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- «VICOFARO NON FINISCE QUI»: L’APPELLO DI DON MASSIMO BIANCALANI AGLI AMICI DELLA COMUNITA'
Dopo la chiusura forzata della chiesa‑rifugio, e la sua rimozione dalla parrocchia di Santa Maria Maggiore il sacerdote richiama dieci anni di accoglienza e denuncia: «Siamo stati traditi, ma il nostro seme continua a dare frutto. Avanti, insieme, con coraggio» PISTOIA. La comunità di Vicofaro vive giorni di grande cambiamento. Dopo la conferma della rimozione di don Massimo Biancalani da parte del Dicastero per il Clero e la nomina di don Patrizio Fabbri come nuovo amministratore parrocchiale, si chiude ufficialmente una stagione segnata da dieci anni di accoglienza, solidarietà e tensioni istituzionali. In questo passaggio delicato, don Massimo ha voluto rivolgere un appello alle tante persone che hanno sostenuto l’esperienza di Vicofaro, condividendone il cammino e i valori. Le sue parole arrivano in un momento di ferita e di transizione, ma anche di gratitudine e di speranza: un invito a non disperdere ciò che è stato costruito e a continuare a credere nella dignità dei più fragili. Un appello a tutti gli amici di Vicofaro. Un appello alle tante amiche e ai tanti amici che conoscono — o hanno conosciuto — l’esperienza di Vicofaro, l’hanno sostenuta e hanno apprezzato il lavoro compiuto per soccorrere tanti migranti. Abbiamo accolto molte persone, le abbiamo soccorse e curate, le abbiamo accompagnate nel difficile cammino verso la ricostruzione di una vita. Insieme a tanti amici siamo riusciti a costruire una grande comunità solidale, composta da credenti nella giustizia e nella dignità di ogni essere umano. Dobbiamo essere orgogliosi di questo lavoro. Sappiamo che non è stato inutile. Questo straordinario percorso, vissuto insieme per dieci anni, è stato interrotto violentemente l’anno scorso dall’intervento della Polizia. Quelle immagini resteranno a lungo una ferita per tutta la nostra comunità cittadina e non solo. Mi hanno sconvolto i pannelli inchiodati alle finestre e alle porte per impedire ai poveri di entrare. Non potrò mai dimenticare la tristezza provata nel vedere avvitare chiodi su quelle assi di legno. E non potrò dimenticare le poche cose dei nostri ragazzi — gli zaini, i vestiti, gli oggetti personali — ammucchiate davanti alla chiesa. Per un intero anno, insieme alla nostra équipe di volontari, abbiamo lavorato per cercare di salvare questa esperienza. Non ci siamo riusciti. Certamente molti ragazzi sono stati ricollocati e oggi stanno meglio: era questo il nostro obiettivo, e ne siamo felici. Ma il prezzo di quell’operazione è stato la chiusura e lo sbarramento della nostra comunità, della nostra parrocchia, del nostro ospedale da campo. La conseguenza sarà che molti migranti rimarranno in strada senza protezione non potranno più contare nella nostra casa aperta. Devo dirlo con coraggio: nel nostro caso la Chiesa non ci ha protetti. Ha accettato il ricatto della politica. Vicofaro, questa chiesa-rifugio, doveva essere chiusa e il suo parroco reso non operativo. E così è stato. Mi sono sentito tradito e abbandonato. Nel mio caso la Chiesa ha preferito accordarsi con il potere e con politiche ingiuste nei confronti dei migranti. Si è scelto di mettere il Vangelo da parte. Si è preferito assecondare quelle forze politiche che per anni hanno alimentato incomprensione e paura. «Vogliamo un vero parroco», gridavano. Sono stati accontentati; di più, gli è stata consegnata la Parrocchia. Ho cercato giustizia attraverso i ricorsi, ma non ci sono riuscito. Ora sono anch’io un parroco rimosso, “bocciato”, messo da parte, delegittimato. Potete immaginare il mio stato d’animo e la mia preoccupazione per tutti quei ragazzi che oggi si trovano a Ramini e rischiano di finire in strada. Non è necessario dirvi che farò tutto il possibile per proteggerli. Penso anche a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto. So che molti sono delusi e indignati. Eppure non siamo sconfitti.. Viviamo in un momento storico molto difficile, nel quale valori fondamentali come la giustizia, la solidarietà e l’umanità sono messi in discussione. Ma il cammino compiuto a Vicofaro non è stato inutile. Dieci anni di accoglienza, di cura e di condivisione non possono essere cancellati da una decisione o da una chiusura. Dobbiamo accettare che, in alcuni percorsi, possano esserci degli stop. Ma uno stop non significa necessariamente la fine. Significa anche che il testimone può essere raccolto da altri, in altri luoghi e in altri contesti. A Vicofaro abbiamo dimostrato che si possono realizzare cose importanti anche con pochi mezzi, quando esistono la volontà, il coraggio e la disponibilità a mettersi in gioco. Questo stile, questo modo di essere ha disturbato molto. Ha disturbato tutti coloro che concepiscono il servizio come una professione. Ha disturbato un modo dove corrono tanti soldi. Alle persone che oggi hanno preso possesso di Vicofaro voglio dire questo: quando entrerete in quella chiesa, ricordatevi di rivolgere una preghiera ai tanti poveri che sono passati di lì. In tanti hanno dormito tra quelle panche. Quante storie, quante paure e quante speranze hanno trovato riparo sotto quel tetto. Quella chiesa è stata benedetta dalla loro presenza. Lì i poveri, i migranti — i prediletti di Dio — hanno dormito e trovato rifugio. Chi entrerà in quella chiesa