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  • “129 PIAZZE PER IL SI”: A MONTECATINI TERME L'INIZIATIVA DELLA CAMERA PENALE DI PISTOIA E AIGA

    Il 5 marzo un banchetto informativo al mercato settimanale per spiegare ai cittadini le ragioni del “Sì” al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. MONTECATINI . Una mobilitazione nazionale che arriva anche in Valdinievole La campagna “129 Piazze per il Sì”, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane, fa tappa anche in provincia di Pistoia. L’iniziativa, che coinvolge simultaneamente 129 città italiane, mira a informare i cittadini sul referendum costituzionale del 22 e 23 marzo dedicato alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. A Pistoia l’organizzazione è affidata alla Camera Penale di Pistoia, con la collaborazione di AIGA, l’Associazione Italiana Giovani Avvocati. L’obiettivo è portare il dibattito sulla giustizia fuori dalle aule e dentro la vita quotidiana delle persone, in un luogo accessibile e frequentato come il mercato settimanale di Montecatini Terme. L’appuntamento è fissato per giovedì 5 marzo 2026, dalle 10:00, nella zona Stadio del mercato settimanale di Montecatini Terme. Qui avvocati penalisti e giovani professionisti saranno presenti con un banchetto informativo per illustrare in modo chiaro e diretto le ragioni del “Sì”. L’iniziativa nasce dalla volontà di: • spiegare ai cittadini il contenuto del referendum; • chiarire cosa comporta la separazione delle carriere; • rispondere a dubbi e domande su un tema spesso percepito come tecnico; • riaffermare il ruolo dell’avvocatura come presidio di garanzia e tutela dei diritti. Il volantino diffuso dalla Camera Penale sottolinea la necessità di un confronto aperto e trasparente, invitando la cittadinanza a informarsi e partecipare. La posizione della Camera Penale di Pistoia si inserisce nel quadro nazionale dell’UCPI. Le motivazioni illustrate durante l’iniziativa ruotano attorno a tre punti centrali: • garantire un giudice realmente terzo rispetto alle parti; • evitare passaggi di carriera tra funzioni requirenti e giudicanti; • rafforzare il principio del giusto processo sancito dall’articolo 111 della Costituzione. Secondo gli organizzatori, la separazione delle carriere rappresenta un passaggio necessario per rendere il sistema giudiziario più equilibrato, trasparente e comprensibile ai cittadini. La scelta di scendere in piazza, e farlo in contemporanea con altre 128 città italiane, ha un valore simbolico forte. Significa riportare il tema della giustizia al centro della discussione pubblica, trasformando un argomento complesso in un’occasione di dialogo diretto. A Montecatini Terme, la presenza al mercato settimanale punta proprio a questo: incontrare persone di tutte le età, ascoltare domande e perplessità, offrire strumenti per un voto consapevole. L’iniziativa del 5 marzo rappresenta uno dei momenti più significativi della mobilitazione locale in vista del referendum. La Camera Penale di Pistoia e AIGA hanno annunciato ulteriori attività informative nei giorni successivi, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. Andrea Balli

  • IL PALIO DEI RIONI DI QUARRATA RISCHIA LO STOP: “IL FUTURO E' NELLE NOSTRE MANI”

    Il presidente del Comitato, Alessandro Cialdi, lancia un appello alla città: mancano volontari e l’edizione 2026 è a rischio. “Il Palio riempie le piazze, ma per organizzarlo servono persone pronte a mettersi in gioco”. QUARRATA. [ a.b.] Il Palio dei Rioni davanti a un bivio: senza nuovi volontari l’edizione 2026 non partirà Il Palio dei Rioni di Quarrata è da anni uno degli appuntamenti più identitari della città: settimane di gare, sfide sportive, rivalità storiche tra i rioni e un coinvolgimento popolare che riempie piazze e strade. Una tradizione che ha saputo unire generazioni, associazioni e quartieri, trasformandosi in un simbolo di appartenenza e partecipazione civica. Ma per il 2026 il Palio si trova davanti a una delle sue sfide più delicate. Non per maltempo, problemi tecnici o emergenze esterne. A mancare, questa volta, sono le persone disposte a organizzarlo. Il Comitato Palio Rioni Quarrata ha scelto di dirlo apertamente, senza attenuanti, attraverso un appello firmato dal presidente Alessandro Cialdi. L’appello: “Il Palio si ferma. E questa volta la responsabilità è nostra” Il messaggio diffuso dal presidente è diretto, quasi un atto di verità rivolto alla comunità. Cialdi parla di un Palio che “accende i rioni”, che “fa parlare tutta Quarrata”, ma che quando si tratta di lavorare dietro le quinte non trova abbastanza mani. Il presidente non usa toni polemici, ma invita la città a guardarsi allo specchio. Il Palio, ricorda, non è un servizio garantito: è un evento che esiste solo grazie al lavoro volontario di chi lo costruisce, lo coordina, lo sostiene. Una tradizione che vive solo se la comunità la sostiene Negli ultimi anni il Palio ha coinvolto migliaia di persone, con rioni sempre più attivi e un calendario ricco di discipline: ciclismo, podismo, calcio, basket, padel, burraco e molte altre attività che richiedono organizzazione, sicurezza, logistica, comunicazione. Un impegno che non può ricadere su poche persone. Cialdi lo dice chiaramente. "Non servono eroi. Servono persone vere. Persone che dicano: ‘Ci sono. Do una mano.’” Il Comitato ha messo a disposizione un modulo di adesione, chiedendo ai cittadini di segnalare la propria disponibilità. Un gesto semplice, ma decisivo per capire se il Palio potrà continuare a essere il cuore dell’estate quarratina. Il rischio concreto: un Palio che diventa ricordo L’appello non è un ultimatum, ma una constatazione: senza un numero minimo di volontari, l’edizione 2026 non potrà essere organizzata. Il Palio non è stato annullato, ma è sospeso in attesa di una risposta della città. “Se resterà silenzio, ne prenderemo atto. Ma almeno avremo avuto il coraggio di chiedere alla città di decidere.” Il futuro della manifestazione dipende ora dalla partecipazione dei cittadini. Una scelta collettiva che riguarda non solo un evento sportivo, ma un pezzo di identità locale.

