena cita i bilanci dei gestori: “HERA ha fatturato 13 miliardi con 367 milioni di utili, ALIA oltre 2 miliardi con 67 milioni di utili. Solo in Toscana, insieme, fanno più di 15 miliardi”. Di fronte a questi numeri, i 160mila euro di ristoro per il 2025 gli sembrano “briciole che cadono dalla tovaglia e che la canina lecca sul pavimento”. E aggiunge un elemento spesso taciuto: “Per risparmiare 3 euro sulla Tari, la casa dove viviamo vale molto meno che in altri comuni. Perché? Perché a Montale c’è l’inceneritore. Chiedetelo a un agente immobiliare”. Lavoro: “Non si perdono, si riconvertono” Sul tema dei posti di lavoro, Bartalena invita a uscire dalla logica del “bianco o nero”. “Serve un impianto moderno, basato su riciclo ed economia circolare. Non un terreno agricolo, perché nessuno comprerebbe pomodori coltivati lì. I lavoratori non devono perdere il posto, ma essere ricollocati in un impianto all’avanguardia, non in uno che brucia rifiuti indifferenziabili”. E conclude: “Non si può cavalcare lo slogan del lavoro perso se l’attività che lo produce non è etica e per di più è nociva”. La critica al sindaco: “Silenzio prima del voto ATO. Lo leggo parecchio male” Bartalena si domanda infine come sia possibile che il sindaco di Montale, solitamente molto attivo sui social, non abbia pubblicato nemmeno un post prima della votazione dell’ATO. “Racconta tutto, anche quando svuota i cestini pubblici. Ma su una decisione così importante per il futuro della comunità, niente. Lo leggo parecchio male”. Secondo lui, il silenzio è il segnale che “la macchina del raddoppio è partita” e che ora si aprirà la fase delle riunioni e delle trattative “per dare un contentino in più o in meno. Come in un souk di Baghdad”. La conclusione è netta: “Non ci siamo. Non ci siamo proprio per niente. Referendum subito”.

  • INCENERITORE DI MONTALE, UN' ALTRA SCELTA CONTRO L' ECONOMIA CIRCOLARE

    Partito della Rifondazione Comunista- Segreteria Comitato Politico Regionale Toscana-Federazione provinciale di Pistoia- Federazione di Prato: "Ma non doveva chiudere anni fa?" PISTOIA-PRATO. Il potenziamento dell’inceneritore di Montale non è un semplice “revamping”: è una precisa scelta politica che punta a prolungare la vita dell’impianto e ad aumentarne la capacità, consolidando il ricorso all’incenerimento massivo dei rifiuti proprio mentre si continua a parlare di economia circolare. Non sono bastati anni di impatto inquinante e attentato alla salute pubblica per fare riflettere sulla sua chiusura che la comunità locale ha sempre sostenuto. La contraddizione è evidente: se davvero l’obiettivo è ridurre i rifiuti attraverso prevenzione, riuso e riciclo, perché investire centinaia di milioni in impianti che, per essere economicamente sostenibili, dovranno essere alimentati per decenni? Montale non è un caso isolato. Si inserisce in un modello regionale che vede pochi grandi soggetti pubblici, come Alia-Plures e RetiAmbiente, rafforzare la propria presenza lungo tutta la filiera dei rifiuti: dalla raccolta alle discariche, fino agli impianti di combustione. La discarica di Ex Cava Fornace, le partecipazioni in Scapigliato e il progetto dell’ossicombustore di Peccioli raccontano la stessa direzione. Rifondazione Comunista sa da che parte stare: diciamo con chiarezza che la Toscana non ha bisogno di nuovi investimenti nell’incenerimento, ma di una vera svolta: riduzione dei rifiuti, tariffazione puntuale, riuso, recupero di materia e riciclo. Stiamo dentro tutti i movimenti dei cittadini che contestano le scelte inceneritoriste che bruciano il futuro di questa regione e delle generazioni future. Le decisioni sul futuro dei territori non possono essere dettate dai piani industriali delle multiutility. Devono tornare sotto il controllo democratico dei cittadini e delle comunità locali. L’economia circolare, in Toscana come altrove, non si costruisce aumentando la capacità di bruciare rifiuti, ma riducendo progressivamente quelli da bruciare. Ci chiediamo se questa può essere effettivamente la “svolta verde” che sentiamo rivendicare anche a livello nazionale. Segreteria regionale Rifondazione Comunista Toscana Federazione provinciale di Rifondazione Comunista di Pistoia Federazione provinciale di Rifondazione Comunista di Prato

  • IL CIAF DI AGLIANA PORTA IN SCENA “IL VANGELO DEI BUFFI”: IL NUOVO PROGETTO DEL TEATRO DEL TORGICOLLO NON VA IN VACANZA