dovrà sentirsi davvero benedetto, perché entrerà in un luogo speciale. Quando, la domenica, celebrerete la Messa, guardate verso l’alto, verso quel matroneo un tempo gremito di poveri. Spero che possiate vedere ciò che io ho avuto la grazia di sperimentare: quelle braccia di Cristo che sembravano toccarli e proteggerli. Quei poveri che sono entrati con la veste bianca degli invitati alle nozze. Possano accogliervi e benedirvi. Carissimi, dobbiamo avere pazienza. Anche la Chiesa è fatta di uomini e di donne, portatori di fragilità, limiti e incertezze. Sinceramente, non riesco a non volerle bene, anche così, perché anche noi siamo fragili. Ma io vado avanti: con i poveri, con determinazione e senza paura. C’è ancora del buon seme in giro. Noi abbiamo seminato bene. Ma dobbiamo essere consapevoli di quanto Gesù ci ricorda: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto». Gv 12,24 Avanti, insieme, con coraggio, nonostante tutto. Don Massimo, Pistoia 21 Agosto 2026
- MONTALE RINASCE CHIEDE CHIARIMENTI AL SINDACO: "SERVE UN RISCONTRO IMMEDIATO SULL' INVIO DEGLI ATTI AD ATO TOSCANA CENTRO"
Dopo l’approvazione unanime della mozione del 13 agosto, il gruppo consiliare sollecita l’Amministrazione: “Pochi giorni per avviare la consultazione popolare, servono risposte formali e rapide”. MONTALE. Il gruppo consiliare Montale Rinasce ha inviato una comunicazione ufficiale al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e al Segretario comunale chiedendo chiarimenti urgenti in merito all’attuazione della mozione approvata all’unanimità durante il Consiglio del 13 agosto. La mozione impegnava l’Amministrazione a sospendere ogni assenso programmatico o decisione definitiva in sede di ATO Toscana Centro, Regione Toscana o società partecipate, così da consentire l’organizzazione di una consultazione popolare sul Piano di Ambito. Nella lettera, datata 21 agosto, i consiglieri Sandro Nincheri e Cecilia Innocenti chiedono risposte immediate su tre punti considerati decisivi per procedere con i passaggi istituzionali: se la delibera del Consiglio comunale è stata formalmente trasmessa ad ATO Toscana Centro e alla Regione Toscana; se il Sindaco ha inviato la lettera con la richiesta di sospensione dell’iter di adozione del Piano di Ambito; se si intende convocare con urgenza la commissione consiliare per organizzare la consultazione popolare. Il gruppo evidenzia la ristrettezza dei tempi e la necessità di predisporre rapidamente tutti gli atti necessari per garantire ai cittadini un percorso partecipativo chiaro e trasparente. “Rimaniamo in attesa di un riscontro immediato”, scrivono i consiglieri, sottolineando l’urgenza di avviare i passaggi successivi previsti dalla mozione.
- TROMBA D'ARIA DEVASTA IL RIFUGIO DEL CANE DI PISTOIA: STRUTTURE DANNEGGIATE MA TUTTI GLI ANIMALI SONO SALVI
Volontari al lavoro per mettere in sicurezza il canile. L’ appello: «Aiutateci a ricostruire il luogo che protegge i nostri cani. Ogni gesto conta». PISTOIA. Una tromba d’aria improvvisa e violentissima ha colpito nella notte il Rifugio del Cane di Pistoia, lasciando dietro di sé danni ingenti e grande paura. In pochi minuti, la furia del vento ha devastato alcuni box, distrutto tetti e compromesso strutture che ogni giorno garantiscono protezione e cura agli animali ospitati. Nonostante la gravità dell’accaduto, arriva la notizia più importante: tutti i cani stanno bene. Anche Prince, il cane paralizzato che si trovava nel suo box al momento dell’impatto, è stato ritrovato spaventato ma illeso. «Hanno avuto paura, tanta. Noi insieme a loro. Ma sono vivi, ed è ciò che conta più di ogni cosa», spiegano i volontari. Messa in sicurezza e primi interventi Questa mattina il personale del rifugio ha proceduto alla messa in sicurezza dell’impianto elettrico, mentre i volontari stanno lavorando senza sosta per rimuovere i materiali dispersi e valutare l’entità dei danni, che si confermano molto pesanti. Le strutture colpite devono essere ripristinate al più presto: non è possibile lasciare gli animali in condizioni precarie, soprattutto dopo una notte così difficile. L’ appello: «Abbiamo bisogno di voi» Il rifugio lancia un appello urgente alla comunità: «Non vi chiediamo di salvarci da soli. Vi chiediamo di darci una mano a rimettere in piedi il posto che protegge loro. Perché loro non hanno scelto di essere qui, né questa notte terribile. Noi abbiamo scelto di esserci per loro. E ora abbiamo bisogno che ci siate voi, insieme a noi». Nei prossimi giorni partirà anche una raccolta fondi su GoFundMe, ma l’associazione chiede che il messaggio venga condiviso il più possibile, affinché arrivi a chiunque possa dare un contributo, anche minimo. «Ogni euro, ogni condivisione, ogni persona che farete arrivare qui può fare la differenza. I nostri cani hanno già perso abbastanza. Aiutateci a restituire loro un posto sicuro». Come aiutare Chi desidera sostenere il rifugio può farlo tramite: PayPal: https://www.paypal.com/donate/?cmd=_s-xclick&hosted_button_id=5HY76AVEMUAK4&ssrt=1763546031081 Bonifico bancario: IBAN: IT50Y0892213805000000102019 Intestato a: E.N.P.A. – Ente Nazionale Protezione Animali ODV Il Rifugio del Cane di Pistoia ringrazia di cuore tutti coloro che stanno dimostrando vicinanza, sostegno e solidarietà: «Ogni aiuto, anche piccolo, in questo momento è davvero prezioso. Grazie a chiunque deciderà di darci una zampa».