  • «UN DOLORE TROPPO GRANDE. SERVONO SOLO SILENZIO E VICINANZA ALLA FAMIGLIA»

    Il presidente della Provincia di Prato al funerale della piccola Nadia. PRATO - VERNIO . Il presidente Simone Calamai in rappresentanza della Provincia di Prato ha partecipato oggi al funerale della piccola Nadia, la bambina di tre anni morta lo scorso 22 febbraio, investita da un'auto in località Le Piana. La Provincia di Prato si unisce al lutto della famiglia di Nadia e della comunità di Vernio, che stamattina ha gremito la chiesa di Mercatale di Vernio. «La mia presenza al funerale della piccola Nadia vuole esprimere tutta la vicinanza e la solidarietà della comunità provinciale a questa famiglia, colpita da una perdita troppo grande. - ha detto il presidente Calamai - Non ci sono parole che possano consolare il dolore di questi genitori. Oggi servono solo silenzio e vicinanza concreta. Grazie alla sindaca Maria Lucarini e a tutte le persone che hanno fatto sentire forte l'abbraccio e la solidarietà della comunità a questa famiglia»- [provincia di prato]

  • RIQUALIFICAZIONE DELLA CERTOSA: LAVORI IN CORSO AL PIU’ GRANDE COMPLESSO IMMOBILIARE DI CASE POPOLARI DELLA CITTA’