    Debutta il 31 luglio il nuovo spettacolo nato dal laboratorio teatrale del SuperCIAF, con il sostegno di Comune di Agliana, Arca Cooperativa Sociale e CESVOT AGLIANA. Il CIAF di Agliana non si ferma nemmeno d’estate e rilancia con un nuovo progetto teatrale che coinvolge adolescenti e giovani adulti del territorio. L’associazione Teatro del Torgicollo APS annuncia infatti il debutto dello spettacolo Scene da Il Vangelo dei Buffi di Ugo Chiti, realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Agliana, Arca Cooperativa Sociale e CESVOT. Il CIAF – Centro Infanzia Adolescenza e Famiglia – è da trent’anni un punto di riferimento educativo e culturale per la comunità, con un’offerta che spazia dai laboratori per bambini fino alle attività per adulti. All’interno di questo percorso, il Laboratorio Teatrale del SuperCIAF, guidato da Leandro Bartoletti e Sara Di Giuseppe, ha lavorato sul testo di Chiti, drammaturgo e sceneggiatore di fama internazionale. Il risultato è uno spettacolo che reinterpreta episodi evangelici con ironia, rispetto e un forte radicamento nella tradizione toscana, mescolando lingua popolare e racconti del mondo contadino. Il debutto è fissato per il 31 luglio alle 18.00, all’interno della rassegna Di là dai monti tra gli alberi, organizzata dal Teatro del Torgicollo in Collina di Treppio, con la sponsorizzazione di Publiacqua e il patrocinio del Comune di Sambuca Pistoiese. La rassegna si distingue per la scelta di spettacoli “a spina staccata”, senza amplificazione, per valorizzare l’ambiente naturale e favorire un ascolto autentico. Un progetto che conferma la vitalità del CIAF e la capacità del Teatro del Torgicollo di costruire percorsi culturali che uniscono formazione, comunità e creatività, anche nel cuore dell’estate.

  • quarrata. NERINI INVESTE NEL FUTURO IN SINERGIA CON ECOEFFICIENCY: RINNOVATO E POTENZIATO L' IMPIANTO FOTOVOLTAICO AZIENDALE

    L'azienda, guidata da Alessandro e Cristina Nerini, punto di riferimento degli articoli per tappezzieri su scala mondiale, ha effettuato il revamping dell'impianto fotovoltaico originariamente installato 14 anni fa. I pannelli contribuiranno anche alla Comunità Energetica Rinnovabile. L'intervento è stato realizzato dall'azienda pratese Ecoefficiency QUARRATA. Un impianto innovativo, più performante, capace di produrre una maggiore quantità di energia con una percentuale di occupazione minore del tetto aziendale. Non solo. Una infrastruttura capace di assicurare l'autosufficienza aziendale, ma anche di conferire energia alla Comunità Energetica Rinnovabile. E' un intervento che guarda al futuro e alla sostenibilità territoriale quello effettuato da Nerini, storica azienda di Quarrata, in via Vecchia Fiorentina, specializzata nel mondo del mobile imbottito. Parliamo di un'impresa punto di riferimento per il settore degli articoli per tappezzieri, al servizio di aziende di ogni dimensione, con oltre 3mila clienti in tutto il mondo. Oggi guidata da Alessandro e Cristina Nerini, fondata nel 1964 da Giovanni Nerini, l'azienda ha da poco concluso il revamping dell'impianto fotovoltaico installato 14 anni fa. Un intervento che garantisce una produzione importante di energia, a servizio anche del territorio, e che a settembre sarà affiancato da un ulteriore potenziamento dell'impianto di altri 150 kilowatt. A effettuare l'intervento è stata l'azienda pratese Ecoefficiency, specializzata in impianti fotovoltaici su misura con pannelli di ultima generazione. Un'impresa che si occupa di ricerca e sviluppo per innovare le tecnologie da utilizzare nel settore delle rinnovabili, che gestisce le pratiche GSE ed ENEA, che ha un monitoraggio brevettato UE, e che cerca soluzioni di efficientamento per abitazioni, uffici e aziende. A Quarrata sono stati installati pannelli di ultima generazione su un capannone che si estende per 10mila metri quadri (i pannelli hanno occupato circa 2mila metri quadri di tetto). Il revamping ha assicurato a Nerini un vantaggio tecnico ed economico, garantendo numeri interessanti in prospettiva. Nell'operazione Ecoefficiency si è occupata anche della parte burocratica, dello smaltimento dei vecchi pannelli e degli allacci. Nel dettaglio, grazie ai moduli di ultima generazione l'azienda pratese assicura la produzione di più energia per metro quadro rispetto alla media di mercato. Non solo. Garantisce un'esperienza comprovata su decine di comunità energetiche attive, alle quali ogni cliente può partecipare gratuitamente, accedendo agli incentivi GSE sull'energia condivisa. Inoltre Ecoefficiency gestisce le pratiche GSE ed ENEA “Un'operazione di rilievo effettuata per un'azienda molto importante – commentano da Ecoefficiency -. Un lavoro che ci consente di essere presenti anche nel pistoiese e di continuare il nostro percorso di crescita nell'area metropolitana e in Toscana. Anche in questo caso fra risparmi fiscali, incentivi e risparmi in bolletta l'installazione dell'impianto fotovoltaico aziendale si è rivelata la scelta giusta”. Nerini conta su una trentina di dipendenti e sta continuando a investire in innovazione e tecnologie per restare leader sul mercato. In particolare sta applicando le nuove tecnologie sull'evoluzione del divano, confermandosi specialista nei meccanismi: dalle poltrone per anziani e al comfort per le sedute. Un'azienda che offre più di 40mila articoli, che si occupa anche di tessuti e accessori per il materasso. “Siamo un'azienda in crescita e che sta seguendo la strada giusta – conclude uno dei titolari, Alessandro Nerini -. Il mondo è in continuo cambiamento e noi cerchiamo di essere presenti sul mercato nel modo migliore possibile. Lo stesso abbiamo fatto con l'impianto fotovoltaico, affiancandoci a un partner affidabile come Ecoefficiency. Con loro ci siamo trovati bene fin dall'inizio del lavoro, c'è stata grande professionalità e rispetto dei tempi concordati. Un partner strategico in un settore dove è fondamentale trovare aziende specializzate, capaci di garantire l'aspetto economico ma anche il rispetto dell'ambiente”. [stefano de biase]

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