- maltempo. PRIME CRITICITA' TRA PISTOIA E PRATO: ALBERI CADUTI, CROLLI E DISAGI ALLA CIRCOLAZIONE
Allerta arancione fino alle 18 di domani: temporali intensi, vento forte e precipitazioni eccezionali stanno colpendo l’area centro‑settentrionale della regione PISTOIA-PRATO– Una serie di sistemi temporaleschi particolarmente attivi ha investito la Toscana dalla tarda serata di oggi, giovedì 20 agosto, confermando le previsioni che annunciavano un’ondata di maltempo diffuso già dal pomeriggio. L’allerta arancione per temporali resta valida fino alle 18 di domani, venerdì 21 agosto, con fenomeni intensi attesi anche nelle prossime ore. 🌩 Raffiche di vento e prime criticità tra Pistoia e Prato Il sistema temporalesco che sta attraversando le province di Pistoia, Prato, Pisa e Livorno, in estensione verso Firenze, è accompagnato da forti raffiche di vento che stanno causando i primi danni e disagi alla circolazione. Carmignano (Prato) – In corso intervento dei nostri volontari di Protezione Civile, su via Froccina angolo via Catro, a Seano per rimuovere alberatura caduta. Già rimosso l’alberatura divelta a Verghereto. Prato, A fini puramente precauzionali è stata disposta la chiusura al traffico veicolare e pedonale del sottopasso ferroviario della Via Ciulli dalle ore 22.00 di stasera fino alle ore 18.00 di domani, venerdì 21 agosto (periodo di validità dell'Allerta meteo a codice Arancione dichiarata stamani dalla Regione Toscana). Vaiano – Alberi caduti lungo la strada che collega Schignano a Vaiano, dove al momento risulta percorribile una sola corsia. Valdinievole – Situazione complessa su più comuni, con interventi in corso da parte di vigili del fuoco, tecnici comunali e volontari. Ponte Buggianese: Alcune piante cadute sul territorio e qualche ramo. Al momento è interrotta la circolazione su Via Gremignaio per la caduta in strada di un albero e conseguente rottura di una linea di bassa tensione, per i quali stiamo attendendo l'intervento dei vigili del fuoco. In Via Piave vi è un albero che ostruisce la circolazione stradale. In questo caso i volontari della Croce Oro, stanno rendendo possibile Il transito a senso unico alternato. Distacchi luce diffusi e due cabine non in funzione (Sorini e Settepassi) di cui abbiamo già avvisato e-distribuzione. Quarrata. Segnalata la mancanza di energia elettrica in varie zone Serravalle Pistoiese: Il maltempo sta causando diversi problemi specie per il vento forte. Molti alberi sono caduti da aree private sulle strade Provinciali e Comunali al Ponte, alla Castellina, a Serravalle e a Casalguidi in Catavoli. Ci sono disservizi diffusi agli impianti, in particolare abbiamo molte mancanze di alimentazione elettrica che a breve causeranno abbassamenti di pressione e/o mancanze di acqua. Al momento la zona più critica è la frazione di Masotti. Siamo in contatto con VAB, Vigili del Fuoco e Provincia ma i casi sono molti e diffusi sul territorio, si prega di prestare molta attenzione negli eventuali spostamenti in auto che comunque restano sconsigliati se non per cause di forza maggiore Montecatini Terme: condotte collassate e traffico interrotto A Montecatini Terme si registrano decine di segnalazioni per criticità legate al maltempo. In via Carducci alcune condotte fluviali sono collassate, causando allagamenti e problemi alla viabilità. In viale Bustichini, la caduta di un albero ha imposto la chiusura del tratto compreso tra il Minigolf e viale Baccelli. La circolazione è fortemente compromessa e le autorità invitano i cittadini a evitare spostamenti non necessari. Pescia: alberi caduti e crollo allo stadio A Pescia si registrano danni in diverse zone della città. Oltre agli alberi caduti nella frazione di Ricciano, si segnala il crollo di parte del muro dello stadio comunale. Le squadre di soccorso sono al lavoro per mettere in sicurezza le aree colpite e ripristinare la viabilità. Temporali intensi sulla costa e nuove precipitazioni in arrivo I primi nuclei temporaleschi più intensi hanno colpito la costa centro‑settentrionale, in particolare l’alta provincia di Livorno e l’alto pisano. Le previsioni indicano che nelle prossime ore potranno verificarsi nuovi temporali di forte intensità, con: possibili grandinate, frequente attività fulminosa, raffiche di vento molto forti, precipitazioni particolarmente abbondanti. I cumulati massimi previsti raggiungono 70–100 millimetri, con punte locali fino a 150 millimetri. Le intensità orarie potrebbero toccare 60–80 millimetri, valori che rendono possibili allagamenti, smottamenti e ulteriori criticità sul territorio.