    Il Comune ha investito in questo progetto di manutenzione straordinaria 1 milione e 820mila euro   Nella foto di gruppo (da sx): i consiglieri Capecchi e Pelagalli, l'assessore Semplici, il consigliere regionale Tomasi, il presidente di Spes Sensi, il sindaco f.f Celesti e gli assessori Sabella e Sgueglia   PISTOIA . Sono in corso i lavori di riqualificazione straordinaria dei due fabbricati della Certosa, alle Fornaci. Ieri pomeriggio, lunedì 2 marzo, si è svolto un sopralluogo al cantiere alla presenza del sindaco f.f. Anna Maria Celesti, del consigliere regionale - portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi, del presidente di Spes Riccardo Sensi e degli assessori Margherita Semplici, Gabriele Sgueglia e Alessandro Sabella.   La riqualificazione, che si protrarrà per circa un anno, è resa  possibile  grazie a  un impegno da parte dell’Amministrazione comunale che non ha precedenti nella storia della gestione Spes. Per la prima volta, infatti, è il Comune a farsi carico interamente della manutenzione straordinaria degli alloggi Erp con 1 milione e 820mila euro, che in parte saranno recuperati dal Comune attraverso il Gestore dei Servizi Energetici per le misure di efficientamento realizzate.   «Con la riqualificazione della Certosa compiamo un ulteriore passo in avanti nell’ampia programmazione di interventi riguardanti l’edilizia popolare – ha dichiarato Anna Maria Celesti, sindaco f.f. con delega alle problematiche abitative ed edilizia residenziale pubblica -. Una priorità che ha caratterizzato l’azione dell’Amministrazione fin dall’inizio del mandato, sotto la guida di Alessandro Tomasi, e che oggi prosegue con rinnovato impegno. Si tratta di un intervento storico, perché per la prima volta il Comune si fa carico interamente delle opere di manutenzione straordinaria di un complesso Erp, assumendosi un impegno rilevante per dare risposte concrete ai cittadini. L’avvio dei lavori rappresenta una risposta attesa da tempo dai residenti e un segnale chiaro dell’attenzione che rivolgiamo non solo alla qualità dell’abitare, ma anche alla sicurezza, alla sostenibilità e al decoro dei nostri quartieri. Restituire dignità abitativa significa prendersi cura delle persone, delle loro esigenze quotidiane e del contesto in cui vivono. La qualità dell’abitare è un elemento fondamentale per il benessere individuale e per la coesione sociale».   Un impegno senza precedenti, dunque, che fa seguito a un altro finanziamento già garantito a Spes dall’Amministrazione comunale, stavolta di 250mila euro, grazie al quale sono stati ristrutturati 39 alloggi già tutti assegnati alle persone in attesa nella graduatoria comunale. Altri 23 sono in ristrutturazione con fondi regionali e 6, destinati a persone con disabilità in possesso di requisiti Erp, con fondi PNRR.   «Con l’inizio dei lavori di riqualificazione alla Certosa, si concretizza un impegno senza precedenti per il Comune che interviene in modo incisivo e diretto sull’edilizia popolare – ha evidenziato il consigliere regionale Alessandro Tomasi –. Questa opera non rappresenta un caso isolato ma si inserisce in una programmazione - iniziata quando ero sindaco proprio insieme ad Anna Maria Celesti e a Spes - che ha l’obiettivo di recuperare gli alloggi lasciati vuoti a causa delle loro cattive condizioni e di riqualificare quelli che da tanti anni aspettano interventi significativi, come la Certosa. Di fronte alle persone che sono nelle graduatorie per un alloggio, è doveroso intervenire da parte delle istituzioni e degli enti, a tutti i livelli. Basti pensare che in area regionale oltre 4mila appartamenti sono lasciati vuoti per la mancanza di manutenzione. Il diritto alla casa deve tornare tra le priorità di tutti. Qui a Pistoia, compatibilmente con il bilancio e con le tante esigenze del territorio, abbiamo cercato di farlo attraverso investimenti importanti come questo, con le manutenzioni ordinarie, con la riqualificazione dei palazzi di via D’Aragona al Bottegone attraverso il piano di riqualificazione urbana e con i grandi progetti come quello dell’area ex Ricciarelli.»   I due fabbricati presentavano nel tempo diverse situazioni di degrado, legate sia alle condizioni dell’involucro edilizio sia alla vetustà degli impianti e alla scarsa valorizzazione degli spazi comuni. Dal punto di vista energetico, gli edifici risultavano particolarmente dispersivi e collocati in una classe energetica bassa, mentre gli impianti di riscaldamento, ormai datati e privi di sistemi di regolazione e contabilizzazione dei consumi, garantivano un comfort abitativo limitato e una distribuzione poco equilibrata delle spese tra gli assegnatari. Anche gli spazi condominiali, interni ed esterni, si presentavano poco curati e in parte inutilizzati.   «A Pistoia, così come nel resto del Paese, una parte significativa del patrimonio di edilizia sociale è datata e necessita di interventi – ha osservato il presidente di Spes Riccardo Sensi – mentre in altri casi, come a Le Fornaci, si tratta di immobili realizzati con standard qualitativi non sempre adeguati. Qui vivono 74 famiglie - quasi 200 persone - ed è compito degli amministratori migliorare le loro condizioni di vita. Per questo è da apprezzare l’impegno straordinario dell’allora sindaco Tomasi e della sua giunta, oggi rappresentata da Anna Maria Celesti, che da assessore al sociale e alla casa, insieme a me, ha voluto fortemente questo intervento: è la prima volta che un Comune della provincia di Pistoia stanzia risorse così consistenti per le case popolari. La Spes continuerà a gestire con attenzione i fondi pubblici, perché solo conciliando efficienza e solidarietà si può offrire un buon servizio ai cittadini e ridurre le liste di attesa recuperando alloggi rimasti troppo a lungo vuoti».   Il progetto di riqualificazione Il progetto di riqualificazione punta a superare queste criticità attraverso alcuni interventi mirati, orientati al miglioramento delle condizioni abitative e all’efficientamento energetico degli edifici, con particolare attenzione all’uso di materiali sostenibili e alla riduzione dei costi di gestione. Gli interventi prevedono, innanzitutto, il rifacimento delle facciate e la sostituzione degli infissi con nuovi serramenti a taglio termico, in linea con le normative sul risparmio energetico. Saranno, inoltre, rinnovati gli impianti di riscaldamento, con l’installazione di caldaie a condensazione di nuova generazione, nuovi corpi scaldanti e sistemi di termoregolazione e contabilizzazione dei consumi. Sono previsti anche lavori sulla copertura, con il rifacimento dell’impermeabilizzazione e della coibentazione, oltre a interventi di manutenzione e recupero delle passerelle esterne di accesso ai vari corpi scala. Alcune piccole coperture piane, al momento non accessibili saranno recuperate e trasformate in terrazze pertinenziali, mentre verranno sistemate diverse parti degradate delle facciate, restituendo uniformità e migliore qualità architettonica all’insieme degli edifici. Nel complesso, l’intervento è finalizzato a migliorare l’efficienza energetica, il comfort abitativo e la qualità degli spazi comuni, contribuendo al recupero complessivo dei fabbricati.   Altri interventi sull’edilizia residenziale pubblica Il progetto di riqualificazione della Certosa si inserisce in un più ampio programma di interventi sull’edilizia residenziale pubblica e si affianca all’opera di recupero dell’area Ricciarelli, i cui lavori sono iniziati da alcuni mesi. Si tratta di un intervento particolarmente significativo, che prevede la realizzazione di un nuovo edificio di edilizia residenziale pubblica con 16 alloggi, oltre alla creazione di un ampio parco urbano. La demolizione delle mura perimetrali dell’ex opificio industriale consentirà, infatti, di restituire alla città una nuova area verde nel centro urbano, accessibile a tutti i cittadini. A questo si aggiungono altri interventi già conclusi o in fase di completamento sul territorio comunale. A Chiazzano sono stati ultimati i lavori per la realizzazione di 20 nuovi alloggi, già tutti assegnati, mentre a Bottegone è stata portata a termine la riqualificazione dell’immobile di via Vittorio Veneto, composto da 32 alloggi di edilizia popolare, grazie a un finanziamento di 1 milione e 200 mila euro proveniente dal PNRR. Sono stati, inoltre, completati il rifacimento del manto di copertura dell’edificio di via Valiani e quello della palazzina di via Gentile 479/478, interventi realizzati con risorse di Spes. Sempre a Bottegone si è conclusa anche la riqualificazione energetica dei due edifici di edilizia residenziale pubblica di via D’Aragona, finanziata con 2 milioni e 100 mila euro nell’ambito del Programma straordinario di riqualificazione urbana. Nel complesso, l’attività portata avanti negli ultimi anni ha consentito anche una significativa riduzione degli alloggi sfitti che, nel corso degli ultimi cinque anni, sono stati quasi dimezzati grazie a una gestione attenta delle risorse e a un’intensa attività di manutenzione ordinaria e straordinaria da parte di Spes. [comune di pistoia]