- NUOVO ASSETTO PASTORALE A VICOFARO
Durante la celebrazione eucaristica di questo pomeriggio Mons. Augusto Mascagna ha annunciato il nuovo assetto pastorale della parrocchia: dal 23 agosto la guida sarà affidata a mons. Patrizio Fabbri e don Roberto Breschi PISTOIA. Con una celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Vicofaro il Vescovo di Pescia e Pistoia Mons. Augusto Mascagna ha comunicato il nuovo assetto pastorale della parrocchia di Vicofaro. A partire da domenica 23 agosto infatti, la cura pastorale della parrocchia sarà affidata a mons. Patrizio Fabbri in qualità di amministratore parrocchiale e a don Roberto Breschi, cancelliere vescovile, come coadiutore. La parrocchia negli ultimi anni, sotto la guida di don Massimo Biancalani, è stata caratterizzata da una significativa esperienza di accoglienza di migranti che ha cercato di rispondere in spirito evangelico ai bisogni di questi nostri fratelli e sorelle in difficoltà. Un'esperienza, ha affermato il vescovo nell'omelia, che ha tentato «di mettere in pratica le parole del Vangelo di oggi: “tutto è pronto, venite alle nozze”». Un passaggio tratto da una parabola di Gesù in cui l'invito alle nozze, quale partecipazione ai doni di Dio, è rivolto a tutti, nessuno escluso. «La storia – ha commentato il vescovo in riferimento alle vicende di Vicofaro - ha avuto poi un esito in cui tutti abbiamo perso. Ora dobbiamo ripartire dalla parrocchia, da questa comunità parrocchiale da riattivare. Pistoia, e più in generale il nostro paese, non avevano risolto ieri e non hanno risolto oggi il tema dell’accoglienza sociale di bassa soglia: è un cantiere aperto in cui la diocesi per prima è impegnata». «E il nostro impegno passa attraverso la parrocchia in cui la vita è presente in maniera sinfonica, dalla culla fino agli ultimi giorni, da chi parla una lingua o un’altra, da chi ha e da chi non ha. Una parrocchia sinfonica dove ciascuno “suona” strumenti diversi ma a servizio di una melodia comune e guidati da un direttore che, seguendo lo spartito in mano a tutti, detta il tempo». Dopo la chiusura del centro di accoglienza di Vicofaro nel luglio 2025, a causa dell’elevato numero di ospiti, riprende ora il cammino pastorale ordinario della parrocchia in stretta collaborazione con quella, contigua, di San Biagio in Cascheri, guidata anch’essa da don Patrizio Fabbri. Nel ringraziare il parroco uscente di Vicofaro, «affidiamo – ha affermato il vescovo - il nuovo pastore alle preghiere della Beata Vergine Maria e al nostro patrono San Giacomo». Al momento è in studio anche una soluzione per la Parrocchia di San Niccolò di Ramini, così da custodire l'esperienza di accoglienza dei migranti e provvedere al più presto alla cura pastorale della comunità. [diocesi di pistoia]
- PIZZA ALL INCLUSIVE, ALLA FESTA DEL POZZO ARRIVA LA PIZZERIA CHE METTE AL CENTRO L'INCLUSIONE
Quattro serate speciali al Parco Verde: giovani con disabilità o autismo prepareranno pizze gourmet e serviranno ai tavoli. Un progetto che nasce dal basso e che celebra i 40 anni dell’associazione. QUARRATA. Quest’anno, alla Festa del Pozzo al Parco Verde, c’è una novità che profuma di entusiasmo, comunità e… pizza appena sfornata. Per quattro serate – martedì 25, mercoledì 26, giovedì 27 e lunedì 31 agosto – la pizzeria della festa ospiterà alcuni giovani con disabilità o autismo, protagonisti dell’iniziativa Pizza All Inclusive, che prepareranno pizze gourmet e serviranno ai tavoli, affiancati da educatori e volontari. Un gesto semplice, quello di impastare e portare una pizza al tavolo, ma capace di generare valore: relazione, fiducia, autonomia. È proprio da questa intuizione che nasce Pizza All Inclusive, un progetto di inclusione sociale che l'associazione Pozzo di Giacobbe di Quarrata ha scelto di sostenere nell’anno del suo 40esimo anniversario, avviando una prima sperimentazione all’interno della tradizionale Festa al "Parco Verde". Un’idea nata dal basso, con un grande cuore L’idea è arrivata da Mario, volontario dell’associazione e padre di Lorenzo, un ragazzo con disabilità che ogni anno presta servizio alla festa. Quest’estate Mario ha proposto di fare un passo in più: “Perché non coinvolgiamo Lorenzo e altri giovani con disabilità in modo più diretto? Sarebbe bello preparare la pizza insieme!” Da quella domanda è nato un progetto che vuole offrire spazi di protagonismo a giovani che spesso faticano a trovare il proprio posto, sia in ambito sociale che lavorativo. Pizza