  • referendum giustizia. GRANDE PARTECIPAZIONE A PESCIA

    Il Comitato del NO della Valdinievole annuncia i prossimi incontri.   PESCIA. Si è svolto venerdì 27 febbraio, presso il Circolo di Alberghi di Pescia, l’incontro pubblico promosso dal Comitato del NO della Valdinievole e insieme al “Giusto dire NO – Comitato Toscano”, nell’ambito del ciclo di iniziative di informazione e confronto in vista del referendum costituzionale sulla giustizia del 22-23 marzo 2026, già annunciato con un precedente comunicato stampa come avvio del percorso territoriale. L’iniziativa ha registrato una partecipazione attenta e numerosa, confermando l’interesse della cittadinanza per un approfondimento serio e consapevole sui contenuti della riforma e sulle sue ricadute sull’assetto costituzionale del Paese. Sono intervenuti Claudio Curreli, sostituto procuratore del Tribunale di Pistoia, e Sergio Garofalo, giudice del Tribunale di Pistoia, che hanno illustrato in modo chiaro e accessibile le criticità della riforma, soffermandosi in particolare sui rischi per l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e per il principio di separazione dei poteri sancito dalla Costituzione. Il confronto con il pubblico ha evidenziato la necessità di un’informazione diffusa e pluralista, capace di andare oltre slogan e semplificazioni. Il ciclo di incontri proseguirà nei prossimi giorni secondo il seguente calendario: · Mercoledì 5 marzo – ore 21.00  Chiesina Uzzanese , Centro Civico “Il Fiore” Intervengono: Ilaria Di Maina , avvocata; Sergio Garofalo , giudice del Tribunale di Pistoia. · Giovedì 6 marzo – ore 18.30  Massa , Circolo ARCI “L. V. Giusfredi” Intervengono: Claudio Curreli , sostituto procuratore del Tribunale di Pistoia; Alessandra Pastore , referente provinciale Libera. · Venerdì 7 marzo – ore 16.00  Buggiano , Sala Consiliare – Piazza del Grano Intervengono: Domenico Gallo , magistrato; Ilaria Di Maina , avvocata. Il Comitato del NO della Valdinievole conferma il proprio impegno a promuovere momenti di confronto pubblico a difesa della giustizia, della Costituzione e della democrazia, invitando la cittadinanza a partecipare numerosa ai prossimi appuntamenti.