All Inclusive è un’occasione per imparare un mestiere, mettersi alla prova, vivere la responsabilità di un servizio reale, ma soprattutto per stare insieme, costruire legami e sentirsi parte della comunità. Il nome gioca con l’idea del menù “tutto incluso”, ma richiama soprattutto il valore dell’inclusione: perché ogni ingrediente conta, in pizzeria come nella società. Come funziona Durante le quattro serate dedicate, accanto al normale menù della Festa, sarà possibile ordinare i menù Pizza All Inclusive, preparati dai ragazzi coinvolti nel progetto. La formula comprende: una pizza gourmet con ingredienti speciali, patatine, una bibita a scelta. Prezzo fisso: 15 euro Si potrà scegliere tra quattro diversi menù, pensati per offrire un’esperienza nuova e gustosa ai partecipanti della Festa. I giovani saranno affiancati da educatori e volontari, ma saranno loro i veri protagonisti: dalla cucina alla sala, vivranno un’esperienza autentica fatta di relazioni, responsabilità e soddisfazioni. Un progetto che guarda al futuro Il ricavato delle serate sarà destinato a sostenere l’iniziativa, con l’obiettivo di farla crescere anche oltre la cornice della Festa del Pozzo. Le idee non mancano: nuovi laboratori, ulteriori serate, collaborazioni con realtà del territorio. Chi desidera sostenere Pizza All Inclusive può scrivere a info@pozzodigiacobbe.com. Un ringraziamento speciale va al primo sponsor del progetto, il negozio Moto Racing Store di Montemurlo, che ha creduto fin da subito nel valore dell’iniziativa.
- montemurlo. CONTROLLI SUL TERRITORIO: LA POLIZIA LOCALE INTERVIENE SU UN INCIDENTE E SCOPRE UN AUTOMOBILISTA CON PATENTE FALSA
L'incidente sulla via Berlinguer a Bagnolo. Lautomobilista con la patente falsa è un cittadino di origine straniera MONTEMURLO. Intervento della polizia locale di Montemurlo a seguito di un incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi in via Berlinguer, nella frazione di Bagnolo.Durante un consueto servizio di controllo del territorio, gli agenti sono intervenuti per i rilievi di uno scontro che ha visto coinvolti un'automobile e un motociclo. A causa dell'impatto, il motociclista ha riportato lesioni ed è stato prontamente trasportato dai soccorritori all'ospedale Santo Stefano di Prato per le cure del caso. A seguito del sinistro, la polizia locale ha avviato gli accertamenti di rito e i controlli sui veicoli e sui documenti dei conducenti. Dalle verifiche è emerso che il conducente dell'auto, un cittadino di nazionalità straniera, stesse circolando con una patente di guida risultata falsa. Gli agenti hanno quindi provveduto agli atti di rito e a informare formalmente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Prato per i reati connessi all'uso dell'atto falso. Oltre alla denuncia penale, il conducente ora rischia anche una sanzione amministrativa e pecuniaria di oltre 5 mila euro e il fermo amministrativo del veicolo. Agli agenti è andato il plauso dell'assessore alla polizia locale, Giuseppe Forastiero, che ha ricordato che «la guida senza patente o con patente falsa mette in pericolo la sicurezza pubblica ed è un reato che ha valenza penale». Anche in queste settimane di agosto la polizia locale di Montemurlo sta continuando a lavorare per la tutela della sicurezza pubblica ed effettua controlli stradali. Nel 2025 gli accertamenti alcolemici per la verifica della guida in stato di ebrezza con l'etilometro hanno visto il controllo di 135 veicoli per 12 ore d'intervento: elevate due sanzioni per guida in stato di ebrezza e 7 per altre infrazioni al Codice della strada riscontrate nel corso degli accertamenti. Anche attraverso servizi in borghese, la polizia locale si è impegnata nel contrasto alle cattive abitudini che causano distrazione alla guida, come l'uso del cellulare senza auricolare, o mettono a repentaglio la sicurezza personale, come il mancato uso delle cinture. Nel corso del 2025 sono stati effettuati 18 controlli mirati, anche in borghese, con 54 sanzioni contestate per il mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta e sicurezza dei bambini e 4 violazioni per l'uso del cellulare alla guida. Trovata una persona alla guida senza patente e senza copertura assicurativa. [masi -comune di montemurlo]
- poggio. RICORDATO ARDENGO SOFFICI NELL'ANNIVERSARIO DELLA MORTE
A dicembre una mostra e un nuovo quaderno sofficiano Nella foto: gli assessori e la direttrice Uzzani davanti la tomba di Soffici POGGIO A CAIANO. Nella mattina di mercoledì 19 agosto il vicesindaco nonché assessore alla cultura Diletta Bresci, gli assessori Piero Baroncelli e Leonardo Mastropieri e la direttrice del Museo 'Soffici e del ‘900 italiano’ Giovanna Uzzani si sono recati al cimitero comunale per deporre una composizione floreale sulla tomba di Ardengo Soffici in occasione dell’anniversario della sua morte. L’artista si spense il 19 agosto 1964 a Vittoria Apuana. Nell’occasione Giovanna Uzzani e l’assessore alla cultura parlano della mostra che sarà inaugurata a dicembre. “Sarà allestita nella sala della Giostra del palazzo comunale – spiega Uzzani – e il vernissage è previsto a metà dicembre, con l’esposizione che si potrà ammirare fino alla fine di febbraio. La mostra si intitolerà ‘Reale e ideale a un tempo. Il mito di San Francesco al tempo e nei luoghi di Ardengo Soffici”. Il mito di San Francesco, particolarmente attraverso l’iconografia giottesca, poi masaccesca, esercitò grande attrazione presso gli artisti che operarono in Toscana nella prima metà del Novecento. Il progetto ‘Reale e ideale a un tempo’ riprende un motto sofficiano – prosegue Uzzani - ed intende approfondire l’importanza del modello di San Francesco nella ricerca artistica di Soffici e di altri artisti che vissero e operarono negli anni e nei luoghi di Soffici. Tale ricerca coinvolse, infatti, negli stessi anni Trenta Ardengo Soffici, Leonetto Tintori, Quinto Martini, Giovanni Michelucci, Giuseppe Piombanti Ammannati e altri artisti del vicino territorio fra Prato, Pistoia, Firenze, i quali dedicarono opere, disegni, pitture, incisioni e pensieri al tema francescano. I contributi di ricerca della mostra che saranno pubblicati nel ‘Quaderno sofficiano” numero 21 con i frutti di una analisi storico artistica dedicata al tema francescano come interpretato dagli artisti sopra citati, in una fitta rete di rapporti, scambi, confidenze e pensieri. “In particolare – sottolinea la storica dell’arte Giovanna Uzzani - si intende studiare il rapporto che legò Soffici e Tintori nel momento del condiviso interesse per la tecnica dell’affresco, attraverso documenti d’archivio conservati presso la Casa Leonetto Tintori. Così come si intende studiare i rapporti maestro-allievo che unirono Soffici al giovane Quinto Martini ed altri giovani artisti pistoiesi, nella passione condivisa per l’opera di Giotto e Masaccio come interpreti del messaggio francescano. Inoltre, si riproporre l’edizione inedita delle xilografie che Giovanni Michelucci negli anni giovanili realizzò per illustrare i Fioretti di San Francesco, spesso ambientati negli amati luoghi pistoiesi”. In mostra ci saranno opere di Ardengo Soffici, Leonetto Tintori (ceramiche, disegni), Quinto Martini (sculture, disegni), Giovanni Michelucci (xilografie) e Giuseppe Piombanti Ammannati. Oltre al Comune di Poggio, saranno coinvolti il Comune di Carmignano, il museo Soffici e del ‘900 italiano, Casa museo Leonetto Tintori, Parco museo Quinto Martini e la Fondazione Giovanni Michelucci. “L’obiettivo – termina la direttrice del museo Soffici – è raccogliere l’invito dell’anno giubilare francescano 2026, istituito da Papa Leone XIV per la celebrazione dell’ottavo anniversario dalla morte di San Francesco, aggiornare e approfondire gli studi circa l’ispirazione che il modello francescano ha rappresentato per gli artisti del ‘900 nel territorio pratese, fra Firenze e Pistoia”. “Attraverso l’arte rendiamo omaggio a San Francesco – commenta l’assessore Diletta Bresci – Sono contenta di questa mostra che va a chiudere il 2026 e inaugurare il 2027. E sono soddisfatta dell’annuncio del nuovo numero di un ‘Quaderno sofficiano’, la collana che grazie a Giovanna Uzzani torna ad uscire. E quest’anno con ben due numeri: quello di dicembre su San Francesco e l’altro, già pubblicato, che riguarda gli atti del convegno su Armando Spadini. Un altro traguardo importante per l’ambito culturale della nostra Poggio a Caiano – termina Bresci - La nostra amministrazione da sempre è attiva per valorizzare il grande potenziale che la nostra città ha, attraverso la sua storia e le sue figure illustri, e questa mostra ne è la dimostrazione.” *** Azelio Biagioni
- don biancalani. “VESSATO PER L'ACCOGLIENZA AI MIGRANTI" DOPO LA RIMOZIONE DA VICOFARO E RAMINI