  • poggio "DAL PD LOCALE ATTACCHI IGNOBILI"

    Diletta Bresci: "Provassero a muoversi per Poggio, cosa che evidentemente non fanno, magari al mattino o nelle ore di punta" POGGIO A CAIANO – "Le farneticazioni del PD locale non sono solo un insulto alla verità, ma un’offesa diretta a chi ogni giorno lavora per la sicurezza del nostro territorio. Sentir dire che la nostra Polizia Municipale 'non si vede' è un’affermazione vergognosa, della quale dovrebbero solo scusarsi profondamente." Un attacco inaccettabile alla Polizia Locale Tra l’altro il report presentato pochi giorni fa parla chiaro: i controlli sono aumentati e il lavoro svolto è encomiabile. Attaccare i lavoratori per fare becera polemica politica è il punto più basso toccato da questa sinistra. Ma si sa, a sinistra il lavoro delle forze dell’ordine spesso non è gradito. Le parole del Pd locale rilevano una superficialità disarmante e a dir poco imbarazzante se contiamo che provengono da persone che abitano (ma evidentemente non vivono) qui, è semplice ma drastico: si facessero un giro a Poggio a Caiano ogni tanto. Se avessero minimamente idea della realtà locale, saprebbero che i mezzi pesanti che intasano Ponte all'Asse arrivano da territori limitrofi, dove la Polizia locale di Poggio a Caiano non è competente, ignorando cartelli e divieti. Il fallimento della Provincia e la democrazia "a giorni alterni" La verità è che al PD non interessa la viabilità, interessa solo attaccare chi ha vinto democraticamente le elezioni. Ricordiamo a chi sbandiera i successi altrui (come Montemurlo) che a Poggio a Caiano qualcuno – pur essendo ex Presidente della Provincia – il plebiscito non l'ha visto neanche col binocolo. "Il PD si vergogni per la mancanza di rispetto verso il nostro corpo di Polizia. Meno interrogazioni scritte a tavolino e più presenza sul campo: Poggio non accetta lezioni da chi non conosce neanche i confini del comune e che pretende di criticare." [biagioni - comune di poggio]

  • CAPECCHI: “BENE IL TAVOLO. LA PAROLA ALLA CITTA' PER UNIRE E COINVOLGERE"

    PISTOIA . Accolgo positivamente le parole del segretario regionale del Pd Emiliano Fossi e la disponibilità ad aprire un confronto nel campo progressista e riformista, anche attraverso lo strumento delle primarie. È un passaggio importante. In questi giorni centinaia di cittadine e cittadini hanno partecipato all’incontro pubblico che abbiamo promosso, chiedendo con chiarezza che sia la città a scegliere il proprio candidato, attraverso un percorso aperto, trasparente e partecipato. Le primarie non devono essere un’opzione tattica, ma una scelta di coerenza democratica: un’occasione per unire e rafforzare il centrosinistra, non per dividerlo. Il mio impegno resta quello di costruire una proposta civica, inclusiva, capace di parlare a tutta Pistoia e di aprire una fase nuova. Sono pronto a mettermi in gioco con spirito costruttivo e rispetto per tutti, con un unico obiettivo: restituire alla città una prospettiva di cambiamento credibile e condivisa. Adesso tocca a Pistoia. Giovanni Capecchi

  • quarrata. È MORTO ANTONIO MALUSCI, PADRE DI ALBERTO: IL DOLORE DELL'EX DIFENSORE VIOLA IN UN ADDIO PIENO D’AMORE

    Una delle ultime immagini di Antonio con i suoi familiari QUARRATA . [ a.b. ] La comunità sportiva toscana e il mondo viola si stringono attorno ad Alberto Malusci, ex difensore della Fiorentina, colpito dalla scomparsa del padre Antonio, figura molto conosciuta e stimata a Quarrata dove viveva con la moglie Rosa. La notizia è stata resa pubblica dallo stesso Alberto, che sui social ha affidato alle parole un dolore composto, profondo, intriso di gratitudine. Nel suo messaggio, Alberto Malusci ricorda il padre con immagini semplici e potentissime, quelle che appartengono alla memoria più intima: «Eri alto alto altissimo quando ero piccolino, eri il mio gigante buono… Ciao Babbino mio. Stasera te ne sei andato via in silenzio. Nel raccontare chi eri ci vorrebbe tantissimo. Sei stato un babbo esemplare sotto tutti i punti di vista. Ci hai lasciato un vuoto incredibile.» Parole che restituiscono la figura di un uomo presente, solido, capace di trasmettere valori che restano. Il valore più grande, scrive Alberto, è uno: «Ci hai insegnato una cosa importante: il RISPETTO.» Un insegnamento che, nelle sue parole, diventa eredità morale e fondamento della famiglia che Antonio ha costruito. La forza di una famiglia unita Il ricordo di Alberto si apre poi a un’immagine tenera e quotidiana, che rende ancora più umano il ritratto del padre: «Ora vai a giocare a carte con i tuoi amici… Ti piaceva tanto e devo dire che eri un vero fuoriclasse. Ti voglio bene.» Un dettaglio che racconta la semplicità delle passioni, la socialità, la vita di paese, e che restituisce il sorriso di un uomo amato e riconosciuto da chi lo ha conosciuto. Accanto al dolore della famiglia, è arrivato anche il messaggio del Malusci Camp , la realtà sportiva che Alberto porta avanti con i fratelli Riccardo e Luca. Un messaggio sobrio, affettuoso, che testimonia quanto la figura di Antonio fosse centrale anche nella loro comunità: «In momenti come questi le parole sono sempre troppo poche. Tutto lo staff del Malusci Camp si stringe con profondo affetto attorno ad Alberto, Riccardo e Luca per la perdita del loro caro padre. Condividiamo il vostro dolore e vi siamo vicini con sincera partecipazione e rispetto. Un abbraccio forte, da tutta la nostra grande famiglia.» Un cordone di vicinanza che unisce amici, colleghi, ex compagni di squadra e tanti giovani che negli anni hanno trovato nei fratelli Malusci un punto di riferimento sportivo ed educativo. La scomparsa di Antonio Malusci non colpisce solo una famiglia, ma un intero ambiente che negli anni ha imparato a conoscere la sua discrezione, la sua presenza e il suo sostegno ai figli. Il ricordo di Alberto, così autentico e pieno d’amore, restituisce l’immagine di un padre che ha saputo essere guida, esempio e radice.