Nell’intervista all’Adnkronos il sacerdote denuncia pressioni politiche e solitudine nella Chiesa: “Abbiamo applicato il Vangelo, ora la Chiesa ci protegga”. PISTOIA. Rimosso dal servizio pastorale nelle parrocchie di Vicofaro e Ramini, don Massimo Biancalani affida all’Adnkronos una lunga e amara riflessione sul provvedimento che segna una svolta nella sua esperienza di accoglienza ai migranti, diventata negli anni un simbolo nazionale e, al tempo stesso, un terreno di scontro politico e interno alla Chiesa. La “doppia bocciatura” e la sorpresa per Ramini Nell’intervista, il sacerdote spiega di non essersi stupito della decisione su Vicofaro, nonostante i ricorsi presentati. Diverso il caso di Ramini, dove era convinto che l’attività potesse proseguire: «Non mi aspettavo questa doppia bocciatura… per Ramini eravamo sicuri che si potesse continuare», afferma. Oggi nella struttura restano circa cinquanta migranti, una presenza che rende incerta la gestione futura. Il nuovo vescovo, mons. Augusto Mascagna, gli ha chiesto di proseguire “ancora per un po’”, ma ha anche espresso il desiderio di avere “una chiesa normale”, frase che per Biancalani preannuncia la fine dell’esperienza delle “porte aperte”. “Sono stato vessato. Chi si espone sui migranti paga un prezzo” Il sacerdote racconta all’Adnkronos di sentirsi finito dentro una discussione che ha superato i confini ecclesiali: «Sono finito sotto la lente della politica e, come tutti quelli che si sono esposti sul tema migratorio, da Mimmo Lucano ad altri, sono stato vessato». Secondo Biancalani, l’accoglienza non piace alle amministrazioni locali, indipendentemente dal colore politico: «La sostanza non cambia molto». La solitudine dentro la Chiesa Nell’intervista emerge anche una critica alla mancanza di sostegno interno: «Al di là degli appelli del Papa, nei territori non puoi tenere una linea molto di accoglienza. Pochissimi preti hanno davvero aperto le porte, e noi ci siamo congestionati». Richiama le parole di Papa Francesco e di Papa Leone sulla Chiesa aperta, ma sottolinea la contraddizione tra teoria e pratica: «Se apri le porte le persone arrivano, si mettono a dormire sulle scale… non possiamo ignorarli e poi batterci il petto a messa». Il messaggio al Papa: “Abbiamo applicato il Vangelo, la Chiesa ci protegga” A conclusione dell’intervista, don Biancalani rivolge un pensiero diretto al Pontefice: «A Papa Leone direi che facendo fatica abbiamo applicato il Vangelo. Abbiamo bisogno che la Chiesa ci protegga». Il futuro immediato Il sacerdote annuncia che chiederà al vescovo una deroga scritta per la fase di transizione. Non ha ancora informato i migranti ospitati: «Sono così fragili».
- DON MASSIMO BIANCALANI NON SARA' PIU' PARROCO DI VICOFARO E RAMINI
La decisione del Dicastero per il Clero chiude l’iter avviato dall’ex vescovo Tardelli. Il sacerdote ha 60 giorni per ricorrere alla Segnatura Apostolica PISTOIA – Don Massimo Biancalani non sarà più il parroco delle chiese di Vicofaro e Ramini. È questa la decisione arrivata iei dalla Santa Sede al termine dell’iter avviato lo scorso anno dall’allora vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli. Ne ha dato notizia ieri per primo il "Manifesto". La risposta da Roma è arrivata, con la decisione del Dicastero per il Clero di respingere i ricorsi presentati dal sacerdote. Il primo riguardava la perdita della rappresentanza legale della parrocchia di Vicofaro, affidata a monsignor Patrizio Fabbri; il secondo contestava l’incarico proposto da Tardelli per l’Ufficio missionario della Diocesi. Con la bocciatura dei ricorsi, si chiude di fatto l’esperienza di don Biancalani alla guida delle due parrocchie pistoiesi. Resta però ancora una possibilità per il sacerdote: entro 60 giorni potrà rivolgersi al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il terzo grado di giudizio del sistema giudiziario della Chiesa cattolica, una sorta di “Cassazione” vaticana. Una decisione che Biancalani dovrà ora valutare. Se sceglierà di impugnare il provvedimento, lo scontro con Roma proseguirà; in caso contrario, si aprirà per il sacerdote la prospettiva di un trasferimento. Quel che appare ormai certo è che Vicofaro difficilmente tornerà alla precedente esperienza di accoglienza dei migranti e si avvia a tornare a essere una parrocchia come le altre della Diocesi. Un primo segnale potrebbe arrivare già domani alle 18, quando a Santa Maria Maggiore è prevista la celebrazione della messa da parte del nuovo vescovo, monsignor Augusto Mascagna. Un appuntamento che, al di là della vicenda di don Biancalani, potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo capitolo per Vicofaro e per l’intero quartiere.