  • «SIAMO BLOCCATI, MA NON SOLI»: LA VOCE DA DUBAI DELLA FAMIGLIA QUARRATINA

    Enrico Borelli: « A ncora non sappiamo niente! Comunque stiamo bene!!! .» QUARRATA . La storia della famiglia quarratina rimasta a Dubai dopo l’escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele prende corpo soprattutto attraverso la voce di Enrico Borelli , che da giorni insieme alla moglie Silvia e alla figlia, vive sospeso tra paura, organizzazione forzata e un’inaspettata rete di solidarietà. La sua testimonianza diventa il filo emotivo che racconta cosa significhi trovarsi improvvisamente lontani da casa, con un conflitto che cambia i piani e stringe lo stomaco. L’attesa che pesa La chiusura dello spazio aereo ha trasformato un normale viaggio negli Emirati in un limbo. La famiglia quarratina, come centinaia di altri italiani, è stata dirottata in hotel in attesa che la situazione si sblocchi. Le ore scorrono lente, tra aggiornamenti frammentari e la speranza che un volo per l’Italia possa ripartire presto. In questo quadro, le parole di Enrico Borelli restituiscono la dimensione umana di ciò che sta accadendo: «Qui c’è stata un’organizzazione mastodontica di Emirates: il 28 hanno spostato 20.000 persone dall’aeroporto in vari hotel. Ed è proprio di stamani la notizia che l’Emiro garantirà la sistemazione di tutti i passeggeri bloccati fino a quando la situazione non si sbloccherà.» Dietro i numeri, ci sono famiglie come quella quarratina: valigie mai disfatte, bambini che chiedono quando si torna, adulti che cercano di rassicurare senza avere risposte. La difficoltà di sentirsi protetti La distanza dall’Italia pesa soprattutto quando si cerca aiuto. Borelli racconta la frustrazione di chi prova a mettersi in contatto con le autorità: «Purtroppo le linee di emergenza del Consolato sono sempre intasate, ma ho contattato la Farnesina a Roma: mi hanno confermato che la situazione è costantemente sotto controllo.» Per chi è lontano, quelle parole sono un appiglio. Sapere che qualcuno, dall’altra parte del mondo, sta monitorando la situazione aiuta a respirare un po’ meglio. La fragilità e la forza Nel racconto di Borelli emerge anche un aspetto più intimo, che rende ancora più evidente la vulnerabilità di questi giorni: «Tramite la polizza che ho con American Express ho potuto contattare un medico locale che mi ha prescritto i salvavita immunosoppressori per continuare la mia terapia di trapiantato.» È un dettaglio che colpisce: non si tratta solo di voli cancellati, ma di persone con bisogni reali, urgenti, che devono reinventarsi soluzioni in un contesto improvvisamente instabile. Dubai come rifugio temporaneo La famiglia quarratina, come Borelli e molti altri italiani, è ospitata in uno degli hotel messi a disposizione dalle autorità locali. Una sistemazione sicura, ma che non cancella la sensazione di essere sospesi, lontani da casa, in un Paese che non era previsto diventasse un rifugio. Eppure, nelle parole di chi è lì, emerge anche un senso di gratitudine per l’organizzazione e per la solidarietà che si è creata tra connazionali. In attesa del ritorno La speranza è che lo spazio aereo venga riaperto presto e che i voli possano riprendere. Fino ad allora, la famiglia quarratina resta in attesa, come tante altre, con la valigia pronta e il desiderio semplice e potente di tornare a casa.

  • lutto a montemurlo. IL CORDOGLIO DEL SINDACO CALAMAI PER L'IMPROVVISA SCOMPARSA DI ELENA MONDANELLI

    Elena aveva 43 anni e prestava assistenza sugli scuolabus della primaria e dell’infanzia. Una donna dolce e benvoluta. Nulla è valso per salvarla l’intervento dell’elicottero del 118 Pegaso, atterrato al parco della Pace. Elena era stata figurante del Corteggio storico Elena Mondanelli MONTEMURLO – Una notizia dolorosa scuote profondamente la comunità di Montemurlo. Il sindaco Simone Calamai esprime il proprio cordoglio, a nome di tutta l’amministrazione comunale, per l’improvvisa e prematura scomparsa di Elena Mondanelli, 43 anni, assistente sui pulmini che ogni mattina accompagnano i bambini della primaria e dell’infanzia a scuola. Elena si è spenta questa mattina nella sua abitazione di via Maiorana in zona Fornacelle a Montemurlo, colpita da un arresto cardiaco che non le ha lasciato scampo. Secondo quanto ricostruito, Elena si era alzata regolarmente, si era preparata per prendere servizio e accogliere, come ogni giorno, i bambini che accompagnava a scuola. È stata la madre Antonella a fare la tragica scoperta: vedendo che la figlia non usciva dalla stanza, è entrata trovandola priva di sensi sul letto, già vestita per andare al lavoro. Inutili i tempestivi soccorsi dei sanitari del 118, che hanno mobilitato anche l’elisoccorso Pegaso, atterrato nelle vicinanze dell’abitazione della donna, al Parco della Pace, ma purtroppo rientrato poco dopo senza aver potuto prestare aiuto. Nonostante Elena soffrisse di alcune patologie pregresse, nulla lasciava presagire un epilogo così drammatico. «Siamo profondamente colpiti da questa perdita »dichiara il sindaco Simone Calamai. «Elena era una persona benvoluta da tutti, una donna che amava profondamente il suo lavoro proprio per il legame speciale che riusciva a creare con i nostri bambini. In questo momento di immenso dolore, ci stringiamo alla madre Antonella, al padre Gastone, alla sorella Benedetta e al compagno Andrea, nonché a tutta la sua famiglia, conosciuta e stimata a Montemurlo per il proprio impegno nel mondo del volontariato e per la propria umanità». La famiglia Mondanelli è infatti molto nota in città: la madre Antonella è attiva nel coro gospel Black & White e nel Gruppo Storico, dove la notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno, lasciando gli amici nello sconforto. «Una giovane vita che stamattina si è fermata poco prima di uscire per andare all'amato lavoro di assistente sui pulmini delle scuole primarie e dell'infanzia. Una professione che le ha permesso di poter esprimere la sua gentilezza e la cura verso i bambini, per questo conosciuta e benvoluta in tutto l'ambiente scolastico del Comune di Montemurlo», la ricorda il cugino Emanuele Vattiata. I soccorritori e l'elisoccorso non hanno potuto fare niente per salvarla dall'arresto cardiaco improvviso che l'ha raggiunta nelle prime ore di questa mattina, all'interno dell'abitazione che condivideva col compagno Andrea, i suoi genitori e il nonno. Tutti sconcertati per l'assurda perdita di una giovane donna che doveva convivere con alcune difficoltà fisiche, ma che attualmente non destavano preoccupazioni. Diplomata al liceo artistico Petrocchi di Pistoia all'interno del quale scopre l'amore per l'artista messicana Frida Khalo e per la quale sentiva quasi una sorta di simbiosi, specialmente per l'iconografia personale dell'artista centroamericana, legata a sentimenti riconducibili al dolore, e all'identità femminile, in contrappunto con la vivacità dei colori e della cultura messicana. «Elena si riconosceva in questo contrappunto che collimava fra la salita dei suoi problemi di salute e la discesa dalla pungente ironia caratterizzata nel trovare collegamenti con citazioni dei film Disney o d'animazione, grazie anche ad uno spiccato talento nell'imitare le espressioni e le voci dei personaggi», continua a raccontare l’amato cugino Emanuele. Elena era stata figurante del Corteggio Storico di Montemurlo ed aveva accompagnato il corteo anche nelle trasferte con i comuni gemellati di Bovino e Avellino nel ruolo di dama che impersonava con particolare eleganza e portamento. Nipote dei medici Elena Nardi e Dante Mondanelli, era solita condividere con tutto il nucleo familiare, le estati a Badia Prataglia dove si riunivano nel paese di origine della famiglia paterna. La famiglia abita a Montemurlo dagli anni Ottanta. La salma sarà esposta a breve alle cappelle del commiato della Croce d’oro di via Bicchieraia. Il funerale si svolgerà mercoledì 4 febbraio ore 10 alla parrocchia di Fornacelle. La famiglia chiede non fiori ma donazioni per la ricerca. [masi-comune di montemurlo]