- DON VINCENT SOULY, IL PARROCO DELLA VAL DI BISENZIO CHE FINISCE SUL "NEW YORK TIMES"
Il quotidiano americano racconta la sua missione nelle aree interne: “I preti stranieri tengono vive comunità che rischiano di scomparire” CANTAGALLO–VERNIO — Non capita spesso che un piccolo angolo della Val di Bisenzio finisca sulle pagine del New York Times. È successo con don Vincent Souly, il parroco che ogni giorno attraversa le strade di montagna tra Cantagallo e Vernio e che il prestigioso quotidiano statunitense ha scelto di raccontare in un ampio reportage dedicato alla trasformazione del clero nelle aree interne italiane. La sua storia, radicata nei borghi della valle, diventa così simbolo di un fenomeno nazionale: quello dei sacerdoti di origine straniera che mantengono vive parrocchie piccole, periferiche e sempre più segnate dallo spopolamento. Il racconto del NYT: una vita tra quattro parrocchie e una comunità che resiste A firmare l’articolo sono Josephine de La Bruyère e Motoko Rich, corrispondente di punta del giornale per Italia, Grecia e Vaticano. Le loro parole, accompagnate dalle fotografie di Alessandro Grassani, ricostruiscono la quotidianità di don Vincent: le Messe nei piccoli borghi, le visite agli anziani, le strade di montagna percorse ogni giorno per raggiungere comunità che non vogliono arrendersi allo spopolamento. Souly, ordinato in Costa d’Avorio dopo essere cresciuto in Burkina Faso, incarna perfettamente l’identikit dei sacerdoti che oggi sorreggono le parrocchie delle aree interne. Già alla guida delle comunità di Mercatale di Vernio e Sant’Ippolito, nel 2025 è stato scelto dal vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, come parroco anche di San Michele a Luicciana e San Biagio a Cantagallo. Quattro parrocchie, un territorio vasto, una presenza costante. Il riconoscimento del territorio: “Una storia che parla di comunità e accoglienza” La pubblicazione sul New York Times non è passata inosservata. Il Comune di Vernio ha voluto esprimere pubblicamente la propria soddisfazione: «È una bella notizia vedere la storia di don Vincent Souly raccontata sul New York Times, soprattutto per il suo impegno quotidiano nella nostra comunità. Il suo percorso racconta qualcosa di più grande: il valore dei parroci di origine straniera che scelgono di dedicare il proprio servizio ai territori delle aree interne, diventando una presenza importante e un punto di riferimento per tante persone.» Un ringraziamento che non è solo istituzionale, ma comunitario: «È importante che queste storie vengano raccontate: parlano di comunità, di accoglienza, di impegno e di un territorio che continua ad avere molto da dire.» Un parroco, una valle, una storia che supera i confini Il reportage del New York Times non è soltanto un ritratto personale: è la fotografia di un’Italia che cambia, di borghi che resistono grazie a chi sceglie di servirli, di una Chiesa che si regge sempre più su sacerdoti arrivati da lontano ma capaci di diventare parte della comunità. E in questa storia che ora viaggia oltreoceano, don Vincent Souly è il simbolo di una presenza che unisce: un parroco che tiene insieme quattro parrocchie e un territorio che, grazie anche a lui, continua a sentirsi vivo.
- MALORE SUL SENTIERO PER LA TORRE DEL FATTUCCHIO: MUORE UN ESCURSIONISTA DI 87 ANNI
L’uomo, in camminata con alcuni amici nei boschi di Pian degli Ontani, si è accasciato improvvisamente. Nonostante i tentativi di rianimazione, il personale sanitario ha potuto solo constatarne il decesso. Impegnati Vigili del Fuoco, 118, Pegaso, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e SAST. ABETONE CUTIGLIANO. Tragedia questa mattina lungo un sentiero nei pressi di Pian degli Ontani, nel comune di Abetone Cutigliano, dove un uomo di 87 anni ha perso la vita durante una camminata con alcuni amici. L’escursionista ha accusato un malore improvviso mentre si trovava sul percorso che conduce alla Torre del Fattucchio, in una zona boschiva particolarmente frequentata dagli amanti della montagna. Immediata la richiesta di soccorso. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del comando di Pistoia, distaccamento di San Marcello Pistoiese, che hanno raggiunto l’uomo lungo il sentiero. Contestualmente sono arrivati il personale sanitario del 118, l’elisoccorso Pegaso di Massa, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e le squadre del SAST. Nonostante le manovre di rianimazione praticate dai sanitari, per l’uomo non c’è stato nulla da fare: il personale medico ha potuto soltanto constatarne il decesso. Le operazioni di soccorso e di recupero della salma si sono svolte in una zona impervia, richiedendo il coordinamento delle diverse squadre presenti. L’intervento si è concluso dopo la messa in sicurezza dell’area e il trasferimento dell’uomo.