  • ADDIO A LUCIANO TURI, GENTLEMAN DRIVER E IMPRENDITORE QUARRATINO

    Si è spento a 88 anni uno dei volti più amati dell’ippica toscana: oltre seicento vittorie in carriera e una vita dedicata al lavoro, ai cavalli e alla sua comuni Luciano Turi QUARRATA . È scomparso oggi, all’età di 88 anni, Luciano Turi, driver, imprenditore e figura storica dell’ippica toscana. Fondatore nel 1964 della Sealt di Casini, azienda erede della lunga esperienza della ditta paterna, Turi è ricordato da tutti come un “grande lavoratore e grande sportivo appassionato di cavalli”. Era una di quelle persone che non hanno bisogno di clamore per lasciare un segno profondo. Ha vissuto il lavoro e lo sport come una missione silenziosa e costante, attraversando i decenni con una passione che non ha mai conosciuto pause. Per Quarrata non è stato soltanto un driver, ma un simbolo di dedizione: un volto familiare, un punto di riferimento nelle scuderie dei Casini, dove l’ippica è tradizione di famiglia e di comunità. La sua carriera parla da sola: oltre seicento vittorie, che lo collocano tra i gentleman driver più vincenti della sua generazione. Già nel 1988 — come ricordava l’amico Carlo Rossetti in un articolo su Noidiqua — aveva superato quota cinquecento successi, un traguardo allora quasi impensabile per un non professionista. La foto scattata da Grazia Boncompagni Ma Luciano non correva per i numeri: correva per amore dei cavalli, per il gusto della sfida, per quella scintilla che si accende quando si entra in pista e tutto si riduce a un sulky, due redini e un cuore che batte forte. Anche nella vita quotidiana e nel lavoro portava lo stesso stile: discrezione, affidabilità, concretezza. “Era una persona molto attiva, sempre pronto a raccontare una barzelletta agli amici e a passare del tempo con i parenti. Lo ricorderemo per la grande persona che era”, scrivono dalla Sealt. Un ricordo particolarmente toccante arriva da Grazia Boncompagni: “Sono grata di aver camminato al tuo fianco su una strada non sempre facile. Mi hai insegnato molto, nel lavoro e nella vita, e questo resterà per sempre con me. Ti voglio ricordare così, come in questa foto che ti ho scattato tempo fa: con la tua forza, la tua passione e la tua instancabile voglia di fare. Riposa in pace. Ciao Luciano.” La salma è esposta alle cappelle del commiato della Misericordia di Quarrata. Il funerale si terrà mercoledì 4 febbraio alle ore 15 nella chiesa di Santa Maria Assunta.

  • QUARRATA SALUTA LORIANA PAGLI, PIONIERA DELLA COIFFURE E MADRE DI MISS ITALIA 1980

    Professionista innovativa e insegnante stimata, ha formato generazioni di parrucchieri e portato il nome di Quarrata oltre i confini locali Loriana Pagli in una immagine di qualche tempo fa (da NoidiQua ) QUARRATA . [a.b.] Quarrata piange la scomparsa di Loriana Pagli, figura storica della coiffure locale e madre di Cinzia Lenzi, Miss Italia 1980, annunciatrice televisiva ed ex modella. È stata la stessa figlia ad annunciare, con un messaggio colmo di affetto, la scomparsa della madre avvenuta questa mattina. La salma sarà esposta da oggi pomeriggio presso le Cappelle della Misericordia di Quarrata, mentre i funerali si terranno domani, 9 gennaio 2026, alle ore 15:00, nella Chiesa di Santa Maria Assunta. La famiglia ringrazia fin d’ora quanti vorranno unirsi nel saluto. Una carriera pionieristica Loriana Pagli è stata una delle prime parrucchiere del territorio a distinguersi a livello nazionale, lasciando un’impronta indelebile nella storia professionale del Comune. Donna moderna, energica e sempre proiettata verso il futuro, arrivò a Quarrata negli anni Cinquanta, dove iniziò a esercitare la professione all’interno della propria abitazione. Negli anni Settanta compì un passo decisivo aprendo in via Volta uno dei primi saloni del paese, l’“Art Hair Lory”. La scelta del nome in inglese, all’epoca insolita, racconta già molto della sua visione: un lavoro senza confini, aperto alle tendenze internazionali e alla formazione continua. Formazione d’eccellenza e insegnamento Ambiziosa e instancabile, Loriana portò a Quarrata tecniche e innovazioni apprese in tutta Italia e all’estero. Fu tra le prime professioniste del settore a specializzarsi presso la prestigiosa Accademia Tony & Guy di Londra, un percorso che le permise di acquisire una formazione completa e all’avanguardia. Dal 1973 al 1992 insegnò presso l’Accademia A.P.A.S. di Prato, dove ricoprì anche il ruolo di direttrice dei corsi serali per parrucchieri titolari di negozi, con particolare attenzione all’aggiornamento sul taglio. Le sue dimostrazioni attiravano spesso l’attenzione di personaggi noti della televisione: tra i presentatori che introdussero i suoi lavori figurano Pippo Baudo e Corrado Mantoni, che la premiò al Campionato Toscano. Dopo aver conseguito il diploma di maestra all’Accademia Artas di Milano, insegnò anche all’Armony di Pistoia e, più recentemente, fu invitata a collaborare con l’Accademia della Regione. Una professionista appassionata, una madre e una nonna presente Nonostante una carriera intensa, Loriana non ha mai fatto mancare la sua presenza alla famiglia. Il rapporto con le clienti è stato per lei una delle soddisfazioni più grandi. La passione, raccontava, aveva sempre superato ogni sacrificio.

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